NASA rinvia il ritorno dello Starliner sulla Terra

da | 24 Giu 2024 | Aerospace

Ciò che sta accadendo in queste ore allo Starliner rende difficile vedere la luce alla fine del tunnel nel quale Boeing è ingloriosamente precipitata in questi anni

Due gravi incidenti si sono infatti verificati in un breve intervallo di tempo, portando alla morte di 346 persone e sollevando significative preoccupazioni sulla sicurezza dei suoi velivoli. Il primo episodio è avvenuto il 29 ottobre 2018, quando il volo Lion Air 610 è precipitato nel Mar di Giava poco dopo il decollo da Jakarta, Indonesia, causando la morte di tutte le 189 persone a bordo. Il secondo è invece occorso il 10 marzo 2019, data in cui il volo Ethiopian Airlines 302 è precipitato pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba, Etiopia, uccidendo tutte le 157 persone a bordo.

In entrambi i casi si è trattato di Boeing 737 Max, col sistema MCAS identificato come un fattore determinante nell’incidente. Ironicamente, il MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System) è un sistema automatizzato di controllo del volo installato sui Boeing 737 Max. E il suo scopo principale sarebbe migliorare la manovrabilità dell’aereo e prevenire lo stallo in determinate condizioni di volo.

Questi incidenti hanno portato alla messa a terra globale del Boeing 737 Max per quasi due anni. Due anni spesi male, visto che il 5 gennaio 2024 un Boeing 737 Max della Alaska Airlines ha perso un portello in volo, il che ha provocato un ampio buco nella fusoliera.

Eppure, Dave Calhoun, il CEO di Boeing, nel 2023 ha visto la sua retribuzione complessiva aumentare del 45%, raggiungendo i 32,8 milioni di dollari rispetto ai 22,6 milioni di dollari del 2022. Questo aumento è dovuto principalmente a un bonus in azioni che gli è stato concesso, mentre il suo stipendio base è rimasto invariato a 1,4 milioni di dollari.

Questa disastrosa condotta ha portato il 18 giugno Dave Calhoun a testimoniare al Congresso degli Stati Uniti, dov’è apparso davanti alla Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato per rispondere a domande sulla cultura della sicurezza di Boeing.

Già, perché nel frattempo ci sarebbe tutta la questione dei whistleblower, dipendenti di Boeing che hanno provato ad alzare la mano per riportare l’attenzione della compagnia sui suoi problemi, e che pare siano stati messi a tacere con le minacce.

@cspanofficial Sen. Josh Hawley on Tuesday tore into Boeing CEO Dave Calhoun over the company’s safety record and called on him to resign. “You’re not focuses on safety, you’re not focused on quality, you’re not focused on transparency,” the Missouri senator said. “I think, actually, you’re focused on exactly what you were hired to do, which is that you’re cutting corners. You are eliminating safety procedures. You are sticking it to your employees. You are cutting back jobs because you’re trying to squeeze every piece of profit you can out of this company.” Sen. Hawley accused Mr. Calhoun of “strip-mining” the company and noted he was set to receive nearly $33 million in compensation this year. “You got a huge raise, a huge increase, so it’s working out great for you,” he said. “For the American people, they’re in danger. For your workers, they’re in peril. For your whistleblowers, they literally fear for their lives. But you’re getting compensated like never before. Don’t you think maybe your priorities are misplaced here?” Asked why he had not yet resigned, Mr. Calhoun replied he was “sticking this through.” “I’m proud of having taken the job. I’m proud of our safety record. And I am very proud of our Boeing people,” he said. Mr. Calhoun, who previously served as the company’s chairman, was named CEO in January 2020 after his predecessor, Dennis Muilenburg, was fired after the two fatal crashes involving the company’s 737 Max planes. #senate #joshhawley #boeing #boeing737 #cspan ♬ original sound – C-SPAN

In due circostanze, sono morti misteriosamente. Il primo è stato John Barnett, un ex responsabile del controllo qualità di Boeing, trovato morto il 9 marzo 2024 in un hotel in South Carolina, con una ferita da arma da fuoco autoinflitta alla testa. Barnett aveva denunciato gravi problemi di sicurezza legati ai componenti dei velivoli Boeing e stava testimoniando in una causa contro l’azienda al momento della sua morte.

Il secondo caso ha riguardato Joshua Dean, un auditor di qualità presso Spirit AeroSystems, un fornitore di Boeing. Dean è morto il 30 aprile 2024 a causa di un’infezione rapida e grave da influenza B e MRSA. Anche lui aveva sollevato preoccupazioni riguardo ai difetti di produzione nei velivoli Boeing e aveva denunciato che la leadership ignorava questi problemi. La sua famiglia ha dichiarato che Dean era in buona salute prima dell’insorgenza improvvisa dell’infezione​​.

Boeing: con lo Starliner non va meglio

Ci scusiamo per il lungo excursus ma lo riteniamo funzionale a quanto stiamo per andare a scrivere. E cioè che Boeing, quando si parla della sua divisione aerospaziale, non va meglio di quanto abbiamo finora descritto.

Numerosi sono infatti i problemi che ha dovuto affrontare il suo veicolo spaziale, il CST-100 Starliner.  Premesso che il programma ha accumulato svariati anni di ritardo sulla tabella di marcia originaria, prima del lancio di questi giorni è emerso che i “soft links” usati nei paracadute non erano abbastanza robusti e che il nastro protettivo usato per avvolgere i cavi della capsula era infiammabile. Il che ha richiesto modifiche e comportato ulteriori ritardi nelle missioni​.

Quando poi finalmente lo Starliner è decollato nei giorni scorsi, sono state rilevate cinque perdite nel sistema di elio del modulo di servizio dello Starliner (ne avevamo parlato in questa news). Non bastasse, durante l’avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), cinque dei 28 propulsori del sistema di controllo di reazione (RCS) hanno smesso di funzionare. Quattro di questi sono stati ripristinati, ma uno è rimasto fuori servizio.

Alla luce di quanto appena descritto, NASA ha annunciato venerdì sera un ulteriore rinvio del ritorno sulla Terra della navicella Starliner. Inizialmente previsto per il 26 giugno, il rientro è stato posticipato a una data non specificata di luglio. La decisione è giunta dopo due giorni di intense riunioni tra alti dirigenti dell’agenzia, incluso l’Amministratore Associato Jim Free, per valutare la prontezza della navicella a riportare gli astronauti Butch Wilmore e Suni Williams.

Steve Stich, responsabile del Programma Commercial Crew della NASA, ha dichiarato: “Ci stiamo prendendo il nostro tempo e seguendo il nostro processo standard del team di gestione della missione. Lasciamo che siano i dati a guidare le nostre decisioni relative alla gestione delle piccole perdite nel sistema di elio e alle prestazioni dei propulsori che abbiamo osservato durante il rendez-vous e l’attracco”.

NASA sta sfruttando questo tempo extra per completare alcune attività critiche sulla stazione. Stich ha aggiunto: “Stiamo utilizzando strategicamente il tempo extra per liberare il campo per alcune attività critiche della stazione mentre completiamo la preparazione per il ritorno di Butch e Suni sullo Starliner e otteniamo preziosi informazioni sugli aggiornamenti del sistema che vogliamo fare per le missioni post-certificazione”.

Tuttavia, il prolungamento della permanenza dello Starliner sulla stazione presenta una sfida non di poco conto: il veicolo è infatti certificato per una permanenza massima di 45 giorni, un periodo iniziato il 6 giugno.

NASA starebbe ora considerando il 4 luglio come prima data possibile per il ritorno, dopo aver completato due passeggiate spaziali programmate per il 24 giugno e il 2 luglio. Questo ritardo continuo solleva interrogativi sulla preparazione dello Starliner per le future missioni operative di Boeing, che prevedono permanenze in orbita fino a sei mesi.

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