Dopo aver portato il suo assistente Copilot all’interno di Windows, Office e del browser Edge, Microsoft punta ora al cuore dell’intrattenimento: Xbox.
L’azienda ha infatti iniziato a testare una versione preliminare di Copilot for Gaming con i propri dipendenti, integrata per il momento nell’app mobile Xbox. L’interfaccia è simile a quella del Copilot classico, ma questa versione è stata progettata per interagire direttamente con il profilo Xbox dell’utente, offrendo funzionalità pensate su misura per i videogiocatori.
Xbox Copilot, l’assistente personale dei gamer
Secondo le prime informazioni, Xbox Copilot è in grado di mostrare gli achievement più recenti, suggerire nuovi giochi basati sulla cronologia del giocatore e persino offrire consigli su come completare determinati titoli.
Non solo: sarà anche possibile avviare il download e l’installazione dei giochi direttamente attraverso l’assistente, senza dover passare dai classici menu della console o dell’app.
Xbox Copilot può essere controllata sia tramite testo che con la voce, e gli utenti potranno scegliere tra diversi “toni” vocali dell’assistente: energico, saggio, rilassato o persino eroico. Microsoft sta anche lavorando a una versione animata del Copilot, ma per ora questa funzionalità non è ancora disponibile su Xbox.
È invece già in fase di sviluppo una funzione chiamata Copilot Vision, che permetterà all’assistente di “vedere” ciò che accade sullo schermo del PC durante una sessione di gioco e fornire suggerimenti in tempo reale, come un vero coach virtuale.
La versione iniziale di Xbox Copilot sarà presto disponibile per gli utenti del programma Xbox Insider, e Microsoft prevede di affinarla progressivamente in base ai feedback raccolti.
Non è stato ancora annunciato quando l’assistente sarà disponibile anche sulle console ma il fatto che i test siano partiti solo ora, lascia immaginare che ci vorrà ancora tempo prima del rilascio pubblico.
Entusiasmo forse, qualche dubbio senz’altro
Nonostante le promesse, Xbox Copilot solleva alcune perplessità. Innanzitutto, molte delle funzioni che si prefigge di proporre il chatbot di Microsofr, sono già facilmente accessibili tramite l’interfaccia della console.
Verificare gli achievement o installare un gioco non sono operazioni complesse, e non è chiaro se un assistente vocale possa davvero offrire un vantaggio concreto in questi contesti.
Anche l’idea di avvalersi dell’IA per ricevere suggerimenti su quali nuovi titoli installare in base alla nostra cronologia di gioco lascia qualche dubbio: è una dinamica che piattaforme come Netflix e Spotify utilizzano da anni con semplici algoritmi di raccomandazione, senza bisogno di un’interfaccia conversazionale.
Ma la questione più delicata riguarda Copilot Vision, la funzione in fase di sviluppo che dovrebbe permettere all’assistente di “vedere” in tempo reale ciò che accade sullo schermo e offrire consigli durante il gameplay.
Se davvero riuscisse a guidare i giocatori passo passo in titoli competitivi come Overwatch 2 o Minecraft, la domanda diventa inevitabile: a che punto un assistente così presente smette di essere un supporto e comincia a somigliare a una forma di cheating?


