Neanche il tempo di scrivere dei risultati record di Figure AI, che Meta annuncia l’ingresso nel settore della robotica umanoide con un nuovo team di ricerca.
L’obiettivo, come sempre, è creare assistenti intelligenti per la vita quotidiana e rafforzare il proprio ecosistema di intelligenza artificiale.
Meta scommette sui robot umanoidi
L’azienda di Mark Zuckerberg ha avviato una nuova divisione all’interno di Reality Labs, il suo laboratorio di ricerca sulle tecnologie emergenti, con l’obiettivo di sviluppare robot intelligenti capaci di interagire con il mondo fisico.
A guidare il progetto sarà Marc Whitten, ex CEO di Cruise, società specializzata in auto a guida autonoma.
L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la robotica, spingendo giganti come Tesla e startup sostenute da Nvidia a investire in questa direzione.
Il Chief Technology Officer di Meta, Andrew Bosworth, ha spiegato in un memo interno che il nuovo gruppo si concentrerà sulla realizzazione di “robot umanoidi per i consumatori, con l’obiettivo di massimizzare le capacità della piattaforma Llama”.
Llama è la famiglia di modelli IA di Meta, già alla base di numerose applicazioni di intelligenza artificiale generativa all’interno delle piattaforme social dell’azienda.
Una strategia che guarda al futuro
La scelta di Meta non è casuale. L’azienda sta cercando di diversificare il proprio business investendo in nuove tecnologie, nonostante le perdite miliardarie registrate dalla divisione Reality Labs, che solo nell’ultimo trimestre del 2023 ha segnato un passivo di 5 miliardi di dollari.
L’idea è che l’evoluzione dell’IA possa finalmente sbloccare il potenziale dei robot umanoidi, da anni un traguardo ambizioso ma ancora lontano dalla diffusione su larga scala.
Accanto alla robotica, Meta continua a puntare anche sulla vendita diretta di hardware legato alla realtà aumentata e all’intelligenza artificiale.
John Koryl, ex CEO della piattaforma di e-commerce The RealReal, è stato assunto per rafforzare la distribuzione dei visori Quest e degli occhiali smart Ray-Ban Meta, sviluppati con EssilorLuxottica.
La strategia prevede l’apertura di nuovi punti vendita, seguendo l’esempio del Meta Lab, il pop-up store inaugurato a Los Angeles lo scorso novembre.
Robot domestici e IA incarnata
Il piano di Meta non è solo commerciale. Da anni, l’azienda finanzia ricerche sull’“intelligenza artificiale incarnata”, ovvero sistemi in grado di percepire, muoversi e interagire con il mondo fisico, superando i limiti dei modelli linguistici.
Yann LeCun, a capo della ricerca sull’IA di Meta, ha più volte evidenziato la necessità di sviluppare nuovi modelli capaci di comprendere la realtà spaziale.
L’obiettivo iniziale dell’azienda è creare robot per il supporto nelle attività domestiche, sviluppando software e sensori che possano essere integrati anche in dispositivi prodotti da altre aziende.
Secondo Bloomberg, Meta avrebbe già avviato contatti con aziende del settore, tra cui Unitree Robotics e Figure AI, senza però prevedere, almeno per ora, il lancio di un robot con il proprio marchio.
Nel frattempo, la competizione si fa serrata. Tesla sta lavorando al robot umanoide Optimus, mentre startup come Apptronik, con il supporto di Google, stanno raccogliendo finanziamenti per accelerare la produzione di robot destinati alla logistica e alla manifattura.
Meta, dal canto suo, punta a entrare in questo mercato con un approccio che combina hardware, software e IA, cercando di rendere i robot umanoidi parte integrante della nostra quotidianità.
Al di là di come andrà per Zuckerberg, ormai è chiaro: dopo l’IA, la robotica pare essere il prossimo terreno di battaglia per Big Tech.


