La Milano Digital Week si prepara a tornare con la sua ottava edizione e lo fa nel segno di un tema ambizioso quanto necessario: “Tutte le intelligenze della città”.
Dal 1° al 5 ottobre, la manifestazione promossa dal Comune di Milano e realizzata da TIG – The Innovation Group riporterà al centro del dibattito pubblico il dialogo tra intelligenze umane, artificiali, collettive e ambientali.
L’obiettivo è raccontare l’innovazione non come un totem tecnologico, ma come un processo condiviso, inclusivo, capace di contaminare ambiti diversi e generare valore sociale, culturale ed economico.
Milano Digital Week, una call per coinvolgere chi innova
Coma accaduto con la passata edizione, anche quest’anno chiunque potrà proporre la propria idea o il proprio evento attraverso la Call for Proposal disponibile sul sito ufficiale della manifestazione.
Imprese, enti, università, associazioni e cittadini hanno tempo fino al 15 settembre per candidare progetti che dialoghino con i sei macro-temi al centro dell’edizione 2025: digitale per le imprese, cittadinanza digitale, smart city, tecnologie, cultura e sport, formazione e lavoro.
L’agenda completa sarà online nella prima settimana di settembre ma intanto iniziano a delinearsi i primi spazi tematici (i Knowledge Hub) e i partner dell’iniziativa.
Dal MEET al Padiglione Chiaravalle
Hub centrale della manifestazione sarà il MEET – Digital Cultural Center di Porta Venezia, dove si apriranno le danze con il lancio della quarta edizione di City Digital Skin Art.
Il festival internazionale promosso da Maria Grazia Mattei insieme all’artista Rual Yuelai ruoterà attorno al tema “MEMORY COEXISTENCE – When Past Meets Presence and Future”, offrendo una riflessione sull’identità digitale e la convivenza tra memoria e innovazione.
Sempre al MEET si terranno anche due giornate B2B curate da TIG con il Comune di Milano: giovedì 2 ottobre si parlerà di smart city, mentre venerdì 3 si affronterà il tema del lavoro e della formazione nell’epoca degli AI agents.
A questi appuntamenti si affiancheranno quelli proposti da altri Knowledge Hub, come Le Village by Crédit Agricole ed EGEA, che organizzerà talk quotidiani all’interno della libreria. Da segnalare anche il festival “Stupor Mundi” ideato da Eugenio Alberti Schatz e ospitato presso il Padiglione Chiaravalle, che si interrogherà su quanto la tecnologia riesca davvero a nutrire il nostro immaginario.
Industria, cybersecurity e cultura del dato: il ruolo degli hub tematici
Sul versante più tecnico e professionale, Cefriel proporrà un percorso dedicato a intelligenza artificiale e cybersecurity, con un taglio orientato al mondo industriale e uno sguardo attento alla normativa europea (NIS, Data Act).
MADE Competence Center, invece, si concentrerà sul ruolo dei dati nella fabbrica intelligente, attraverso casi d’uso concreti e dimostratori tecnologici pensati per raccontare l’industria 4.0.
Tra i primi partner dell’edizione 2025 figurano Factanza, Lucy, Milano da vedere, Mimesi, MIT Business Technology Review e SEC Newgate. Sul fronte accademico, ad aderire sono già ALMED (Università Cattolica) e NABA.
“La Milano Digital Week si riconferma un’occasione preziosa per mettere in luce nuovi trend, intelligenze collettive e visioni strategiche da tutta Italia”, afferma Pietro Cerretani, CEO di TIG Events, “e non solo. Ogni edizione, infatti, è lo specchio della città, delle sue trasformazioni e delle sue sfide verso il futuro”. “La Milano Digital Week”, conclude Cerretani, “sarà un viaggio dentro le intelligenze che abitano la città: tra memoria e futuro, tra tecnologie e immaginazione, tra sapere condiviso e nuovi linguaggi digitali”.
Un messaggio raccolto e rilanciato anche dalle istituzioni cittadine, come ha sottolineato Layla Pavone, coordinatrice del Board per l’Innovazione tecnologica del Comune di Milano.
“Con la Milano Digital Week vogliamo ribadire il nostro impegno nel promuovere una cittadinanza digitale piena, consapevole ed inclusiva. È fondamentale agire per colmare il divario di conoscenza digitale, garantendo a tutte e tutti l’accesso agli strumenti, alle competenze e alle opportunità dell’innovazione ed è importante farlo insieme. Solo così possiamo costruire una città davvero intelligente, dove l’incontro ‘umano e artificiale’ sia messo a servizio del benessere collettivo e della partecipazione democratica”.


