OpenAI pensa a un data center da 5 gigawatt negli Emirati Arabi

da | 17 Mag 2025 | IA, Politica

Sam Altman con Sheikh Maktoum bin Mohammed Al Maktoum. | Foto: ArabianBusiness
Tempo di lettura: 2 minuti

OpenAI sta per intraprendere un importante passo verso l’espansione globale delle sue infrastrutture per l’intelligenza artificiale, in collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti.

La compagnia di Sam Sam Altman sta infatti progettando di contribuire allo sviluppo di un gigantesco data center che potrebbe diventare uno dei più grandi al mondo.

Questo investimento rappresenta un deciso cambio di rotta rispetto alle ambizioni originarie di OpenAI, che si concentrava principalmente sugli Stati Uniti.

OpenAI e il campus da 5 gigawatt

Il nuovo data center previsto ad Abu Dhabi avrà una capacità energetica senza precedenti: ben 5 gigawatt, una potenza paregonbile a quella di cinque reattori nucleari.

La struttura sarà costruita su un’area di 10 miglia quadrate e potrà servire come punto di riferimento per la regione, in particolare per il Medio Oriente, che mira a diventare un hub fondamentale per l’innovazione tecnologica.

L’iniziativa si inserisce in un contesto geopolitico di crescente collaborazione tra Stati Uniti e Emirati Arabi Uniti nel campo dell’IA. Come parte del progetto, l’azienda G42, una compagnia di intelligenza artificiale con sede ad Abu Dhabi, fondata nel 2018 (e storicamente legata alla Cina), sarà coinvolta nella costruzione del data center, in collaborazione con alcune compagnie statunitensi non ancora identificate.

L’iniziativa è stata lanciata in concomitanza con la visita del presidente Donald Trump nella regione, sottolineando l’importanza di queste alleanze nel settore tecnologico.

Le preoccupazioni per la sicurezza nazionale

Il progetto non è privo di controversie. Alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno espresso preoccupazioni circa la sicurezza nazionale legata alla condivisione di tecnologie avanzate, come i semiconduttori, con paesi che hanno forti legami con la Cina.

I chip avanzati, essenziali per l’addestramento e lo sviluppo dei modelli di IA, sono considerati il “gold standard” del settore, e la loro diffusione potrebbe comportare rischi legati alla protezione dei dati sensibili.

Questa nuova collaborazione non è comunque la prima tra OpenAI e gli Emirati Arabi Uniti. La partnership è iniziata nel 2023, con il coinvolgimento di G42 e MGX, un veicolo di investimento di Abu Dhabi che ha anche partecipato al round di finanziamento da 6,6 miliardi di dollari di OpenAI lo scorso ottobre.

Oltre alla costruzione del data center, OpenAI sta lavorando a stretto contatto con le autorità emiratine per favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate nel settore dell’intelligenza artificiale.

Il campus negli Emirati Arabi Uniti fa parte della più ampia strategia Stargate di OpenAI, volta a promuovere l’infrastruttura globale per l’intelligenza artificiale.

Insieme a SoftBank e Oracle, OpenAI ha annunciato questo ambizioso piano per investire fino a 500 miliardi di dollari in progetti tecnologici negli Stati Uniti. Con l’iniziativa nel Medio Oriente, l’azienda dimostra il suo impegno nel rafforzare la posizione americana nel settore dell’IA, mentre al contempo favorisce la crescita tecnologica in altre aree del mondo.

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