L’Olanda nazionalizza Nexperia: la guerra dei chip arriva in Europa

by | 13 Ott 2025 | Tech War

Tempo di lettura: 3 minuti

Il governo olandese ha assunto il controllo di Nexperia, società di semiconduttori con sede nei Paesi Bassi ma di proprietà cinese, in un’azione che segna un punto di svolta nella politica industriale europea.

L’esecutivo dell’Aia ha spiegato di aver invocato la Goods Availability Act, una legge raramente applicata che consente di intervenire direttamente nella gestione di un’azienda in presenza di minacce alla sicurezza economica nazionale.

Secondo il Ministero dell’Economia, “segnali di gravi carenze di governance” avrebbero messo a rischio la “continuità e la salvaguardia, su suolo olandese ed europeo, di conoscenze tecnologiche di massima importanza”. In altre parole, l’Aia ha considerato Nexperia troppo strategica per essere lasciata completamente in mani cinesi.

La misura, definita “altamente eccezionale”, permette al ministro Vincent Karremans di bloccare o annullare decisioni aziendali considerate dannose per la stabilità industriale europea o per l’approvvigionamento di chip in caso di crisi. Non si tratta di una nazionalizzazione permanente ma di una tutela temporanea che consente allo Stato di esercitare un potere di veto su mosse ritenute sensibili.

Nexperia e il nodo della sicurezza tecnologica

Nexperia è una controllata del gruppo cinese Wingtech Technology, uno dei colossi mondiali nella produzione di semiconduttori e componenti elettronici per smartphone e automobili. Ma già da tempo l’azienda è finita nel radar dei governi occidentali.

Nel dicembre 2024, gli Stati Uniti hanno inserito Wingtech nella loro ‘entity list’, l’elenco delle società considerate potenziali minacce alla sicurezza nazionale. In base a tale provvedimento, le aziende americane non possono esportare prodotti o tecnologie verso le imprese incluse nella lista senza un’autorizzazione speciale.

Anche nel Regno Unito Nexperia ha affrontato restrizioni simili: nel 2023 è stata costretta a cedere lo stabilimento gallese di Newport, dopo che il governo di Londra ha sollevato preoccupazioni di sicurezza nazionale. In Olanda, il caso è ora esploso con maggiore forza, in un contesto europeo sempre più teso sul fronte tecnologico.

La decisione dell’Aia arriva infatti in un momento in cui Bruxelles cerca di ridurre la propria dipendenza industriale da Pechino. L’obiettivo è garantire che le tecnologie chiave, dai chip ai materiali per le batterie, restino sotto controllo europeo.

L’episodio di Nexperia diventa così un banco di prova della volontà dell’Unione di difendere la propria sovranità tecnologica.

La sospensione del presidente e il crollo in Borsa

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto un episodio interno che ha messo in allarme i regolatori. All’inizio di ottobre, il presidente di Wingtech, Zhang Xuezheng, è stato sospeso dai consigli di amministrazione di Nexperia per ordine del tribunale di Amsterdam. Una decisione che ha alimentato i dubbi sulla stabilità del gruppo e sulle effettive capacità di controllo della casa madre cinese.

Poche ore dopo l’annuncio del governo olandese, le azioni di Wingtech, quotata a Shanghai, hanno perso oltre il 10%, segnando la peggior giornata in Borsa dell’ultimo anno. Un segnale che i mercati hanno letto come un colpo diretto all’espansione cinese nel settore europeo dei semiconduttori.

Da parte sua, Nexperia ha dichiarato di “rispettare tutte le leggi e normative vigenti, i controlli sulle esportazioni e i regimi di sanzioni”, ma ha evitato ulteriori commenti. Wingtech, invece, ha fatto sapere di voler “tutelare i propri diritti” e di essere pronta a valutare vie legali per impugnare la decisione olandese.

Un nuovo fronte nella guerra economica tra UE e Cina

L’intervento dell’Aia non è un episodio isolato ma il segnale di una tendenza più ampia. L’Europa si trova sempre più spesso costretta a scegliere tra apertura commerciale e difesa strategica. Dopo le tensioni sui pannelli solari, le batterie e i veicoli elettrici, ora anche i semiconduttori diventano terreno di scontro tra Bruxelles e Pechino.

Il rischio, secondo diversi analisti, è che la Cina possa reagire limitando a sua volta l’export di materiali critici, come il gallio e il germanio, indispensabili per la produzione dei chip. Sarebbe l’ennesimo tassello di una guerra economica a bassa intensità che sta ridefinendo gli equilibri globali della tecnologia.

Per ora, il governo olandese ribadisce che la produzione di Nexperia continuerà normalmente. Ma la decisione di esercitare un controllo diretto sull’azienda dimostra che, in Europa, il principio del libero mercato può essere sospeso quando in gioco c’è la sovranità tecnologica.

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