OpenAI introduce la funzione shopping su ChatGPT

by | 30 Apr 2025 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

OpenAI ha infatti annunciato l’introduzione di una nuova funzionalità di shopping su ChatGPT Search, grazie alla quale ricevere consigli sui prodotti e completare l’acquisto sui siti dei commercianti, partendo direttamente dalla conversazione con l’intelligenza artificiale.

Una precisazione importante: i suggerimenti non sono sponsorizzati. OpenAI ha chiarito che, almeno per ora, non esiste alcun legame pubblicitario con i brand proposti.

Adam Fry, responsabile di prodotto per la ricerca di ChatGPT, ha mostrato in anteprima a Wired come funziona il nuovo sistema.

Gli utenti possono chiedere consigli su articoli come macchine per il caffè espresso o sedie da ufficio, ricevendo risposte costruite sulle preferenze espresse durante la conversazione, sui ricordi salvati da precedenti interazioni e su recensioni raccolte da varie fonti online.

Un approccio che rende ogni consiglio personale e contestuale, avvicinando sempre di più ChatGPT a un vero assistente personale.

Come Google Shopping, ma conversazionale

Visivamente, la nuova funzione richiama Google Shopping: quando si clicca su un prodotto suggerito, sulla destra dello schermo compaiono i collegamenti a diversi rivenditori come Amazon o Walmart. Da lì, l’utente può completare l’acquisto con un semplice click.

OpenAI per ora ha scelto di concentrarsi su categorie particolarmente richieste come elettronica, moda, articoli per la casa e cosmetici, con l’obiettivo di ampliare progressivamente l’offerta.

Ma la vera differenza rispetto a Google è nel modo in cui i suggerimenti vengono costruiti. ChatGPT non si limita a incrociare algoritmi e dati: ascolta l’utente, interpreta le sue preferenze e si adatta al suo stile.

Se, per esempio, nel corso di una conversazione si scopre che l’utente predilige abiti neri di una determinata marca, quella preferenza verrà ricordata e influenzerà i consigli successivi.

È un modello di interazione che mira a superare la logica dei risultati impersonali, trasformando la ricerca di un prodotto in una vera esperienza di dialogo.

ChatGPT: nessuna sponsorizzazione (per ora)

Per ora, OpenAI tiene a sottolineare che i suggerimenti di prodotto non sono sponsorizzati. “Non sono pubblicità,” ha detto Adam Fry a Wired. “Non sono sponsorizzati”.

La società dunque non riceve alcuna commissione sulle vendite generate tramite ChatGPT, ma ammette di essere pronta a sperimentare diversi modelli economici in futuro.

La sfida sarà trovare una formula che permetta di sostenere l’iniziativa senza compromettere la neutralità e la fiducia degli utenti.

In ogni caso, l’arrivo della funzione shopping rappresenta un passo che potrebbe avere ripercussioni anche su chi, fino ad oggi, ha fatto dell’affiliazione un’importante fonte di reddito.

Gli editori che guadagnano raccomandando prodotti dovranno dunque osservare con attenzione l’evolversi di questa nuova dinamica.

Nel frattempo, ChatGPT continua a cambiare pelle: da assistente virtuale a personal shopper, il confine si fa sempre più sottile.

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