Meta gli soffia Daniel Gross e Sutskever deve tornare in cabina di comando

by | 5 Lug 2025 | IA

Ilya Sutskever, CEO di Safe Superintelligence, correntemente valutata 32 miliardi di dollari.
Tempo di lettura: 3 minuti

Mark Zuckerberg ha colpito ancora. E nella sua instancabile campagna acquisti nel mondo dell’intelligenza artificiale, di cui abbiamo scritto nelle scorse settimane, si è preso un altro pezzo pregiato: Daniel Gross, imprenditore e investitore IA di lungo corso, fino a pochi giorni fa CEO della startup Safe Superintelligence di Ilya Sutskever.

Un colpo che non solo conferma la strategia iper-aggressiva del CEO di Meta, ma che obbliga il cofondatore di OpenAI (nonché la mente dietro a ChatGPT), a un ritorno forzato al comando della sua nuova creatura.

Gross ha lasciato formalmente l’azienda lo scorso 29 giugno. Nonostante il suo nome non compaia nella lista dei nuovi assunti annunciati da Zuckerberg per il neonato Meta Superintelligence Labs, le tempistiche per CNBC non lasciano spazio a dubbi: il suo addio è l’ennesimo effetto collaterale della guerra per il talento che sta sconvolgendo il settore.

A darne notizia è stato lo stesso Sutskever, che ha comunicato via X la sua decisione di assumere personalmente il ruolo di CEO. Al suo fianco, Daniel Levy, cofondatore della startup, passerà alla carica di presidente, mentre il team tecnico continuerà a riferire direttamente a lui.

Il blitz di Meta e i nervi scoperti nell’IA

La partenza di Gross non è un caso isolato. Negli ultimi mesi Meta ha aperto il portafoglio e alzato la posta, investendo 14 miliardi di dollari in Scale AI. In questo modo ha acquisito anche il suo fondatore, Alexandr Wang, e un gruppo selezionato di ingegneri, mettendo pressione su tutte le aziende rivali.

La reazione di OpenAI è stata immediata: per contenere l’emorragia di personale ha dovuto rivedere compensi, stock option e condizioni contrattuali.

Ora, però, l’effetto domino si è allungato anche su Safe Superintelligence, la startup fondata proprio da Sutskever dopo l’uscita da OpenAI. Un’azienda nata con una missione tanto ambiziosa quanto delicata: sviluppare una superintelligenza artificiale in modo sicuro e responsabile, evitando le scorciatoie commerciali che spesso accompagnano l’hype tecnologico.

Proprio per questo motivo, pochi mesi fa, Sutskever aveva rifiutato un’offerta di acquisizione da parte di Meta. Ma questa volta, più che un’OPA, Zuckerberg ha sferrato un colpo chirurgico, portandogli via il CEO. Il risultato? Il fondatore si ritrova ora a dover gestire in prima persona l’operatività dell’azienda, in un momento in cui ogni decisione strategica conta.

Chi è Sutskever e perché questo passaggio è importante

Classe 1985, canadese, discepolo diretto del “nonno dell’IA” Geoffrey Hinton, Ilya Sutskever ha costruito le fondamenta scientifiche dei modelli linguistici moderni.

Ha fondato OpenAI insieme a Sam Altman ed Elon Musk, ha guidato il team di ricerca durante la genesi di GPT-3 e GPT-4, e ha lasciato l’organizzazione in dissenso con alcune delle sue scelte recenti, tra cui (secondo alcune ricostruzioni), proprio la gestione dei rischi legati alla superintelligenza.

Safe Superintelligence è il suo tentativo di fare le cose in modo diverso. Di sviluppare un’intelligenza artificiale generalista potentissima ma con solide garanzie di sicurezza. Di lavorare senza le pressioni tipiche dei big tech.

In tale contesto, il passaggio di Gross a Meta assume un significato ancora più pesante, perché rappresenta non solo una perdita ma un possibile indebolimento della visione iniziale.

Sutskever, tuttavia, ha voluto rassicurare: “Abbiamo la potenza di calcolo, abbiamo il team e sappiamo cosa fare. Insieme continueremo a costruire una superintelligenza sicura”, ha scritto sui social. Il messaggio è chiaro: anche con il fiato di Zuckerberg sul collo, la rotta non cambia. Ma la sfida è appena cominciata.

 

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