Con una mossa che potrebbe rivoluzionare la sanità pubblica, Nvidia, in collaborazione con Hippocratic AI, hanno annunciato ieri un servizio che farà senz’altro discutere: infermieri artificiali disponibili a 9 dollari l’ora.
Ma attenzione, non sono le solite assistenti virtuali a cui siamo abituati. Quelle di cui parliamo offrono una vasta gamma di servizi sanitari, dall’introduzione di nuovi farmaci agli screening per le malattie, dimostrando un livello di personalizzazione e di accessibilità alle cure senza precedenti. Questa novità arriva in un momento critico per il settore sanitario statunitense, che sta affrontando una crescente carenza di infermieri.
La presentazione che vedete nel video qui sotto mostra una tale Sarah, una paziente diabetica e recentemente operata, interagire con Rachel, la sua infermiera AI, attraverso un iPad. Rachel non solo si è informata sulla disponibilità dei farmaci prescritti a Sarah ma la rassicura anche sulla loro sicurezza, data la sua allergia alla penicillina. L’IA le dà persino consigli dietetici post-operatori.
Secondo quanto riportato da Gizmodo, più di 40 aziende sanitarie stanno già testando questa tecnologia, a conferma di un interesse crescente verso soluzioni innovative per migliorare l’efficienza del sistema sanitario senza sacrificare la qualità delle cure.
Tuttavia, l’uso di infermiere virtuali solleva importanti questioni etiche e professionali, specialmente per quanto riguarda la sicurezza dei pazienti i e l’impiego delle infermiere umane, che già si trovano a fronteggiare condizioni di lavoro difficili e stipendi non adeguati.
Nonostante queste preoccupazioni, però, l’offerta di Hippocratic AI è tentatrice, con una selezione di infermiere AI dall’aspetto impeccabile, capaci di gestire un’ampia varietà di compiti, dalla gestione della diabete alla nutrizione, dal monitoraggio remoto dei pazienti alla spiegazione dei benefici sanitari. I pazienti possono persino scegliere l’infermiera AI in base al tipo di approccio preferito, come un atteggiamento “coinvolgente” o “diretto”.
Il dibattito sull’affidabilità dell’AI nel settore sanitario non è nuovo. Da un lato, l’intelligenza artificiale ha dimostrato di poter superare i medici nella diagnosi di certe malattie; dall’altro, l’uso di alcuni strumenti di AI pare abbia prodotto errori preoccupanti. La vera sfida sarà capire se queste infermiere digitali potranno effettivamente sostituire il tocco umano e l’empatia, qualità indispensabili nella cura dei pazienti più bisognosi.
La proposta di Hippocratic AI mira, dunque, a mitigare la carenza di personale sanitario ma non può ovviare alle radici del problema del sistema sanitario americano: costi elevati, chiusura di ospedali e condizioni di lavoro insostenibili per gli infermieri. La questione rimane aperta: le infermiere AI rappresentano una soluzione veramente efficace o sono soltanto un palliativo temporaneo a problemi ben più profondi?

Un esempio del catalogo offerto da Hippocratic AI.
Col passare del tempo, l’efficacia e l’accuratezza delle cure fornite dalle intelligenze artificiali diventeranno più chiare. Tuttavia, non si può fare a meno di vedere in questa proposta un cerotto (digitale) su un sistema sanitario che necessita di cure di ben altro livello.


