OpenAI modifica la policy per includere il settore militare

da | 16 Gen 2024 | IA, Main

Con una mossa inaspettata OpenAI ha aggiornato la sua policy, rimuovendo le restrizioni precedentemente imposte sull’utilizzo delle proprie tecnologie in ambito militare. Prima di questo cambiamento, l’uso dei prodotti OpenAI era esplicitamente proibito per scopi militari e bellici, ma tale divieto è ora stato silenziosamente rimosso, segnando un significativo cambio di rotta per l’azienda.

La modifica è stata notata per la prima volta da The Intercept e sembra essere stata effettuata il 10 gennaio. Queste modifiche nel linguaggio delle politiche aziendali non sono insolite nell’ambito tecnologico, poiché le aziende si adattano ai cambiamenti e all’evoluzione dei loro prodotti. In questo contesto, anche OpenAI segue un percorso simile, specialmente dopo l’annuncio del rilascio pubblico delle sue GPT personalizzabili, accompagnato da una politica di monetizzazione ancora non completamente definita.

Questo aggiornamento ha suscitato dibattiti sulla leggibilità e sull’interpretazione delle politiche aziendali. Mentre alcuni possono preferire elenchi puntati con divieti specifici, OpenAI ha scelto di adottare linee guida più generali, lasciando spazio a interpretazioni più ampie e potenzialmente favorevoli a pratiche precedentemente vietate. L’azienda sostiene che il principio di “non danneggiare gli altri” è sufficientemente ampio e comprensibile in molti contesti, offrendo al contempo una maggiore flessibilità.

Niko Felix, rappresentante di OpenAI, ha chiarito che, nonostante la rimozione del divieto specifico, persiste un divieto generale nello sviluppo e nell’uso di armi. Tuttavia, il militare non si occupa solo della produzione di armamenti, e OpenAI sembra orientata a esplorare opportunità nel settore della difesa nazionale che non rientrano strettamente nel concetto di guerra.

Il ruolo del militare nella ricerca di base, negli investimenti, nei fondi per le piccole imprese e nel supporto alle infrastrutture, è ben noto in ambiti accademici e ingegneristici. Ad esempio, le piattaforme GPT di OpenAI potrebbero essere utilizzate per riassumere documentazioni decennali sull’infrastruttura idrica di una regione da parte di ingegneri militari.

La rimozione totale del divieto su “militare e guerra” indica una nuova apertura di OpenAI verso il mercato militare. Questo solleva domande su dove tracciare la linea tra l’uso accettabile e quello non accettabile delle tecnologie in contesti militari. Per esempio, potrebbe essere considerato appropriato l’uso di GPT-4 da parte di un ricercatore accademico finanziato da un laboratorio di ricerca dell’aeronautica, ma non da un ricercatore interno dello stesso laboratorio che lavora su un progetto simile. Queste sfumature riflettono la complessità nel definire e regolamentare la collaborazione tra aziende tecnologiche e istituzioni militari.

In risposta alle domande sulla nuova politica, OpenAI ha rilasciato una dichiarazione, confermando che il cambiamento è stato effettuato per accogliere clienti e progetti militari che l’azienda considera in linea con la propria missione. “La nostra politica non consente l’uso dei nostri strumenti per danneggiare le persone, sviluppare armi, per la sorveglianza delle comunicazioni o per ferire altri o distruggere proprietà. Ci sono, tuttavia, casi d’uso per la sicurezza nazionale che si allineano con la nostra missione. Ad esempio, stiamo già lavorando con la DARPA per stimolare la creazione di nuovi strumenti di cybersecurity per proteggere il software open source su cui infrastrutture critiche e industrie dipendono. Non era chiaro se questi casi d’uso benefici sarebbero stati consentiti sotto ‘militare’ nelle nostre politiche precedenti. Quindi l’obiettivo con il nostro aggiornamento della politica è fornire chiarezza e la capacità di avere queste discussioni”.

La decisione di OpenAI di aggiornare la sua politica riflette un’evoluzione nel panorama tecnologico, dove le linee tra ricerca civile e militare diventano sempre più sfumate, e dove le aziende tecnologiche sono chiamate a bilanciare innovazione, etica e responsabilità sociale.

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