OpenAI rifiuta l’offerta di Musk: “Non siamo in vendita”

da | 15 Feb 2025 | IA

OpenAI ha rifiutato ieri l’offerta da 97,4 miliardi di dollari avanzata da un consorzio guidato da Elon Musk, affermando che l’azienda non è in vendita e che qualsiasi ulteriore tentativo di acquisizione futuro sarà privo di fondamento.

La decisione segna un nuovo capitolo della battaglia tra Musk e Sam Altman, con il primo determinato a bloccare la trasformazione della società in un’entità a scopo di lucro.

OpenAI: “Non siamo in vendita”

La proposta di acquisizione è stata respinta all’unanimità dal consiglio di amministrazione della startup. “OpenAI non è in vendita e il consiglio ha respinto all’unanimità l’ultimo tentativo del signor Musk di ostacolare la concorrenza. Qualsiasi eventuale riorganizzazione di OpenAI rafforzerà la nostra missione no-profit, volta a garantire che l’AGI sia a beneficio di tutta l’umanità”, ha dichiarato la società su X, citando il presidente del consiglio Bret Taylor.

Il consorzio guidato da Musk include la sua startup di intelligenza artificiale xAI, oltre a investitori come Valor Equity Partners, Baron Capital e l’influente intermediario di Hollywood Ari Emanuel.

Come sappiamo, dopo l’annuncio della proposta da parte di Elon Musk, i suoi legali hanno successivamente dichiarato che l’offerta sarebbe stata ritirata se OpenAI avesse rinunciato ai suoi piani di diventare un’azienda a scopo di lucro.

Ciò è stato visto dal Consiglio di OpenAI come una mancanza di credibilità e il suo legale, William Savitt, si è così rivolto a quelli rappresentanti la cordata: “Due giorni fa avete presentato in tribunale un documento aggiungendo nuove condizioni materiali alla proposta. Di conseguenza, ora è evidente che il tanto pubblicizzato ‘rilancio’ dei vostri clienti non sia in realtà un’offerta vera e propria”.

Il duello tra Musk e Altman

La tensione tra Musk e Altman è radicata in anni di controversie. Dopo la sua uscita nel 2019, Musk ha più volte criticato la società, accusandola di essersi allontanata dalla sua missione iniziale di sviluppare un’intelligenza artificiale per il bene comune.

OpenAI ha creato una divisione a scopo di lucro, attirando finanziamenti miliardari e consolidando il suo ruolo di leader nel settore.

Non è la prima volta che Musk tenta di ostacolare il percorso della società. Ad agosto del 2023, ha citato in giudizio Altman, OpenAI e Microsoft, accusandoli di violazione di contratto. A novembre, ha chiesto a un giudice distrettuale statunitense di emettere un’ingiunzione per impedire a OpenAI di completare la sua transizione verso un modello for-profit.

Con l’ennesimo tentativo di acquisizione respinto, la frattura tra Musk e Altman sembra ormai insanabile. Mentre la startup prosegue nel suo percorso, Musk continuerà probabilmente a cercare modi per fermarla, in quella che è ormai una delle rivalità più accese nel mondo della tecnologia.

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