Negli anni Milano ha costruito la sua reputazione come centro finanziario e tecnologico del Paese, ma quello che sta per accadere nei prossimi cinque anni potrebbe ridefinire completamente il suo profilo industriale.
Secondo l’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, la capacità complessiva dei data center intorno alla città è infatti destinata a crescere di dieci volte, passando dagli attuali 200 megawatt a circa 2 gigawatt.
È un’espansione che non solo porterà Milano al livello dei grandi hub europei come Francoforte, Dublino e Amsterdam, ma che renderà la Lombardia una delle aree più energivore d’Europa.
Si tratta, in sostanza, di un salto di scala paragonabile al consumo elettrico di un capoluogo di provincia. E la spinta arriva da un’unica direzione: l’intelligenza artificiale.
La proliferazione di modelli fondazionali, infrastrutture di cloud computing e servizi basati su machine learning sta trasformando il Nord Italia in una piattaforma strategica per le aziende che vogliono insediare o ampliare i propri data center.
L’IA spinge l’infrastruttura energetica lombarda
Come ha spiegato Mazzoncini durante un evento a Milano, la rapidità con cui i data center stanno sorgendo in Lombardia rappresenta una sfida e un’opportunità per tutto il settore energetico.
“Abbiamo già oltre 3 gigawatt di potenza termoelettrica aggiuntiva tra impianti costruiti, in costruzione o autorizzati nella regione”, ha dichiarato. L’obiettivo è duplice: garantire la continuità della fornitura e sostenere l’ondata di nuovi consumi senza compromettere la rete di distribuzione locale.
A2A, che è la principale utility della Lombardia, sta infatti lavorando per collegare le nuove strutture direttamente alla rete nazionale o alle centrali di produzione, evitando di sovraccaricare le linee urbane.
Le autorità locali, dal canto loro, stanno promuovendo un incremento parallelo della produzione da fonti rinnovabili, sebbene l’espansione termoelettrica (leggasi: centrali a gas) resti oggi la via più rapida per far fronte alla domanda crescente.
Milano entra nella corsa europea ai data center
La trasformazione in corso non è isolata. In tutta Europa si assiste a un’espansione senza precedenti delle infrastrutture digitali: dalla Data Valley emiliana ai cluster di Parigi e Stoccolma, la capacità complessiva dei data center sta esplodendo per sostenere la crescita dell’IA.
Milano, grazie alla sua posizione geografica, alla densità industriale e alla prossimità alle dorsali energetiche e di rete, si candida ora a diventare uno degli snodi principali della mappa continentale.
Nonostante i costi dell’elettricità in Italia siano storicamente più alti rispetto ad altri Paesi europei, Mazzoncini ha sottolineato che gli operatori non sembrano scoraggiati.
“Il costo dell’elettricità sta convergendo in tutta Europa. Un pannello solare o una turbina eolica producono allo stesso costo in Spagna, in Italia o in Irlanda. È verso questa direzione che il mondo si sta muovendo”, ha affermato.
Il peso energetico dell’intelligenza artificiale
L’esplosione della domanda di potenza di calcolo sta generando effetti collaterali importanti. Ogni nuovo data center significa più server, più raffreddamento, più consumo di elettricità e più emissioni.
È un paradosso che seguiamo da tempo su queste pagine: mentre l’IA viene presentata come leva di efficienza e innovazione, il suo fabbisogno energetico rischia di mettere in crisi i sistemi elettrici locali.
La risposta, per ora, passa da un mix di soluzioni: contratti diretti di fornitura con le utility, investimenti in rinnovabili e modernizzazione delle reti. Ma la domanda resta aperta: riuscirà Milano a sostenere questa corsa senza sacrificare i propri obiettivi ambientali?
Sarebbe ironico se, nella stessa città dove i diesel Euro 5 non possono più circolare per salvare l’aria, si accendessero server così affamati da illuminare Bologna.
Fonte: Reuters


