Meta compra Manus per oltre 2 miliardi di dollari

da | 30 Dic 2025 | Business, IA

Alexandr Wang, Chief AI Officer di Meta. | Foto: Meta Platforms

“Entusiasti di annunciare che ManusAI è entrata a far parte di Meta per aiutarci a costruire prodotti di intelligenza artificiale straordinari. Il team di Manus a Singapore è di livello mondiale nell’esplorare il potenziale inespresso dei modelli attuali per strutturare agenti potenti”.

Così recita un post su X di Alexandr Wang, fondatore di Scale AI e da alcuni mesi Chief AI Officer di Meta, che annuncia l’acquisizione di Manus per una cifra superiore ai 2 miliardi di dollari. Un’operazione che segna un nuovo passo nella strategia di Meta negli agenti di intelligenza artificiale.

L’accordo non pesa solo per il suo valore economico ma anche per il fatto che una big tech statunitense ha acquisito una startup di intelligenza artificiale con radici cinesi. Un dettaglio, questo, che racconta molto di come la competizione sull’IA stia entrando in una fase più matura, concreta e inevitabilmente sempre più intrecciata con la geopolitica.

Meta ha confermato che continuerà a operare e commercializzare il servizio di Manus, integrandolo progressivamente all’interno del proprio ecosistema di prodotti social.

“Prevediamo di scalare questo servizio per molte più aziende”, ha affermato Meta, chiarendo fin da subito che l’operazione non è un semplice ‘acquihire‘ ma un investimento diretto su un prodotto già funzionante, con utenti e ricavi già significativi.

Manus, dalla Cina a Singapore

La società madre di Manus, Butterfly Effect, è stata fondata nel 2022 e ha operato inizialmente con uffici a Pechino e Wuhan, all’interno di uno degli ecosistemi tecnologici più dinamici della Cina. È proprio in tale contesto che si è formato il team di ricerca e sviluppo, composto in larga parte da ingegneri e ricercatori basati nel Paese.

Nel 2024 l’azienda ha avviato lo sviluppo di Manus ma la scelta di lanciare il prodotto al di fuori della Cina non è stata casuale. La piattaforma si basa infatti su numerosi modelli di intelligenza artificiale sviluppati da aziende statunitensi, che non sono disponibili sul mercato cinese a causa delle restrizioni normative e tecnologiche in vigore. Un vincolo che ha reso di fatto impossibile una distribuzione domestica del servizio fin dalle sue origini.

Dopo l’ingresso del fondo Benchmark nel capitale, la società ha ufficialmente trasferito la propria sede a Singapore, consolidando una struttura pensata per operare su scala mondiale e al di fuori delle limitazioni imposte dal contesto normativo cinese.

Il successo degli agenti IA e l’attenzione di Meta

Manus si è fatta conoscere a livello internazionale nella primavera di quest’anno, quando ha presentato un agente di intelligenza artificiale capace di produrre report di ricerca dettagliati e di realizzare siti web personalizzati. Un’anteprima che ha rapidamente attirato milioni di utenti, compresi abbonati paganti che utilizzano il servizio per attività di analisi, programmazione e ricerca avanzata.

Il prodotto si appoggia a modelli sviluppati da aziende come Anthropic e dal gruppo cinese Alibaba, costruendo sopra di essi un sistema orientato all’azione più che alla semplice conversazione. Questa scelta ha reso Manus particolarmente interessante in una fase in cui il mercato si sta spostando dai chatbot generalisti verso strumenti capaci di svolgere compiti complessi con un intervento umano minimo.

Il cofondatore e amministratore delegato Xiao Hong, noto anche come “Red”, riferirà direttamente a Javier Olivan, chief operating officer di Meta. “Entrare a far parte di Meta ci consente di costruire su una base più solida e sostenibile, senza cambiare il modo in cui Manus opera o come vengono prese le decisioni”, ha dichiarato Xiao.

Tra strategia industriale e tensioni geopolitiche

L’acquisizione di Manus si inserisce in una fase di forte accelerazione degli investimenti di Meta sull’intelligenza artificiale. Dopo le difficoltà incontrate all’inizio dell’anno nel rollout di un nuovo modello, Mark Zuckerberg ha avviato una campagna di reclutamento aggressiva, culminata anche nell’ingresso di Alexandr Wang come Chief AI Officer dopo l’acquisizione di una quota rilevante di Scale AI.

Ma l’operazione ha anche un peso politico non trascurabile. Il sostegno di Benchmark a una startup con origini cinesi ha attirato critiche da parte di alcuni legislatori statunitensi, e Manus ha nel frattempo accantonato i piani per sviluppare una versione del servizio destinata al mercato cinese. Una scelta che riflette le tensioni crescenti tra Stati Uniti e Cina sul controllo delle tecnologie avanzate e sull’accesso ai modelli di intelligenza artificiale più evoluti.

Con circa 100 dipendenti e oltre 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annuali raggiunti in meno di un anno dal lancio, Manus rappresenta per Meta non solo un’acquisizione strategica ma anche un segnale chiaro: la competizione sull’IA si sta spostando sempre più verso prodotti capaci di svolgere compiti concreti, continuativi e ad alto valore.

Fonte: The Wall Street Journal

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