Elon Musk ha rivelato ieri sera ai dipendenti di xAI la sua ultima visione: una fabbrica sulla Luna per produrre satelliti destinati all’intelligenza artificiale.
La struttura includerebbe un “mass driver”, una catapulta gigante ispirata alla fantascienza, per lanciare i satelliti nello spazio. L’annuncio è arrivato durante una riunione aziendale durata un’ora, ascoltata dal New York Times, in cui Musk ha spiegato che l’obiettivo è dare a xAI una potenza computazionale superiore a qualsiasi concorrente.
“Dovete andare sulla Luna,” ha detto ai dipendenti. “È difficile immaginare a cosa penserebbe un’intelligenza di quella scala, ma sarà incredibilmente emozionante vederlo accadere.”
Da Marte alla Luna: un cambio di rotta strategico
La fissazione di Musk per la Luna rappresenta uno stravolgimento non trascurabile rispetto alla missione storica di SpaceX.
Dalla fondazione dell’azienda nel 2002, il miliardario ha sempre indicato Marte come obiettivo primario: rendere l’umanità multiplanetaria stabilendo una colonia sul pianeta rosso era la ragion d’essere dichiarata di SpaceX.
Ma negli ultimi mesi il discorso è cambiato. Musk ha iniziato a postare frequentemente su X messaggi con la Luna come nuovo focus aziendale. Due ex dirigenti di SpaceX, sentiti dal Times a condizione di anonimato, hanno confermato che la Luna non era mai stata una priorità dell’azienda in oltre vent’anni di attività.
Ieri Musk ha descritto la Luna come un trampolino di lancio verso Marte. Prima, ha detto, l’azienda costruirebbe “una città autosufficiente sulla Luna,” poi viaggerebbe verso Marte e infine esplorerebbe sistemi stellari in cerca di alieni.
È una narrazione che riscrive completamente la roadmap strategica comunicata fino a pochi mesi fa.
Fusione, quotazione e la fantascienza come pitch
Il progetto lunare arriva mentre xAI e SpaceX procedono verso la fusione, annunciata la scorsa settimana per facilitare la creazione di data center per l’IA nello spazio.
La tempistica non è casuale: SpaceX si prepara a una quotazione in borsa che potrebbe concretizzarsi già a giugno. La fusione tra i due rami dell’impero di Musk assume così un significato strategico-finanziario preciso, proprio alla vigilia dell’IPO.
E qui emerge un pattern ormai consolidato nella Silicon Valley contemporanea. Il valore non si misura più in fatturato o asset tangibili ma in aspettative. Con la fantascienza che, come scrivevamo nel nostro editoriale, non è più un genere letterario ma un pitch agli investitori.
La narrazione di Musk (fabbriche lunari, mass driver, intelligenze oltre la scala umana) genera fiducia, attira capitali, giustifica valutazioni. Il futuro così diventa garanzia per operazioni che si chiudono nel presente.
Non sappiamo se i data center orbitali o le fabbriche lunari arriveranno mai. Sappiamo che i miliardi vengono raccolti comunque oggi.
X verso il miliardo di utenti (e la super-app)
Oltre alla Luna, Musk ha parlato anche di questioni più terrene. Insieme ai dirigenti di X, che ha fuso con xAI l’anno scorso, ha descritto i progressi del social network e gli obiettivi futuri.
X conta oggi circa 600 milioni di utenti attivi mensili, in crescita rispetto ai 237,8 milioni di utenti attivi giornalieri che Twitter dichiarava quando Musk l’ha acquisito nel 2022. Ma il miliardario punta molto più in alto: “Ovviamente daremo alle persone ragioni convincenti per usare l’app ogni giorno e avere, la mia aspettativa è, ben oltre un miliardo di utenti attivi giornalieri.”
La strategia per arrivarci passa attraverso nuovi servizi che trasformerebbero X in una super-app sul modello WeChat. Musk ha citato X Money, una funzionalità bancaria, e un’app di chat autonoma che dovrebbero arrivare nei prossimi mesi.
“La maggior parte delle persone viene sull’app X solo occasionalmente quando c’è qualche grande evento mondiale,” ha ammesso. L’aggiunta di servizi finanziari e di messaggistica punta a cambiare questa dinamica, rendendo X indispensabile nella vita quotidiana degli utenti.
Previsioni audaci e riorganizzazione interna
Il track record di Musk sulle previsioni temporali, però, invita alla cautela. Nel 2016, per esempio, aveva dichiarato che SpaceX avrebbe inviato il primo carico su Marte entro il 2018, una missione che non si è mai materializzata.
Eppure martedì ieri si è mostrato sicuro: “Se ti muovi più velocemente di chiunque altro in qualsiasi arena tecnologica, sarai il leader, e xAI si sta muovendo più velocemente di qualsiasi altra azienda, nessuno è nemmeno vicino.”
La crescita rapida di xAI, però, porta con sé conseguenze organizzative. Musk ha accennato alla perdita di dipendenti delle prime fasi e a una possibile riorganizzazione: “Poiché abbiamo raggiunto una certa scala, stiamo organizzando l’azienda per essere più efficace a questa scala. E in realtà, quando questo accade, ci sono alcune persone che sono più adatte alle prime fasi di un’azienda e meno adatte alle fasi successive”.
Un’affermazione che lascia intuire tagli o ristrutturazioni mentre xAI si prepara a operare su dimensioni industriali.
Fonte: The Wall Street Journal


