OpenAI sembra sempre più determinata a sfidare direttamente Google su ogni possibile campo di battaglia.
Al punto che l’incessante lavoro ai fianchi da parte di Sam Altman appare tutt’altro che casuale. Non sarà mica che dietro le mosse di OpenAI vi sia la longa manu di Microsoft, principale azionista della startup di intelligenza artificiale con un investimento di oltre 13 miliardi di dollari?
E quindi: OpenAI è forse diventata il braccio armato di Satya Nadella nella guerra tecnologica contro Sundar Pichai?
Una sfida a tutto campo
La domanda che ci poniamo è tutt’altro che oziosa se si considera che, secondo recenti indiscrezioni di The Information, OpenAI starebbe lavorando a un browser web integrato con ChatGPT, con l’obiettivo di detronizzare Google Chrome.
OpenAI avrebbe anche discusso nuove funzionalità di ricerca con giganti come Condé Nast, Redfin ed Eventbrite, mostrando prototipi che potrebbero rivoluzionare l’interazione con i contenuti online.
Il prodotto in sviluppo, chiamato NLWeb, promette di trasformare i motori di ricerca in strumenti di dialogo, avvicinando ulteriormente l’utente all’ecosistema di ChatGPT.
E non finisce qui. OpenAI avrebbe anche avviato trattative con Samsung per integrare le sue tecnologie AI nei dispositivi mobili, entrando direttamente in un terreno storicamente dominato dalla partnership tra Google e il colosso sudcoreano.
Microsoft e OpenAI: un’alleanza strategica
Microsoft, che da anni lotta per rosicchiare quote di mercato a Google, sembra aver trovato in OpenAI l’alleato perfetto.
L’integrazione di ChatGPT in Bing ha già ridato visibilità al motore di ricerca di Redmond, e il lancio di nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale continua a rafforzare la posizione di Microsoft come leader nel settore.
L’idea di un browser di OpenAI (secondo Reuters, però, non dietro l’angolo) non può che far piacere a Nadella: con Chrome al centro di un’inchiesta antitrust negli Stati Uniti – che potrebbe addirittura costringere Google a vendere il suo browser per limitare il monopolio nella ricerca – il terreno appare fertile per un colpo di scena.
Senza dimenticare che OpenAI ha non solo lanciato la sua ricerca integrata in ChatGPT, così da fare concorrenza ad AI Overview di Google, ma ha proposto persino un plug-in per sostituire Google come motore di ricerca predefinito dei browser. Incluso lo stesso Chrome.
Google in difesa
Google, da parte sua, non sta restando a guardare. Dopo il lancio di ChatGPT, l’azienda guidata da Sundar Pichai ha accelerato sul fronte dell’IA. Dapprima presentando Gemini, il suo chatbot generativo. E poi, appunto, aggiungendo l’IA al suo stesso motore di ricerca.
Tuttavia, il dominio del mercato da parte di Google appare meno solido rispetto al passato, con concorrenti agguerriti e pressioni regolamentari che mettono a rischio la sua leadership.
Anche i mercati hanno mostrato preoccupazione: le azioni di Alphabet hanno subito un calo negli ultimi giorni, segnale che gli investitori stanno monitorando con attenzione la crescente aggressività di OpenAI e Microsoft.
Un nuovo campo di battaglia
Mentre Sundar Pichai si trova a dover gestire pressioni esterne e interne, OpenAI continua a rappresentare un alleato insostituibile per Microsoft, portando avanti una strategia che appare sempre più coordinata.
Dall’integrazione di tecnologie AI su iPhone con Apple Intelligence al lancio di prodotti come ChatGPT Search, ogni mossa sembra calcolata per sottrarre a Google il ruolo di porta d’accesso privilegiata al web.
Non è ancora chiaro se OpenAI lancerà davvero un browser a breve termine ma una cosa è certa: la startup di Sam Altman non intende rallentare la sua corsa.


