Il mondo è in costante cambiamento, la tecnologia di conseguenza. E così, mentre l’anno scorso commentavamo la chiusura dello storico ICQ, il prossimo maggio, dopo oltre due decenni di onorata carriera, sarà Skype a dirci addio.
Microsoft ha infatti annunciato la chiusura definitiva del servizio il 5 maggio 2025, con la transizione alla versione gratuita di Teams come unica alternativa ufficiale.
Gli utenti potranno trasferire automaticamente chat, contatti e cronologia messaggi su Teams, senza dover creare un nuovo account, oppure esportare i propri dati prima della disattivazione.
Un addio annunciato
“Gli utenti di Skype avranno il controllo, saranno loro a scegliere”, ha dichiarato Jeff Teper, presidente delle app collaborative di Microsoft 365. “Potranno esportare la cronologia delle conversazioni e i contatti per passare ad altro, oppure migrare a Teams”.
Per chi scegliesse di trasferire i dati, Microsoft garantisce il passaggio istantaneo di chat, contatti e cronologia messaggi su Teams.
Durante i 60 giorni di transizione, Skype manterrà attiva l’interoperabilità con Teams, consentendo agli utenti di comunicare tra le due piattaforme.
Ma c’è una funzione chiave che non sopravviverà: le chiamate verso numeri fissi e mobili.
Microsoft ha infatti deciso di eliminare gradualmente il supporto per le chiamate nazionali e internazionali, spiegando che la diffusione della tecnologia VoIP e la riduzione dei costi dei piani dati hanno reso obsoleto questo servizio.
“Se guardiamo al futuro, non è più un settore in cui vogliamo investire”, ha spiegato Amit Fulay, vicepresidente di prodotto di Microsoft.
Il tramonto di Skype
Skype ha rivoluzionato le comunicazioni online, iniziando con le chiamate vocali e ampliandosi poi ai video e alla condivisione di file.
Con la diffusione degli smartphone e l’ascesa delle app di messaggistica, il servizio ha però perso terreno.
Nel 2010, mentre si preparava alla quotazione in borsa, Skype dichiarava 560 milioni di utenti registrati e 124 milioni di attivi mensili.
Dopo l’acquisizione da parte di Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari, la piattaforma ha raggiunto il suo picco nel 2013 con 300 milioni di utenti.
Negli anni successivi, però, Microsoft ha rilasciato poche informazioni sul numero di utilizzatori.
Durante la pandemia, a marzo 2020, ha comunicato un incremento del 70% degli utenti giornalieri rispetto al mese precedente, arrivando a 40 milioni, grazie all’impennata della domanda di strumenti per restare in contatto.
Ma il boom è stato temporaneo. L’ultimo dato ufficiale, pubblicato nel 2023, parlava di oltre 36 milioni di utenti giornalieri. WhatsApp, per capirci, ha superato i 2 miliardi di utenti già nel 2020.
Non una sorpresa
Per chi ha seguito l’evoluzione di Skype, la sua chiusura non è dunque una sorpresa. E a ben guardare il destino del servizio era già segnato dal 2016, quando Microsoft ha introdotto Teams.
Nonostante nel 2015 avesse lanciato una versione business di Skype, l’anno successivo Microsoft ha cambiato rotta, puntando su una piattaforma più completa per la collaborazione e la comunicazione, integrata con le sue altre applicazioni.
Teams, inizialmente visto come un’alternativa a Slack, ha finito per sovrapporsi alle funzionalità di Skype, riducendone progressivamente l’importanza.
Nel 2017, Microsoft ha annunciato l’eliminazione graduale di Skype for Business, completata nel 2021, lo stesso anno in cui Teams è diventato l’app predefinita per le comunicazioni su Windows 11, relegando Skype a un ruolo secondario.
Lo scorso dicembre, Microsoft ha interrotto la possibilità di acquistare crediti Skype o nuovi numeri di telefono, spingendo gli utenti verso abbonamenti mensili e piani Skype-to-phone.
Il futuro è Teams
Secondo Microsoft, la chiusura di Skype non porterà a tagli al personale. Il team che lavora sulla piattaforma è già stato integrato in quello di Teams, e continuerà a concentrarsi sullo sviluppo di nuove funzionalità.
“Non ci saranno licenziamenti, queste persone continueranno a lavorare per migliorare Teams, con nuove funzionalità per gli utenti e innovazioni legate all’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Teper.
L’era di Skype, insomma, si chiude dopo oltre vent’anni. Nato nel 2003, il servizio ha cambiato il modo di comunicare online, ma oggi Microsoft guarda oltre. E il futuro, secondo Redmond, è tutto in Teams.


