Il tentato “golpe” contro Sam Altman, avvenuto lo scorso novembre da parte del CdA di OpenAI, sembrava un fatto ormai archiviato. Ma non è così.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, infatti, la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti, starebbe indagando sulle comunicazioni interne del CEO di OpenAI, Sam Altman, per accertare se gli investitori siano stati fuorviati. Stando a fonti informate sui fatti, l’ente regolatore già a dicembre avrebbe richiesto documenti a dirigenti ed ex dirigenti della società dietro ChatGPT.
L’azione da parte della SEC, lo anticipavamo qualche riga qui sopra, è una conseguenza diretta dei fatti di novembre. Il precedente Consiglio di amministrazione di OpenAI aveva infatti deciso di destituire Altman dalla posizione di CEO e di escluderlo dal consiglio.
La motivazione? Le sue comunicazioni non sarebbero state sempre trasparenti, compromettendo così la capacità del consiglio di adempiere ai propri doveri. L’indagine sembrerebbe dunque una conseguenza naturale delle affermazioni fatte dal CdA nel suo comunicato di novembre, sebbene la SEC non abbia ancora identificato dichiarazioni specifiche di Altman ritenute ingannevoli.
Altman venne poi reintegrato come CEO pochi giorni dopo la sua rimozione, e il vecchio Consiglio di amministrazione fu sostituito da uno nuovo che vede l’ex co-CEO di Salesforce, Bret Taylor, nel ruolo di presidente. La SEC, operante da New York, ha sollecitato alcuni dei principali esecutivi di OpenAI a preservare i documenti interni durante l’indagine, sempre come riportato dal WSJ.
L’indagine si svolge in un momento in cui Altman è coinvolto in discussioni per reperire fondi miliardari destinati a un progetto nel settore dei microchip. E, come abbiamo ricordato in questo articolo, anche grazie al forte sostegno di Microsoft, OpenAI è attualmente valutata oltre 80 miliardi di dollari.


