OpenAI ha deciso di cancellare il lancio del modello o3, per concentrarsi su una nuova versione unificata della sua intelligenza artificiale.
Sam Altman, CEO dell’azienda, ha annunciato su X che la scelta punta a una semplificazione dell’offerta e alla creazione di un ecosistema più integrato e potente.
OpenAI punta tutto su GPT-5
La decisione segna un cambiamento significativo nella roadmap di OpenAI. Fino a poche settimane fa, Kevin Weil, Chief Product Officer dell’azienda, assicurava che o3 sarebbe stato rilasciato tra febbraio e marzo. Ora, invece, tutti gli sforzi si concentrano su GPT-5, che incorporerà le tecnologie sviluppate per o3 e sarà disponibile all’interno di ChatGPT e delle API di OpenAI.
Altman ha spiegato la mossa con la necessità di rendere più chiara l’offerta dell’azienda e di eliminare la complessità che si era creata negli ultimi mesi.
“Vogliamo che l’IA ‘funzioni e basta’ per voi; ci rendiamo conto di quanto siano diventate complesse le nostre offerte di modelli e prodotti”, ha scritto in un post su X.
OPENAI ROADMAP UPDATE FOR GPT-4.5 and GPT-5:
We want to do a better job of sharing our intended roadmap, and a much better job simplifying our product offerings.
We want AI to “just work” for you; we realize how complicated our model and product offerings have gotten.
We hate…
— Sam Altman (@sama) February 12, 2025
Un aspetto che ha particolarmente infastidito gli utenti è il selettore di modelli all’interno di ChatGPT, che Altman stesso ha definito “odiato” e destinato a scomparire con l’introduzione di un’intelligenza “unificata e magica”.
In effetti lanciare ChaGPT e trovarsi a scegliere tra i modelli 4o, o1, o3-mini e 03-mini-high, con le prestazioni degli stessi che giunta sono proporzionale al numero che lo contraddistingue, è alquanto frustrante.
Oltre all’annuncio di GPT-5, OpenAI ha rivelato che gli utenti potranno accedere alle sue capacità illimitatamente nella modalità di “intelligenza standard”, con alcune restrizioni per evitare abusi.
Chi sottoscriverà un abbonamento a ChatGPT Plus potrà sfruttare GPT-5 a un livello di intelligenza superiore, mentre gli utenti Pro avranno accesso a una versione ancora più avanzata.
Il ritorno di Orion
Prima del lancio di GPT-5, previsto nei prossimi mesi, OpenAI rilascerà un modello intermedio, GPT-4.5, nome in codice “Orion”.
Ne avevamo scritto mesi fa e, secondo Altman, sarà l’ultimo modello dell’azienda privo di “chain-of-thought”, ossia senza un processo di ragionamento strutturato. Questa tipologia di modelli, a differenza di quelli basati sul ragionamento come o3, tende a essere meno affidabile in settori complessi come matematica e fisica.
La scelta di OpenAI di puntare sui modelli di ragionamento segue una tendenza in crescita nel settore. Queste IA si auto-verificano, riducendo il rischio di errori, anche se il processo richiede più tempo per generare risposte.
La startup cinese DeepSeek ha recentemente attirato l’attenzione con il modello R1, che ha ottenuto risultati paragonabili a quelli di o1 di OpenAI. La differenza principale è che R1 è open source, disponibile per chiunque voglia utilizzarlo.
Altman ha ammesso che DeepSeek ha ridotto il vantaggio tecnologico di OpenAI e ha dichiarato che la sua azienda accelererà alcuni rilasci per restare competitiva.
Orion però sembrerebbe non aver raggiunto i progressi sperati: come segnala TechCrunch, diverse fonti tra cui Bloomberg e The Wall Street Journal, hanno riportato che il miglioramento rispetto a GPT-4o è inferiore a quello che GPT-4 aveva mostrato rispetto a GPT-3.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta dunque entrando in una fase di forte competizione, e OpenAI punta tutto su un approccio più integrato e potente con GPT-5.
Resta da vedere se questa strategia basterà a mantenere la leadership in un settore in cui l’innovazione avanza a ritmi sempre più serrati.


