Abituati purtroppo a guardare all’estero quando si parla di tecnologia, può sfuggire l’esistenza del Tecnopolo di Bologna, un centro di eccellenza internazionale dedicato al supercalcolo, ai Big Data e all’intelligenza artificiale.
Ospitato nell’ex Manifattura Tabacchi, un complesso progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, è il cuore pulsante della Data Valley europea, espressione questa con cui si fa riferimento all’Emilia-Romagna e, in particolare, all’ecosistema tecnologico e scientifico che ruota attorno a Bologna.
Al Tecnopolo trovano spazio alcune delle infrastrutture di supercalcolo più avanzate al mondo, come il supercomputer ‘Leonardo’, gestito dal consorzio CINECA.
Al momento della sua inaugurazione, nel novembre 2022, Leonardo era stato classificato come il quarto supercomputer più potente al mondo. La sua architettura si basa su circa 3.500 processori Intel Xeon e 14.000 GPU Nvidia Ampere, raggiungendo una potenza di calcolo di 250 petaflops.

Al momento della sua inaugurazione nel novembre 2022, Leonardo era il quarto supercomputer più potente al mondo. Ora è il nono.
Leonardo supporta applicazioni in vari campi, tra cui intelligenza artificiale, ricerca scientifica e analisi dei Big Data, contribuendo a posizionare l’Emilia-Romagna come una realtà di rilievo a livello europeo per l’innovazione tecnologica.
Con l’introduzione di nuovi sistemi più potenti, la sua posizione è però scesa nel tempo. Nell’ultima edizione della classifica, pubblicata nel novembre 2024, Leonardo occupa la nona posizione a livello globale.
Il Tecnopolo di Bologna ospita anche i server del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF) e il Data Centre INFN-CNAF, dedicato alla ricerca in fisica delle particelle.
L’area accoglie poi laboratori di ricerca e sviluppo in ambiti chiave per il futuro, dall’intelligenza artificiale alla climatologia, posizionando Bologna come uno dei poli di innovazione più importanti a livello globale.
Nasce DAMA
La notizia è che il Tecnopolo cambia volto e assume una nuova identità: DAMA – Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna. Il nuovo nome, che unisce “Data” e “Manifattura”, sottolinea il legame tra l’elaborazione dei Big Data e la storica struttura industriale che li ospita.
Il nome DAMA si inserisce nella tradizione di attribuire a infrastrutture tecnologiche nomi legati a figure storiche, come il supercomputer ‘MarghERita’, dedicato all’astrofisica Margherita Hack, o ‘Marconi100’, in onore dell’inventore Guglielmo Marconi. In questo caso, l’ispirazione viene da Leonardo da Vinci e dalla sua opera “La Dama con l’ermellino”.

Michele de Pascale (dx) e Vincenzo Colla, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna,
Il progetto di restyling è stato presentato ufficialmente ieri a un evento al quale abbiamo avuto il piacere di essere stati invitati, e che ha visto la presenza di Michele de Pascale e Vincenzo Colla, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, quest’ultimo con delega a Sviluppo economico e green economy, Energia, Formazione professionale, Università e ricerca.
Entrambi hanno illustrato gli investimenti e le prospettive di sviluppo di questa cittadella della scienza.
Arriva un nuovo supercomputer
L’evoluzione del Tecnopolo non si fermerà al nuovo nome. Bologna si prepara infatti ad accogliere anche un nuovo supercomputer ottimizzato per l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico, che sarà un riferimento europeo.
Questa infrastruttura sarà il cuore del progetto IT4LIA AI Factory, selezionato dalla Commissione Europea per la creazione delle prime AI Factory europee.
Il progetto è cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), dalla Regione Emilia-Romagna, dal Cineca, dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dalla Fondazione Bruno Kessler, tra gli altri enti coinvolti.
Parallelamente, la cittadella della scienza si prepara ad accogliere una nuova generazione di talenti. Grazie a una legge regionale del 2023 per attrarre e trattenere professionalità qualificate, DAMA diventerà un hub di riferimento per ingegneri, chimici e analisti dei dati, che lavoreranno a stretto contatto con le infrastrutture di supercalcolo e i centri di ricerca.

Il Tecnopolo di Bologna ospita anche il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF).
Un’attenzione particolare sarà riservata alle piccole e medie imprese italiane, che potranno accedere a competenze e tecnologie avanzate per colmare il gap nell’adozione dell’intelligenza artificiale.
Infine, è in fase conclusiva la procedura per l’apertura dell’Università delle Nazioni Unite UNU-AI, che avrà sede proprio a DAMA e sarà il primo istituto UNU in Italia. Questa nuova istituzione sarà dedicata all’uso dei Big Data e dell’intelligenza artificiale per la gestione del cambiamento dell’habitat umano, attirando ricercatori da tutto il mondo e consolidando il ruolo di Bologna come capitale dell’innovazione tecnologica e scientifica.
Con DAMA, allora, il Tecnopolo di Bologna non solo si rinnova ma si rafforza come punto di riferimento continentale per il supercalcolo, l’intelligenza artificiale e la ricerca scientifica, tracciando il percorso per il futuro dell’innovazione in Italia e in Europa.
Vincenzo Colla: “un grande impatto occupazionale”
“L’Emilia-Romagna sta diventando un vero e proprio campus dell’innovazione, un ecosistema interconnesso che trova nel Tecnopolo di Bologna il suo fulcro a livello internazionale. Ma il Tecnopolo non è un’isola: la regione ne conta ben 12, ognuno con una propria identità e forti radici nel territorio. Strutture come quelle di Ferrara, Modena e Parma compongono una rete di eccellenze che collaborano in modo trasversale”.
Così ha esordito Vincenzo Colla, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Che poi ha aggiunto: “Il progetto della cittadella della scienza di Bologna prosegue a pieno ritmo, con una programmazione ben definita. Alcuni enti e aziende sono già operativi, mentre altri entreranno a pieno titolo una volta completate le infrastrutture. Tra questi, si segnala l’ingresso di STMicroelectronics, che ha già formalizzato l’intenzione di insediarsi nel Tecnopolo per sviluppare il design dei microchip. Anche le grandi software house internazionali hanno manifestato interesse a stabilirsi in questa area strategica”.

Michele de Pascale durante il suo intervento. Sulla destra, Vincenzo Colla.
L’impatto occupazionale sarà significativo: “si prevede che il Tecnopolo ospiterà circa 2.000 tra ricercatori, lavoratori e specialisti nei servizi. Sul fronte della ricerca, sarà presente ENEA”, spiega Colla, “che con i suoi 200 ricercatori porterà avanti studi avanzati su sostenibilità ed economia circolare. Inoltre, il progetto include il centro direzionale, uno spazio pensato per attirare anche investimenti privati”.
A breve, il Tecnopolo si arricchirà di un nuovo supercomputer dal valore di 430 milioni di euro. Il Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha spiegato che è “finanziato per il 50% dall’Unione Europea, con il contributo del governo italiano e della Regione Emilia-Romagna. Questo sistema, pensato per l’intelligenza artificiale, rappresenterà un salto di qualità a livello internazionale e diventerà un’infrastruttura chiave per il comparto manifatturiero italiano”.
Vincenzo De Pascale: “non dobbiamo perdere la corsa con gli USA”
Abbiamo avuto anche l’occasione di porre una domanda a Michele de Pascale, neo eletto Presidente della Regione Emilia-Romagna, sul nuovo quadro geopolitico venutosi a creare col cambio di atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dell’Europa.
Tutto ciò di cui abbiamo scritto finora, infatti, è stato possibile grazie ai semiconduttori americani di Nvidia e Intel, dei quali possiamo approvvigionarci liberamente in quanto l’Europa è stata collocata in fascia 1 da Biden.
Ma è chiaro con un Donald Trump che afferma che l’Europa è stata fondata per truffare gli Stati Uniti, è lecito immaginare uno scenario nel quale veniamo spostati in fascia 2. Se così fosse, da chi ci riforniremmo di GPU? Purtroppo, l’Europa non ha realtà da contrapporre alle quelle americane e orientali.
“Siamo di fronte a un investimento senza precedenti in Italia e tra i più significativi a livello europeo”, ha esordito De Pascale parlando del DAMA. “Negli ultimi giorni si è discusso molto di scenari globali incerti (e il riferimento è appunto alle esternazioni di Trump, ndR), ma qui siamo davanti a un tentativo concreto di garantire un ruolo centrale alle istituzioni pubbliche e all’Europa nel mondo che verrà. Se oggi possiamo ancora competere su questo fronte, lo dobbiamo a luoghi come questo, capaci di costruire grandi alleanze tra università, imprese, enti locali e talenti internazionali”.
“Il sostegno del governo è fondamentale affinché questo progetto cresca nel tempo”, ha proseguito. “L’innovazione corre a una velocità senza precedenti e ciò che oggi è all’avanguardia rischia di diventare obsoleto in tempi brevissimi. Per questo serve una consapevolezza diffusa: è necessario spiegare ai cittadini quanto sia cruciale investire nel supercalcolo, nell’intelligenza artificiale e nello studio dei dati”.
“Non possiamo dare per scontato che l’opinione pubblica percepisca immediatamente l’importanza di queste scelte ma dobbiamo insistere affinché una quota sempre maggiore di risorse venga destinata a questi settori strategici”.
“Quanto accade qui ha una rilevanza decisiva per il futuro e assume un significato ancora più forte alla luce delle recenti tensioni internazionali”, ha proseguito de Pascale. “L’Europa non può permettersi di restare indietro: se il distacco degli Stati Uniti non fa comprendere quanto sia urgente rafforzare il nostro ruolo negli investimenti in supercalcolo e intelligenza artificiale, allora non so cos’altro possa farlo”.
“Oggi, il dibattito pubblico si concentra sugli armamenti, ma sappiamo che la difesa non si gioca solo sulle munizioni, bensì sui sistemi informatici e digitali. L’Europa è l’unico contesto in cui si può immaginare un grande piano pubblico di investimenti tecnologici ma il tempo a disposizione è poco. La vera domanda non è se dobbiamo farlo ma se siamo ancora in tempo per farlo”.
“Questo luogo dimostra che un’Europa unita può costruire un futuro competitivo”, ha quindi concluso De Pascale, “ma per occupare lo spazio che oggi non abbiamo servono investimenti ben più consistenti. Ora spetta al Parlamento europeo dare un segnale forte”.


