Ne avevamo scritto all’inizio dello scorso dicembre, ora c’è l’ufficialità. Meta ha confermato Project Waterworth, un’imponente infrastruttura sottomarina destinata a rivoluzionare la connettività globale.
Con una lunghezza di 50.000 chilometri, sarà il cavo sottomarino più lungo mai realizzato e collegherà cinque continenti con punti di approdo strategici in Stati Uniti, Brasile, India, Sudafrica e altre regioni chiave.
L’investimento, plurimiliardario e pluriennale, punta a rafforzare la capacità di Meta di gestire autonomamente il traffico dati delle sue piattaforme, tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp. Traffico che, è giusto ricordarlo, a livello mondiale rappresenta il 10% del traffico fisso e il 22% di quello mobile.
Deviazioni geopolitiche
Il progetto nasce in un contesto di crescente tensione geopolitica, che ha spinto Meta a costruire una propria infrastruttura sottomarina per ridurre la dipendenza da operatori terzi.
L’India giocherà un ruolo centrale, sia per le opportunità offerte dal suo mercato digitale in forte crescita, sia per l’interesse strategico nella manutenzione e nel finanziamento della rete.
La Casa Bianca (Trump si è appena incontrato non casualmente col premier indiano, Narendra Modi) ha recentemente sottolineato questa partnership, inserendo Project Waterworth tra le iniziative di collaborazione tra Stati Uniti e India nel settore della difesa e delle telecomunicazioni.
“Sostenendo una maggiore connettività nell’Oceano Indiano, i leader hanno accolto con favore l’annuncio di Meta di un investimento plurimiliardario e pluriennale in un progetto di cavo sottomarino che inizierà quest’anno”, si legge nella dichiarazione rilasciata dopo il meeting.
“L’India intende investire nella manutenzione, nella riparazione e nel finanziamento dei cavi sottomarini nell’Oceano Indiano, utilizzando fornitori affidabili”.
Tecnica all’avanguardia
Dal punto di vista tecnico, Meta ha annunciato l’uso di cavi con 24 coppie di fibre e un’architettura di instradamento innovativa che prevede il posizionamento in acque profonde fino a 7.000 metri.
Il progetto impiegherà anche nuove tecniche di interramento per ridurre il rischio di guasti in aree critiche dal punto di vista geografico e politico.
L’infrastruttura non servirà solo a potenziare la connettività delle piattaforme Meta, ma avrà anche un ruolo chiave nello sviluppo dell’intelligenza artificiale.
“Project Waterworth sarà un investimento plurimiliardario e pluriennale volto a rafforzare la scala e l’affidabilità delle autostrade digitali mondiali, aprendo tre nuovi corridoi oceanici con la connettività ad alta velocità necessaria per alimentare l’innovazione nell’intelligenza artificiale a livello globale”, hanno dichiarato Gaya Nagarajan, vicepresidente dell’ingegneria di Meta, e Alex-Handrah Aimé, responsabile globale degli investimenti in rete.
Meta entra nel club
Con Project Waterworth, Meta entra nel ristretto club delle big tech dotate di una propria infrastruttura sottomarina.
Secondo gli analisti di TeleGeography, l’azienda è già comproprietaria di 16 reti, tra cui il cavo 2Africa, ma questa sarà la prima rete interamente di sua proprietà.
Un passo, questo, che la avvicina a Google, attualmente coinvolta in oltre 30 progetti simili, e che la distingue da Amazon e Microsoft, che invece finora si sono limitate ad acquistare capacità di trasmissione senza possedere interamente alcun tracciato.
L’investimento di Meta segna dunque una nuova fase nell’evoluzione delle infrastrutture digitali globali, ponendo le basi per una rete più veloce, resiliente e adatta alle esigenze di un mondo sempre più connesso e dominato dall’intelligenza artificiale.


