L’antitrust UE indagherà l’accordo Microsoft-OpenAI da $13 miliardi

da | 29 Giu 2024 | IA, Legal

L’accordo da 13 miliardi di dollari tra Microsoft e OpenAI sarà sottoposto a un ulteriore scrutinio da parte delle autorità antitrust dell’Unione Europea.

Margrethe Vestager, capo dell’antitrust dell’UE, ha annunciato che non ci sarà un’indagine secondo le regole delle fusioni dell’UE. Tuttavia, chiederà ai rivali di Microsoft informazioni sulle clausole di esclusività con OpenAI e se queste possano influire negativamente sulla concorrenza.

L’attenzione dell’UE non si limita a Microsoft: sarà esaminato anche l’accordo tra Google e Samsung per preinstallare il modello “Gemini nano” su alcuni dispositivi. Vestager ha inoltre dichiarato che i regolatori stanno esaminando i tentativi delle grandi aziende tecnologiche di acquisire società tramite assunzioni di massa. Il riferimento è a quanto accaduto a Inflection.

Microsoft ha dichiarato di apprezzare la revisione approfondita della Commissione Europea e ha sottolineato che l’investimento e la partnership con OpenAI non conferiscono a Microsoft il controllo sull’azienda. “Siamo pronti a rispondere a qualsiasi ulteriore domanda della Commissione Europea,” ha aggiunto.

La divisione antitrust dell’UE ha iniziato a esaminare l’accordo dopo la crisi interna a OpenAI dello scorso novembre, la cui soluzione ha rivelato profondi legami tra le due società. La partnership ha attirato l’interesse dei regolatori di varie giurisdizioni, tra cui l’Autorità per la Concorrenza e i Mercati del Regno Unito e la Federal Trade Commission statunitense.

In quell’occasione il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha giocato un ruolo chiave nel ritorno di Sam Altman alla guida di OpenAI, dopo il suo licenziamento. Quell’episodio ha spinto i regolatori a esaminare se l’equilibrio di potere tra Microsoft e OpenAI sia cambiato, favorendo una delle parti.

A tal proposito, vi invitiamo a leggere il nostro articolo dello scorso marzo, nel quale descriviamo il nuovo assetto della struttura dirigenziale OpenAI. Non tanto per la prevedibile riconferma di Sam Altman nel ruolo di amministratore delegato, quanto per l’introduzione di tre nuovi membri nel CdA. Uno dei quali crediamo possa rispondere indirettamente ai dubbi della Vestager.

La partnership tra Microsoft e OpenAI è centrale per soddisfare la crescente domanda di potenza computazionale necessaria per alimentare il boom dell’intelligenza artificiale generativa. OpenAI in questi anni è infatti diventato un grande cliente del business cloud di Microsoft.

Che però ha finora tratto dall’azienda di Sam Altman enormi benefici, di fatto esternalizzando lo sviluppo dell’IA che muove Copilot e recuperando con 13 miliardi di dollari quel divario tecnologico che oggi non tutti riescono a superare, Apple in primis.

L’UE utilizzerà le sue leggi sulla concorrenza per concentrarsi su accordi potenzialmente anticoncorrenziali e abusi di posizione dominante. Qualora venissero rilevate violazioni, le multe potrebbero arrivare fino al 10% del fatturato dell’azienda.

Microsoft non è nuova agli scrutini antitrust dell’UE. Questa settimana, ad esempio, è stata accusata di abusare della sua posizione di mercato combinando l’app di videoconferenza Teams con altri software aziendali.

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