NASA conferma: il drone nucleare Dragonfly volerà su Titano

da | 21 Apr 2024 | Aerospace

NASA ha confermato il via libera alla missione Dragonfly, che avrà come protagonista un innovativo drone a propulsione nucleare pensato per volare su Titano, uno dei satelliti di Saturno. Ciò permette al team incaricato di passare alla fase finale di progettazione e di avviare la costruzione del veicolo spaziale.

Il progetto Dragonfly ha affrontato momenti di incertezza, con restrizioni di budget e ripetuti rinvii della data di lancio, originariamente prevista per il 2026. Tuttavia, NASA ha ufficialmente approvato la missione, stabilendo la nuova data di lancio per luglio 2028 e prevedendo l’arrivo su Titano nel 2034.

Il costo complessivo della missione è stimato attualmente in 3,35 miliardi di dollari, praticamente il doppio di quanto inizialmente previsto. Gli incrementi sono stati causati da una combinazione di fattori tra cui la pandemia di COVID-19, problemi legati alla catena di approvvigionamento e le complessità incontrate durante le fasi di progettazione dettagliata. A complicare ulteriormente il quadro finanziario, il progetto ha subito diverse riprogrammazioni a causa delle limitazioni di bilancio nei bilanci federali del 2020 e 2022.

Per accelerare il viaggio verso Saturno, sono stati allocati fondi aggiuntivi per l’acquisto di un lanciatore pesante. E anche se NASA non ha specificato quale sarà utilizzato, vale la pena ricordare che l’agenzia ha già impiegato il Falcon Heavy di SpaceX per la missione Psyche nel 2023 e prevede di utilizzarlo nuovamente per il lancio dell’Europa Clipper nel 2024.

Dragonfly, che sarà progettato e costruito dal Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) nel Maryland, verrà alimentato da un generatore termoelettrico radioisotopico multi-missione (MMRTG) simile a quello del rover marziano Curiosity, e coprirà centinaia di chilometri nei suoi due anni di esplorazione su Titano. Con la capacità di percorrere decine di chilometri in meno di un’ora, Dragonfly promette di superare di gran lunga le distanze raggiunte da qualsiasi altro rover planetario.

Nonostante la sua capacità di spostamento, però, il veicolo dedicherà la maggior parte del suo tempo sulla superficie di Titano a raccogliere dati scientifici, che aiuteranno la nostra comprensione di uno dei più misteriosi satelliti del sistema solare.

La conferma della missione rappresenta una ventata di ottimismo in un periodo di tensioni finanziarie per NASA, che vede l’aumento dei costi dell’esplorazione di Marte mettere una certa pressione su altri progetti.

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