OpenAI, dodici ex dipendenti sostengono la causa di Musk

da | 13 Apr 2025 | IA, Legal

È una frattura che si allarga quella dentro OpenAI, il laboratorio di intelligenza artificiale più famoso del mondo, diventato simbolo del potenziale – ma anche delle contraddizioni – della nuova era tecnologica.

Dopo che Elon Musk ha fatto causa all’organizzazione, accusandola di tradire la sua missione originaria, dodici ex dipendenti hanno deciso di schierarsi pubblicamente al suo fianco, depositando una memoria in tribunale.

Lo scopo: fermare la ristrutturazione societaria che punta a svincolare il ramo commerciale dal controllo esercitato oggi dalla no-profit OpenAI Inc.

OpenAI: il modello ibrido sotto accusa

Al centro del contenzioso c’è proprio l’originale modello organizzativo di OpenAI, che fin dalla sua nascita si è voluta distinguere come entità non profit, nata per sviluppare intelligenza artificiale “per il bene dell’umanità”.

Solo in un secondo momento, nel 2019, è stato creato un ramo for-profit per permettere l’ingresso di capitali esterni, mantenendo però un tetto massimo ai ritorni finanziari degli investitori.

Questo ramo commerciale è formalmente controllato dalla struttura no-profit tramite una serie di meccanismi statutari e di governance, pensati per assicurare che la missione filantropica restasse intatta.

Ed è proprio questo equilibrio a rischio: secondo Musk e ora anche secondo gli ex dipendenti che hanno firmato la memoria, rimuovere il potere di controllo della no-profit significherebbe snaturare completamente il progetto.

“Una violazione fondamentale della missione”, scrivono.

Una battaglia sulla visione del futuro

Il documento depositato alla corte federale sottolinea come, all’interno di OpenAI, la struttura ibrida fosse vista come un pilastro strategico.

I firmatari, che hanno ricoperto ruoli sia tecnici sia manageriali, raccontano di come l’idea di lavorare per un’organizzazione guidata da principi etici avesse attratto numerosi talenti.

Il meccanismo di supervisione della no-profit, spiegano, non era solo un aspetto legale, ma un elemento concreto che influenzava scelte, politiche aziendali e cultura interna.

OpenAI, da parte sua, ribatte che la rimozione del controllo da parte della no-profit è necessaria per portare a termine un nuovo round di finanziamento da 40 miliardi di dollari.

Il piano prevede che, pur perdendo il controllo diretto, la struttura no-profit continui a detenere una partecipazione economica nella società, beneficiando così della sua crescita futura per finanziare la missione umanitaria.

Ma per completare l’operazione e garantire l’arrivo dei fondi, la transizione deve concludersi entro la fine dell’anno.

Musk, Altman e lo strappo

Elon Musk ha co-fondato OpenAI insieme a Sam Altman ma ha abbandonato il progetto alcuni anni fa. Nel 2023 ha poi fondato una propria società di IA, xAI, attualmente in fase di rapido sviluppo.

La rottura con Altman è diventata pubblica e giudiziaria: secondo Musk, OpenAI è ormai una “big tech travestita da missione umanitaria”. Altman, invece, lo accusa di voler solo rallentare un concorrente emergente.

La causa è già avviata e sfocerà in un processo con giuria previsto per la primavera del prossimo anno.

Sarà un passaggio cruciale non solo per il futuro assetto di OpenAI, ma anche per il dibattito più ampio su come bilanciare l’innovazione nel campo dell’intelligenza artificiale con la responsabilità etica e il bene collettivo.

POTREBBE INTERESSARTI

adolescenti

Gli adolescenti americani e la nuova dipendenza dai chatbot IA

Dati, divari sociali e rischi emotivi nella fotografia del Pew Research Center sull’utilizzo dell’IA tra gli adolescenti USA.

google

Google sotto indagine dell’UE per AI Overviews e YouTube

La Commissione indaga sull’uso dei contenuti editoriali e dei video YouTube per addestrare Gemini. Google parla di rischio per l’innovazione mentre cresce la tensione...
Donald Trump Nvidia

Trump apre all’H200 verso la Cina (ma chiede a Nvidia un ‘pizzo’ del 25%

Il presidente degli Stati Uniti autorizza l’export del chip di fascia alta di Nvidia in cambio di una quota senza precedenti: un compromesso tra geopolitica, mercato e...
Cina qwen deepseek

La Cina accelera sull’open source: ora vale il 30% dell’utilizzo dell’IA

Un report di OpenRouter mostra l’ascesa dei modelli cinesi nonostante le restrizioni USA su Nvidia e AMD.

X social commissione europea

X disattiva l’account pubblicitario della Commissione Europea

Il social accusa la Commissione di aver manipolato la piattaforma per amplificare la portata del post sulla multa. Bruxelles respinge ogni addebito.

Arvind Krishna IBM

Il CEO di IBM avverte: “la corsa ai data center non potrà ripagarsi”

Secondo Arvind Krishna i costi attuali dell’infrastruttura rendono impossibile rientrare dai trilioni investiti nella potenza di calcolo.

silicon valley agenti ia

La Silicon Valley clona Amazon e Gmail per addestrare gli agenti IA

Start-up finanziate dai big del venture capital ricostruiscono i siti più usati al mondo per insegnare agli agenti digitali a navigare, prenotare, compilare e...
Zuckerberg Meta glasses

Meta valuta tagli fino al 30% al budget del Metaverso per il 2026

Meta starebbe considerando di ridurre del 30% il budget assegnato ai suoi sforzi per il metaverso nel 2026, così da allocare più risorse all’IA.

Cristiano Ronaldo e il CEO di Perplexity

Cristiano Ronaldo investe in Perplexity AI

Cristiano Ronaldo ha deciso di investire in Perplexity AI e di entrare a gamba tesa nel business dell’intelligenza artificiale.

WhatsApp

UE avvia un’indagine antitrust su Meta per l’uso dell’IA in WhatsApp

La Commissione Europea ha avviato un’indagine antitrust su Meta riguardo all’integrazione di funzionalità IA all’interno di WhatsApp.

Share This