Nvidia verso i 5.000 miliardi, Apple e Microsoft oltre i 4.000

by | 29 Ott 2025 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Wall Street ha vissuto ieri una giornata che entrerà nei libri di storia. Nel giro di poche ore, tre colossi tecnologici hanno infatti toccato traguardi che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati fantascientifici.

Nvidia ha sfiorato i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre Apple e Microsoft hanno superato i 4.000 miliardi. Tre cifre che raccontano una trasformazione economica e culturale senza precedenti, trainata dall’intelligenza artificiale e dalla convinzione che essa possa riscrivere il futuro dell’economia globale.

Nvidia da record

Protagonista assoluta è stata Nvidia, che ha chiuso la giornata in rialzo di quasi il 5%, aggiungendo oltre 230 miliardi di dollari di valore in una sola seduta e portando la capitalizzazione complessiva a 4.890 miliardi, dopo aver toccato un picco intraday di 4.940 miliardi.

Il colosso dei semiconduttori ha annunciato prenotazioni per 500 miliardi di dollari legate ai propri processori per l’intelligenza artificiale e la costruzione di sette nuovi supercomputer per il Dipartimento dell’Energia statunitense, destinati in parte alla manutenzione e allo sviluppo dell’arsenale nucleare americano. Il più grande tra questi nascerà in collaborazione con Oracle e sarà equipaggiato con 100.000 chip Blackwell di fascia alta.

Il ceo Jensen Huang ha aperto il suo intervento alla conferenza per sviluppatori di Washington elogiando la politica industriale del presidente Donald Trump, sottolineando come le misure a favore del settore dei chip e dell’energia abbiano rafforzato la competitività americana.

Nel 2025 le azioni Nvidia sono già salite di circa il 50%, dopo che la società aveva superato per la prima volta i 4.000 miliardi di dollari di valore a luglio. È oggi il principale motore dell’espansione globale dell’IA, pur muovendosi tra le restrizioni all’export verso la Cina e gli incentivi pubblici legati alla sicurezza nazionale.

Apple, la ripresa passa dall’iPhone

Dopo mesi di stallo e preoccupazioni per la concorrenza asiatica, Apple ha superato per la prima volta la soglia dei 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, raggiungendo un massimo intraday di 4.005 miliardi prima di chiudere la giornata a 3.992 miliardi.

Il titolo è salito di circa il 13% dal lancio dei nuovi modelli di iPhone 17 e dell’iPhone Air, presentati lo scorso 9 settembre, segnando un’inversione di tendenza che lo ha riportato in territorio positivo per la prima volta quest’anno.

Secondo i dati di Counterpoint Research, le vendite iniziali della linea iPhone 17 hanno superato del 14% quelle del modello precedente negli Stati Uniti e in Cina. Il nuovo iPhone Air, dal design ultrasottile, ha aiutato il marchio a riconquistare clienti da Pechino a Mosca, mentre Apple ha assorbito i costi più alti dovuti ai dazi sulle importazioni da Cina e India, i suoi principali hub produttivi.

La ripresa segna un ritorno di fiducia per il titolo ma non cancella le incertezze sul fronte IA. L’azienda ha infatti mostrato un approccio prudente, con la suite Apple Intelligence, che include l’integrazione di ChatGPT, lanciata solo di recente e l’aggiornamento dell’assistente Siri basato sull’intelligenza artificiale rinviato al prossimo anno.

Apple ha inoltre perso diversi dirigenti senior nel settore IA, passati a Meta, mentre continua a esplorare collaborazioni con Gemini AI di Alphabet, Anthropic e OpenAI.

Microsoft, la scommessa su OpenAI “for profit”

Anche Microsoft ha superato i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, con un rialzo di circa il 2%, raggiungendo quota 4.030 miliardi.

La spinta è arrivata dall’accordo di ristrutturazione che ha trasformato OpenAI in una “public benefit corporation” a scopo di lucro, un cambiamento che apre la strada a una futura quotazione in Borsa.

L’intesa ha attribuito a Microsoft una partecipazione del 27%, rafforzando un legame che la vede già come principale partner infrastrutturale grazie al cloud Azure e all’integrazione di Copilot e ChatGPT nei propri prodotti.

Questo nuovo assetto consolida la posizione di Microsoft come intermediario dominante nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, con un piede nel software, uno nel cloud e un terzo nei modelli generativi.

Il mercato ha reagito premiando la coerenza di questa strategia, considerata più solida rispetto a quella dei competitor, e vedendo nella società di Redmond la candidata ideale per capitalizzare la monetizzazione dell’IA nel medio termine.

La febbre (alta) dell’IA

L’onda lunga di questi record spinge inevitabilmente a una domanda: quanto di questa ricchezza è reale e quanto è pura speculazione?

Le tre aziende rappresentano oggi oltre un terzo del valore complessivo del Nasdaq, un livello di concentrazione che non si vedeva dai tempi della bolla dot-com. Come abbiamo più volte scritto, l’economia dell’IA è alimentata da accordi circolari e leva finanziaria, in cui le stesse società si riforniscono, si finanziano e si valorizzano a vicenda in un ciclo chiuso di capitali e narrazioni.

Wall Street vola, l’economia frena: l’euforia dell’IA nasconde la recessione? di TechTalking.it

Gli investimenti miliardari dei colossi dell’IA alimentano Wall Street, ma negli USA la disoccupazione è in aumento, i salari in calo e i consumi deboli.

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Le valutazioni hanno ormai superato di gran lunga la media del settore e spesso non riflettono la produttività o i profitti reali. Nvidia, Apple e Microsoft valgono oggi più di molte economie nazionali, e la fiducia nel potenziale dell’intelligenza artificiale sembra essersi trasformata in una fede laica nel potere dell’algoritmo di generare profitti all’infinito. Chissà come andrà a finire…

Fonte: Reuters

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