OpenAI e Perplexity accelerano sullo shopping conversazionale

by | 26 Nov 2025 | Business, IA

Foto: Andrea Piacquadio/Pexels
Tempo di lettura: 3 minuti

Lo shopping guidato dall’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase. OpenAI e Perplexity hanno infatti lanciato strumenti che integrano direttamente nei loro chatbot funzioni per confrontare prodotti, analizzare alternative e finalizzare acquisti.

È un salto che arriva alla vigilia della stagione natalizia e che segna l’ingresso deciso delle piattaforme generaliste nel territorio finora presidiato da startup specializzate come Onton, Phia o Cherry.

Per i colossi della Silicon Valley, la mossa è naturale: gli utenti sono già lì, dentro ChatGPT o Perplexity, e aggiungere un livello di assistenza allo shopping significa intercettare un nuovo flusso di traffico, potenzialmente monetizzabile.

La personalizzazione dello shopping

Perplexity sta puntando sulle funzioni di memoria, sostenendo che un assistente capace di ricordare preferenze, contesto lavorativo o luogo in cui vive l’utente, possa fornire raccomandazioni realmente utili.

È un approccio che fa leva sulla personalizzazione algoritmica, sempre più centrale nei servizi consumer. Non a caso, secondo Adobe, questa stagione natalizia vedrà una crescita del 520% (!) dello shopping online assistito da sistemi di IA.

È un segnale che può favorire l’intero settore ma anche complicare la partita: se piattaforme come ChatGPT e Perplexity sono già presenti nella quotidianità digitale degli utenti, conquistare i flussi di conversazione legati agli acquisti può diventare più semplice. Per loro, s’intende.

Perché alcune startup pensano di resistere

Zach Hudson, CEO di Onton (startup specializzata nell’interior design), non sembra particolarmente preoccupato. A suo avviso, strumenti generalisti come ChatGPT o Perplexity non possono competere su terreni verticali in cui conta la qualità del dataset.

“Qualsiasi modello o grafico di conoscenza è valido solo quanto le sue fonti dati”, ha spiegato a TechCrunch. Dal suo punto di vista, l’uso di indici di ricerca come Bing o Google limita la precisione delle risposte dei chatbot generalisti: in sostanza, se i dati di partenza non sono specifici, lo shopping conversazionale difficilmente potrà raggiungere il livello richiesto da settori come fashion o interior design.

Un’opinione condivisa anche da Julie Bornstein, CEO di Daydream e a lungo protagonista del mondo e-commerce. “La moda è particolarmente sfumata ed emotiva: trovare un vestito che amate non è come trovare un televisore”, ha affermato.

Per Bornstein, la differenza la fa la comprensione dei dettagli: silhouette, tessuti, occasioni, combinazioni nel tempo. È un tipo di competenza che non può emergere da modelli addestrati sulla totalità del web, ma solo da dataset verticali curati e costruiti ad hoc.

Le mosse di OpenAI e Perplexity

OpenAI e Perplexity, però, partono con un vantaggio evidente: una base utenti già enorme e la capacità di chiudere accordi con grandi retailer per permettere il checkout direttamente all’interno dell’interfaccia conversazionale. Ciò evita di reindirizzare gli utenti ai siti dei negozi e rende più fluido il processo d’acquisto.

Un secondo elemento chiave è la ricerca di un percorso sostenibile verso la redditività. I modelli di intelligenza artificiale richiedono enormi quantità di potenza computazionale e, di conseguenza, costi elevati.

Guardare all’e-commerce come potenziale fonte di ricavi è una mossa che ricalca la strategia storica di giganti come Google e Amazon, e non a caso si parla della possibilità che i retailer possano in futuro pagare per promuovere i propri prodotti all’interno dei risultati generati dai chatbot.

È un modello che promette margini ma che rischia di amplificare i limiti già noti della ricerca online, dove l’advertising spesso si sovrappone alle reali necessità degli utenti.

La vera partita, insomma, si gioca sulla qualità dei dati e sulla capacità di portare valore nel processo decisionale. Come sintetizza Bornstein: “I modelli verticali, che si tratti di moda, viaggi o articoli per la casa, avranno prestazioni migliori perché sono calibrati sul reale processo decisionale dei consumatori”.

Fonte: TechCrunch

POTREBBE INTERESSARTI

Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
OpenAI matematica

OpenAI dice di aver risolto un Problema del Millennio della matematica

OpenAI ha impiegato fino a 10.000 agenti IA coordinati dai suoi ricercatori per risolvere il problema di Navier-Stokes in 88 ore. E adesso?

Anthropic Mythos

Ricercatore di Anthropic si dimette: “L’IA potrebbe ucciderci tutti”

Jacob Coxon, ex OpenAI, lascia il laboratorio di Amodei e accusa i laboratori di correre verso sistemi sovrumani senza sapere come controllarli. Un collega gli dà...
OpenAI ChatGPT

Il Pentagono avrebbe chiesto a OpenAI un’IA che non dica (quasi) mai di no

Un documento ottenuto da The Intercept parla di modelli con “tassi minimi di rifiuto”. OpenAI sostiene di aver respinto la clausola, mentre il Pentagono...
Share This