Microsoft si aspetta che il suo servizio di cloud computing, Azure, cresca meno di quanto previsto nei prossimi mesi.
A segnalarlo è Reuters, insieme al fatto che quest’anno l’azienda spenderà di più per migliorare le sue infrastrutture. Ciò però significa che i guadagni derivanti dai grandi investimenti nell’intelligenza artificiale potrebbero richiedere più tempo del previsto per materializzarsi.
Microsoft è considerata leader nel settore dell’IA grazie alla sua collaborazione con OpenAI. L’azienda ha investito molto per espandere i suoi data center, che sono essenziali per gestire le tecnologie di IA. Tuttavia, la crescita di Azure è stata leggermente inferiore alle aspettative degli esperti. I ricavi di Azure sono infatti aumentati del 29% nel quarto trimestre fiscale terminato il 30 giugno, al di sotto delle stime del 30,6%.
Valori questi che il mercato ha subito punito con un crollo delle azioni Microsoft del 7%, che poi si assestato su un -3% dopo che l’azienda ha rassicurato che la crescita di Azure accelererà nel prossimo anno.
Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, sta puntando molto sull’IA, integrandola in quasi tutti i prodotti dell’azienda, dal motore di ricerca Bing ai programmi di produttività come Word. E nonostante alcune difficoltà, Microsoft ha comunque registrato una crescita complessiva dei ricavi in vari settori, inclusi quelli legati ai PC e ai videogiochi.
Il valore delle azioni di Microsoft è cresciuto di quasi un quarto nell’ultimo anno. Tuttavia, dal 5 luglio, quando ha raggiunto il suo massimo storico, le azioni hanno perso il 10% del loro valore. Questo calo è parte di una tendenza più ampia del mercato, che ha visto diminuire il valore delle azioni di molte grandi aziende tecnologiche.
La situazione è stata influenzata da due fattori principali: Tesla, l’azienda che produce auto elettriche, ha presentato risultati finanziari peggiori del previsto, mentre Alphabet, la società madre di Google, ha annunciato che prevede di aumentare le sue spese. Questi eventi hanno creato preoccupazione tra gli investitori, portando a una diminuzione generale del valore delle azioni delle grandi aziende tecnologiche, Microsoft inclusa.


