Nvidia ha fatto la storia. Oggi, mercoledì 9 luglio, la società californiana ha raggiunto una capitalizzazione di mercato pari a 4.000 miliardi di dollari, diventando la prima azienda quotata in borsa a superare questa soglia simbolica.
Si tratta di un traguardo che certifica la straordinaria corsa del gruppo guidato da Jensen Huang, che rispetto a giugno del 2023 ha quadruplicato il proprio valore di mercato grazie al ruolo ormai imprescindibile che ricopre l’intelligenza artificiale.
I titoli Nvidia sono saliti fino al 2,4% nelle ultime ore, arrivando a toccare 164 dollari per azione. Una spinta che ha permesso alla società di toccare quota 4 trilioni di dollari in Borsa, superando momentaneamente sia Apple che Microsoft, e posizionandosi in vetta all’Olimpo dei titoli tecnologici statunitensi.
Una scalata che non ha precedenti nel mercato moderno, nemmeno nei giorni più fulgidi della corsa al digitale dei primi anni Duemila.
La crescita di Nvidia, più veloce di Apple e Microsoft
Il sorpasso è epocale. Nvidia, come abbiamo scritto poco sopra, aveva superato per la prima volta la soglia dei 1.000 miliardi di dollari nel giugno del 2023.
All’epoca era già chiaro che il gruppo fosse destinato a diventare uno dei principali protagonisti della nuova era dell’intelligenza artificiale generativa. Pochi però avrebbero potuto prevedere una traiettoria tanto ripida: nel giro di dodici mesi, la capitalizzazione è più che triplicata, con un’accelerazione superiore persino a quella di colossi come Apple e Microsoft, che finora avevano dettato il passo.
Microsoft resta oggi la seconda società statunitense per valore di mercato, con una capitalizzazione di 3.750 miliardi di dollari. Le azioni del colosso guidato da Satya Nadella sono salite dell’1,3% nella stessa giornata, raggiungendo i 503 dollari per azione.
Apple, che nei giorni precedenti era stata superata da Nvidia in termini di capitalizzazione, si attesta ora attorno ai 3.600 miliardi.
Dazi, rimbalzi e boom dell’IA: come Nvidia ha conquistato i mercati
Il percorso di Nvidia non è stato lineare. Lo scorso aprile, infatti, le azioni dell’azienda hanno subito un brusco calo, complice la nuova ondata di dazi imposta da Trump, che aveva scosso i mercati globali.
Ma il rimbalzo è stato fulmineo: da quei minimi, il titolo ha recuperato il 74%, sostenuto da una rinnovata fiducia degli investitori e, soprattutto, dalla prospettiva che gli Stati Uniti riescano a stringere nuovi accordi commerciali con i partner globali.
In questo clima di ottimismo, l’indice S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico. E Nvidia, da sola, ne rappresenta oggi il 7,3%: è la più pesante di tutte. In confronto, Apple pesa circa il 7%, mentre Microsoft si attesta intorno al 6%. Una fotografia che riflette non solo la dimensione di Nvidia, ma anche l’enorme fiducia che i mercati ripongono nella sua capacità di guidare l’innovazione tecnologica dei prossimi anni.
Il ruolo sistemico dell’IA nei mercati
Il ruolo centrale di Nvidia nell’ecosistema dell’IA non è più solo una narrativa da addetti ai lavori: è un dato economico, geopolitico e industriale.
L’azienda produce le GPU più potenti del mondo, fondamentali per l’addestramento e l’inferenza dei modelli fondazionali. Il dominio dei chip H100, ormai standard de facto nei data center dedicati all’IA, e l’arrivo dei nuovi modelli Blackwell, previsti per la seconda metà del 2025, alimentano l’aspettativa che Nvidia possa consolidare ulteriormente la propria posizione nei prossimi trimestri.
Con una domanda in crescita da parte di aziende come OpenAI, Google, Meta, Amazon e Microsoft, e un portafoglio ordini che si estende per anni, Nvidia è oggi considerata da molti analisti come l’infrastruttura stessa della new economy.
Un’infrastruttura che, come dimostra il record raggiunto, è ormai anche la più preziosa del pianeta.


