Cominciamo con una premessa: siamo nell’ambito delle speculazioni. Però The Information, cui dobbiamo questa news, solitamente è affidabile. E senza voler riprendere le tesi che hanno portato Elon Musk a intentare causa a OpenAI (e successivamente a ritirarla), che OpenAI non si comporti esattamente come una no-profit, è da tempo sotto gli occhi di tutti.
Per cui (e torniamo alla notizia) secondo quanto riportato da The Information, il buon Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, starebbe valutando la possibilità di evolvere la sua azienda in qualcosa di più di una no-profit.
Questa mossa vedrebbe OpenAI svincolarsi dall’attuale Consiglio di amministrazione senza scopo di lucro. Successivamente, una delle opzioni sul tavolo prevedrebbe la trasformazione della società in una B-Corp, o società benefit.
Una B-Corp è un’azienda che, oltre a perseguire il profitto, deve considerare il suo impatto sociale e ambientale, bilanciando gli interessi degli azionisti con quelli dei dipendenti, dei clienti, della comunità e dell’ambiente. Se OpenAI decidesse di adottare questa struttura, sarebbe legalmente obbligata a tenere conto di questi fattori.
La transizione a una società a scopo di lucro potrebbe aprire la strada a una futura offerta pubblica iniziale (IPO), permettendo al pubblico di acquistare azioni dell’azienda. Questo passo potrebbe attirare nuovi investimenti, e vista l’attuale popolarità di ChatGPT, un’IPO di OpenAI potrebbe ottenere un grande successo.
Della serie: se l’IPO di Reddit è valsa 6,4 miliardi di dollari, quanto potrebbe valere quello della società dietro l’intelligenza artificiale più usata in questo pianeta?
Diventando una società pubblica, però, OpenAI sarebbe maggiormente vincolata agli interessi degli azionisti, il che potrebbe portare a restrizioni sui servizi gratuiti per incentivare gli utenti a optare per soluzioni a pagamento.
Sebbene al momento una IPO sia solo una speculazione, la decisione di diventare un’azienda a scopo di lucro renderebbe questa ipotesi più concreta. En risposta al rapporto di The Information, OpenAI ha dichiarato a Reuters: “Rimaniamo concentrati sulla costruzione di un’IA che benefici tutti. La non-profit è al centro della nostra missione e continuerà a esistere.”
Questo suggerisce che OpenAI potrebbe adottare un modello simile a quello di Mozilla, con un braccio a scopo di lucro e uno non-profit. In questo scenario, la ricerca potrebbe rimanere sotto l’egida della non-profit, mentre prodotti come ChatGPT e le API potrebbero essere gestiti dalla divisione a scopo di lucro per generare entrate.


