Meta, 135 miliardi d’investimenti nell’IA nel 2026 (ma il metaverso ne brucia 19)

by | 29 Gen 2026 | Business

Riassunto IA
  • Meta ha chiuso il Q4 2025 con ricavi record di 59,9 miliardi di dollari e prevede spese in conto capitale fino a 135 miliardi nel 2026 per l’infrastruttura IA, quasi il doppio dell’anno precedente.
  • L’azienda ha ristrutturato la divisione IA nominando Alexandr Wang (Scale AI) come Chief AI Officer e creando TBD Lab per sviluppare nuovi modelli in grado di competere con OpenAI e Google.
  • Reality Labs ha perso 19,1 miliardi nel 2025 con ricavi di soli 2,2 miliardi; Meta sta spostando gli investimenti dal metaverso verso occhiali smart e wearable basati sull’IA.
Tempo di lettura: 3 minuti

I numeri hanno regalato a Mark Zuckerberg un po’ di tempo in più. Meta ha infatti chiuso il quarto trimestre 2025 con ricavi record di 59,9 miliardi di dollari, in crescita del 24% su base annua, e un utile netto di 22,8 miliardi. Entrambi sono sopra le attese degli analisti.

Il titolo è balzato del 10% nelle contrattazioni after-hours, un’inversione netta rispetto al crollo dell’11% che aveva seguito la trimestrale di ottobre, quando gli investitori avevano punito l’azienda per i piani di spesa giudicati eccessivi.

Il fondatore di Facebook attribuisce la crescita ai “miglioramenti delle prestazioni guidati dall’IA”, che stanno già potenziando il business pubblicitario attraverso sistemi di raccomandazione più efficaci. Secondo Zuckerberg, peraltro, siamo solo all’inizio: “I nostri sistemi attuali sono primitivi rispetto a ciò che sarà presto possibile”.

La previsione per il trimestre in corso, tra 53,5 e 56,5 miliardi di ricavi, conferma l’ottimismo. “Stiamo assistendo a una grande accelerazione dell’IA. Mi aspetto che il 2026 sarà un anno in cui questa ondata accelererà ancora di più”.

Spese da record nella corsa all’IA

Questa accelerazione però ha un prezzo. Meta ha annunciato spese in conto capitale tra 115 e 135 miliardi di dollari per il 2026, quasi il doppio dei 72 miliardi spesi nel 2025.

Per avere un ordine di grandezza, Google, il principale concorrente nella corsa all’IA, l’anno scorso ha investito 93 miliardi. Se le previsioni verranno rispettate, Meta potrebbe superarlo.

Al centro di questa espansione c’è Meta Compute, l’iniziativa annunciata a inizio mese per costruire un’infrastruttura di data center senza precedenti. L’obiettivo dichiarato da Zuckerberg è ambizioso: “Decine di gigawatt di capacità in questo decennio, e centinaia di gigawatt nel tempo”. Piccolo dettaglio: un singolo gigawatt di capacità costa decine di miliardi di dollari e richiede elettricità equivalente alla produzione di un reattore nucleare.

Per sostenere questa espansione, l’azienda sta anche investendo nello sviluppo di chip proprietari e in strumenti di coding basati sull’IA per aumentare la produttività dei propri ingegneri. Le spese totali previste per il 2026 oscillano tra 162 e 169 miliardi di dollari.

Una nuova squadra per recuperare il ritardo

I miliardi, però, non bastano. Meta ha riconosciuto implicitamente di essere rimasta indietro rispetto a OpenAI e Google ristrutturando in profondità la propria divisione IA.

Lo scorso giugno, l’azienda ha investito 14,3 miliardi in Scale AI e ha nominato il suo CEO, Alexandr Wang, come nuovo Chief AI Officer. Accanto a lui è arrivato Nat Friedman, ex CEO di GitHub. Insieme guidano TBD Lab, il nuovo gruppo incaricato di sviluppare i prossimi modelli di linguaggio.

La riorganizzazione ha segnato anche l’uscita di Yann LeCun, storico capo scientifico dell’IA di Meta, che dopo aver lasciato l’azienda ha criticato pubblicamente la “mentalità da gregge” delle aziende americane, troppo concentrate sui large language model.

Il primo test per la nuova leadership sarà il modello atteso nella prima metà dell’anno. Zuckerberg però ha messo le mani avanti: “Mi aspetto che i nostri primi modelli siano buoni, ma soprattutto che mostrino la traiettoria rapida su cui siamo”.

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Acquisizioni e diplomazia dei data center

Meta non si limita a costruire internamente. A gennaio ha acquisito Manus, startup di Singapore specializzata in agenti IA, per 2 miliardi di dollari.

L’operazione arriva però in un contesto antitrust ancora incerto: a novembre un giudice federale ha assolto Meta dalle accuse di monopolio per le acquisizioni di WhatsApp e Instagram, ma la FTC ha annunciato l’appello, come abbiamo raccontato.

Se la sentenza venisse ribaltata, le future acquisizioni diventerebbero molto più rischiose. Nel frattempo, le autorità cinesi stanno esaminando l’acquisizione di Manus per possibili violazioni dei controlli sulle esportazioni di tecnologia.

La dimensione geopolitica degli investimenti nell’IA di Meta emerge anche dalla nomina di Dina Powell McCormick come nuova presidente e vicepresidente. Ex consigliera di Donald Trump nella prima amministrazione e banchiera di Goldman Sachs, il suo mandato è esplicito: costruire partnership con i governi di tutto il mondo per finanziare e distribuire i nuovi data center. L’infrastruttura dell’IA, ormai, richiede anche una diplomazia dedicata.

Il metaverso affonda, i wearable decollano

Mentre l’IA assorbe risorse crescenti, il metaverso viene progressivamente smantellato. Reality Labs, la divisione che sviluppa visori e mondi virtuali, ha perso 19,1 miliardi di dollari nel 2025 (più dei 17,7 miliardi bruciati nel 2024), a fronte di ricavi per soli 2,2 miliardi.

Zuckerberg prevede perdite simili anche nel 2026, definendolo “probabilmente il picco, prima di iniziare a ridurle gradualmente”.

I segnali del ridimensionamento sono evidenti: licenziamenti del 10% nella divisione, chiusura di diversi studi di sviluppo VR e ritiro dell’app Workrooms, lo spazio virtuale che avrebbe dovuto rivoluzionare le riunioni aziendali.

La nuova priorità sono gli occhiali smart e i wearable basati sull’IA: i Meta Ray-Ban hanno triplicato le vendite nel 2025.

Fonti: Financial Times, The New York Times, TechCrunch

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