Quando lo scorso febbraio abbiamo deciso di aprire la nostra pagina Substack di TechTalking, la scansione che avevamo in mente era piuttosto chiara: qui le news raccontate con la massima oggettività, di là gli editoriali, i punti di vista personali più soggettivi.
Da allora di editoriali ne abbiamo pubblicati ben 62 e l’ultimo parte da un’inchiesta del New York Times sui nuovi miliardari dell’intelligenza artificiale. Lo spunto è semplice: Safe Superintelligence vale 32 miliardi di dollari senza aver rilasciato un prodotto. Thinking Machines Lab ha raggiunto i 10 miliardi quattro mesi dopo l’annuncio. Harvey è passata da 3 a 8 miliardi in dieci mesi.
Sono i numeri della nuova generazione di miliardari dell’intelligenza artificiale, quasi tutti under 40, quasi tutti arricchitisi in meno di tre anni, dal lancio di ChatGPT in poi. Alcuni lo ammettono candidamente: “Sono miliardi, ma sulla carta”, ha detto ad esempio Winston Weinberg, trentenne co-fondatore di Harvey.
Ma cosa si sta valutando quando un’azienda senza fatturato vale decine di miliardi? E dove finiscono davvero i soldi dei venture capitalist? Ne parliamo nell’editoriale che trovate qui sotto.


