Il gigante dei social media Meta si sta trovando al centro di una controversia che sta scatenando l’ira dei fotografi professionisti. Numerosi autori denunciano infatti che le loro immagini, scattate e post-prodotte con metodi tradizionali, vengono erroneamente contrassegnate come “Prodotte con AI” su Facebook, Instagram e Threads.
L’iniziativa di Meta, volta a contrastare la diffusione di immagini generate dall’intelligenza artificiale non dichiarate, sta dunque producendo effetti collaterali indesiderati, evidenziando la crescente difficoltà nel distinguere tra contenuti reali e sintetici persino per i colossi tecnologici.
Pete Souza, ex fotografo della Casa Bianca, ha dichiarato a TechCrunch: “Quello che è fastidioso è che il post mi ha costretto a includere il tag ‘Creato con IA’ anche se l’avevo deselezionato”. Souza ipotizza che i recenti aggiornamenti degli strumenti di fotoritocco Adobe possano aver contribuito a questi falsi positivi.
Come riportato da PetaPixel la scorsa settimana, infatti, Meta sembra applicare l’etichetta “Prodotto con AI” quando i fotografi utilizzano strumenti come il Generative AI Fill di Adobe per rimuovere gli oggetti dalle immagini.
La frustrazione, dunque, serpeggia tra i professionisti dell’immagine e Peter Yan, altro fotografo colpito dal problema, ha chiesto spiegazioni direttamente ad Adam Mosseri, capo di Instagram: “Come fa questa foto a essere ‘Prodotta con AI’? A proposito, non ho usato AI generativa, solo Photoshop per pulire alcuni punti. Questo ‘Prodotto con AI’ è stato etichettato automaticamente da Instagram quando l’ho postato, non ho selezionato questa opzione”.
La situazione è particolarmente paradossale alla luce degli sforzi di pubbliche relazioni di Meta. A febbraio, Nick Clegg, presidente degli affari globali dell’azienda, aveva dichiarato in un post sul blog: “Man mano che la differenza tra contenuti umani e sintetici si confonde, le persone vogliono sapere dove si trova il confine. Le persone spesso incontrano per la prima volta contenuti generati dall’AI e i nostri utenti ci hanno detto che apprezzano la trasparenza riguardo questa nuova tecnologia”.
Meta, interpellata sulla questione, ha risposto a TechCrunch: “Facciamo affidamento su indicatori standard del settore che altre aziende includono nei contenuti dei loro strumenti, quindi stiamo lavorando attivamente con queste aziende per migliorare il processo affinché il nostro approccio all’etichettatura corrisponda alla nostra intenzione”.

Questa foto di Pete Souza viene erroneamente indicata da Meta come “Creato con IA”.
Mentre l’azienda cerca di affinare i suoi algoritmi, la vicenda solleva interrogativi sulla capacità delle piattaforme social di gestire efficacemente la crescente presenza di contenuti generati dall’AI, bilanciando la necessità di trasparenza col rispetto del lavoro dei creatori di contenuti autentici.
Anche perché, però ora, Meta non fornisce etichette separate per indicare se un fotografo ha utilizzato uno strumento di IA per ritoccare la sua foto o per crearla del tutto. Il che rende impossibile per gli utenti capire quanto l’intelligenza artificiale sia stata coinvolta nella creazione delle immagini.


