Meta installerà sui computer aziendali di parte dei propri dipendenti un software capace di registrare movimenti del mouse, clic, battute sulla tastiera e in alcuni casi anche istantanee dello schermo. L’obiettivo? Trasformare queste interazioni in dati utili all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.
Lo strumento, chiamato Model Capability Initiative, è stato riportato per primo da Reuters e riguarda i dipendenti basati negli Stati Uniti. Secondo l’azienda, la raccolta serve a mostrare ai modelli “esempi reali” di come le persone usano davvero un computer, così da rendere più efficaci gli agenti software che Meta vuole sviluppare.
Perché Meta vuole osservare clic e tastiera
La logica dell’operazione è chiara: se l’obiettivo è costruire agenti in grado di navigare interfacce, compilare campi, spostarsi tra finestre e completare attività operative, allora servono dati che descrivano il comportamento umano davanti allo schermo. Meta sostiene che le informazioni raccolte saranno usate solo per questo scopo e che esistono protezioni per i contenuti sensibili.
La BBC aggiunge però una precisazione importante: l’attività di un dipendente su un computer Meta sarebbe stata già teoricamente accessibile all’azienda anche in precedenza, verosimilmente nel contesto dele normali pratiche di gestione IT, sicurezza e auditing dei dispositivi aziendali.
Il monitoraggio e la registrazione specificamente finalizzati all’addestramento e al miglioramento degli strumenti di IA, rappresentano invece la novità.
È questo passaggio a spostare il senso della misura: il lavoro dei dipendenti non viene solo osservato ma diventa direttamente carburante per i sistemi che Meta sta cercando di costruire.
Dentro Meta cresce il malessere
È qui che, secondo BBC e Reuters, si concentra il malumore interno. Un dipendente ha definito la misura “molto distopica”, mentre un ex dipendente l’ha descritta come l’ennesimo modo con cui l’azienda sta imponendo l’IA dentro ogni angolo dell’organizzazione.
Il tema non è solo la privacy ma anche il tempismo. Questa raccolta di dati arriva infatti mentre in azienda si moltiplicano le attese per ulteriori riduzioni di personale, in un contesto già segnato da migliaia di uscite nel 2026 e da un blocco delle assunzioni che appare sempre più ampio.
La BBC ha osservato un segnale concreto di questo irrigidimento: il sito usato da Meta per pubblicizzare le offerte di lavoro ospitava circa 800 annunci a marzo, mentre ora ne mostra appena sette.
La ‘visione’ di Zuckerberg
A rendere la notizia ancora più pesante è il quadro strategico delineato da Mark Zuckerberg. A gennaio ha detto che il 2026 sarà l’anno in cui l’intelligenza artificiale cambierà “drammaticamente” il modo di lavorare in Meta, aggiungendo che progetti prima affidati a grandi team possono ormai essere portati avanti da “una sola persona molto talentuosa”.
Reuters collega il nuovo tracciamento proprio a questa trasformazione più ampia: meno lavoro operativo distribuito nei team, più agenti IA incaricati di eseguire task interni, con i dipendenti spinti verso ruoli di supervisione e miglioramento dei sistemi.
In altre parole, Meta non sta solo chiedendo ai lavoratori di convivere con l’IA. Sta usando il loro modo di lavorare per insegnare all’IA a sostituirne una parte.
Fonte: BBC


