Chi è Leopold Aschenbrenner, il “profeta dell’IA” che ha perso 35 miliardi in pochi giorni

by | 3 Ago 2026 | Business, IA

Leopold Aschenbrenner.
Riassunto IA
  • Situational Awareness era passato da circa 225 milioni a 45 miliardi di dollari di attività, anche grazie a una leva finanziaria che permetteva di investire tre o quattro dollari presi in prestito per ogni dollaro di capitale.
  • Il crollo dei titoli legati ai chip e alle infrastrutture per l’IA ha provocato richieste di nuove garanzie e costretto il fondo a vendere gran parte delle azioni a Citadel.
  • Il fondo conserva una partecipazione miliardaria in Anthropic. Aschenbrenner ha inoltre sposato Avital Balwit, capo di gabinetto di Dario Amodei..
Tempo di lettura: 6 minuti

Sosteneva di essere una delle poche persone al mondo capaci di vedere con chiarezza il futuro dell’intelligenza artificiale. Non è riuscito, però, a prevedere come si sarebbe mosso il mercato.

Leopold Aschenbrenner, ex ricercatore di OpenAI e autore di uno dei manifesti più discussi nella Silicon Valley, è diventato la vittima più illustre del crollo dei titoli legati all’IA. Il suo hedge fund Situational Awareness, arrivato all’inizio di luglio a detenere attività per circa 45 miliardi di dollari, è rimasto infatti con poco più di 10 miliardi dopo essere stato costretto a liquidare gran parte delle proprie scommesse azionarie.

In pochi giorni sono dunque spariti dal portafoglio circa 35 miliardi di dollari. Questo non significa necessariamente che gli investitori abbiano perso 35 miliardi di capitale netto: la cifra comprendeva anche le posizioni costruite con denaro preso in prestito. Rappresenta però con efficacia la velocità con cui una delle operazioni finanziarie più spettacolari del boom dell’IA si è sgonfiata.

A giugno Situational Awareness dichiarava un guadagno del 439% dall’inizio dell’anno. A luglio ha perso il 67%. I rendimenti accumulati nei mesi precedenti erano stati talmente elevati che, nonostante il tracollo, alla fine del mese il fondo risultava ancora in positivo di circa l’80% nel 2026.

Aschenbrenner ha però comunicato agli investitori di avere azzerato il ricorso al denaro preso in prestito: dopo le vendite forzate, il fondo dunque non utilizza più la leva finanziaria.

Aschenbrenner: da 225 milioni a 45 miliardi

Aschenbrenner aveva fondato Situational Awareness nel 2024, poco dopo avere lasciato OpenAI. Grazie alla fama ottenuta con i suoi scritti sull’intelligenza artificiale, era riuscito a raccogliere circa 225 milioni di dollari da alcuni dei nomi più importanti della Silicon Valley.

Tra i primi finanziatori figuravano Patrick e John Collison, fondatori di Stripe, l’ex amministratore delegato di GitHub, Nat Friedman, e l’investitore Daniel Gross. Successivamente era arrivato anche il sostegno di Jane Street, una delle società di trading quantitativo più influenti e riservate di Wall Street.

Il fondo investiva soprattutto nelle società che avrebbero dovuto beneficiare della corsa all’IA: produttori di memorie e semiconduttori, fornitori di energia, gestori di centri dati e aziende specializzate nell’infrastruttura informatica.

L’intuizione di fondo era semplice. Anche senza sapere quale sviluppatore avrebbe prodotto il miglior modello, Aschenbrenner riteneva possibile guadagnare investendo in tutto ciò che sarebbe servito per addestrarlo: chip, memoria, elettricità, reti e capacità di calcolo.

Per un certo periodo la strategia ha funzionato oltre ogni aspettativa. Prima del crollo, Situational Awareness aveva ottenuto un rendimento superiore al 1.000% dalla sua nascita. Le comunicazioni trimestrali del fondo erano diventate una sorta di guida agli investimenti nell’IA, studiate online per scoprire su quali società stesse puntando il giovane “profeta”.

Cos’è la leva finanziaria

La crescita non dipendeva soltanto dall’aumento del valore delle azioni. Situational Awareness faceva un uso molto aggressivo della leva finanziaria, vale a dire del denaro preso in prestito per investire somme superiori a quelle realmente possedute.

Il meccanismo può essere spiegato con un esempio semplificato. Un investitore dispone di 100 euro, ne prende in prestito altri 300 e acquista azioni per un totale di 400 euro. Se quelle azioni salgono del 10%, il guadagno è di 40 euro: rispetto ai 100 euro iniziali, il rendimento diventa del 40%.

Il problema è che la moltiplicazione funziona anche al contrario. Se le azioni perdono il 10%, la perdita è sempre di 40 euro, cioè il 40% del capitale iniziale. Un ribasso del 25% può cancellare completamente i 100 euro di partenza, mentre il denaro preso in prestito deve comunque essere restituito.

Secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, Situational Awareness arrivava ad aggiungere tre o quattro dollari presi in prestito per ogni dollaro di capitale, e in alcuni casi anche di più. Era un livello di leva particolarmente elevato per un portafoglio composto da titoli tecnologici molto volatili.

Quando azioni come SK Hynix, CoreWeave, SanDisk e altri titoli legati alle infrastrutture per l’IA hanno iniziato a calare, le banche che avevano finanziato il fondo hanno chiesto nuove garanzie. È la cosiddetta “margin call”, o richiesta di margine: chi ha prestato il denaro vuole che l’investitore aggiunga capitale per compensare la perdita di valore delle azioni. Se non può farlo, deve vendere.

Situational Awareness si è così trovato costretto a liberarsi delle proprie partecipazioni proprio mentre i prezzi stavano scendendo e la liquidità sul mercato diminuiva. Gran parte del portafoglio azionario è stata ceduta a condizioni favorevoli per l’acquirente a Citadel, il colosso finanziario fondato da Ken Griffin, specializzato anche nell’acquisto di attività da venditori in difficoltà.

La vicenda mostra perché una previsione corretta sul lungo periodo può comunque produrre un disastro finanziario. Aschenbrenner può tranquillamente avere ragione sulla crescita futura dell’IA, ma la leva non concede il tempo necessario per aspettare che la previsione si realizzi.

Il giovane prodigio passato da FTX e OpenAI

Aschenbrenner è nato in Germania da genitori medici e si è trasferito negli Stati Uniti. Ha saltato diverse classi, si è diplomato a 15 anni e ha concluso gli studi alla Columbia University a 19 anni come migliore studente del proprio corso.

Già durante l’università si occupava delle conseguenze di lungo periodo delle nuove tecnologie. Uno dei suoi lavori accademici era intitolato Existential Risk and Growth, “Rischio esistenziale e crescita”.

Alla Columbia ha contribuito anche alla nascita della sezione universitaria dell’Effective Altruism, l’altruismo efficace. All’interno di questo movimento si era diffusa l’idea dell’“earning to give”, ossia scegliere carriere molto redditizie per poter destinare una parte consistente dei guadagni alle cause considerate più utili per l’umanità.

Quella rete di rapporti lo portò a lavorare al Future Fund di FTX, il braccio filantropico dell’impero delle criptovalute guidato da Sam Bankman-Fried. Aschenbrenner lasciò quell’esperienza prima che il gruppo crollasse e il suo fondatore venisse incarcerato.

Nel 2023 entrò nel team Superalignment di OpenAI, guidato da Ilya Sutskever e incaricato di studiare come mantenere sotto controllo sistemi di intelligenza artificiale sempre più potenti.

Dopo un’intrusione informatica nei sistemi della società, Aschenbrenner scrisse una nota al consiglio di amministrazione nella quale sosteneva che le misure di sicurezza non erano sufficienti a impedire il furto di informazioni da parte di potenze straniere, indicando in particolare la Cina.

OpenAI lo licenziò nel 2024, accusandolo di avere condiviso impropriamente informazioni riservate. Aschenbrenner ha sempre contestato questa ricostruzione, sostenendo di essere stato allontanato dopo avere cercato di richiamare l’attenzione sui problemi di sicurezza dell’azienda.

Il manifesto che conquistò la Silicon Valley

Poche settimane dopo l’uscita da OpenAI, Aschenbrenner pubblicò Situational Awareness: The Decade Ahead, un saggio di 165 pagine destinato a diventare una lettura di riferimento negli ambienti tecnologici statunitensi.

La sua tesi era che l’intelligenza artificiale generale potesse arrivare entro pochi anni e che governi, aziende e opinione pubblica stessero sottovalutando la velocità della trasformazione.

Secondo Aschenbrenner, soltanto poche centinaia di persone, concentrate soprattutto nei laboratori di IA e a San Francisco, avevano realmente compreso ciò che stava per accadere. “Tra non molto il mondo si sveglierà”, scriveva.

Il fondo prese lo stesso nome del manifesto. In questo modo una previsione sul futuro dell’IA diventò una strategia di investimento: se la domanda di capacità di calcolo fosse esplosa, Situational Awareness avrebbe guadagnato dalle società incaricate di costruire l’infrastruttura necessaria.

Il crollo non ha necessariamente smentito quella previsione. Ha però mostrato la differenza tra avere un’idea sul futuro e saper gestire i rischi necessari per arrivarci.

Il ‘sospetto’ Anthropic

Dopo la vendita delle azioni quotate, una parte consistente di ciò che resta di Situational Awareness è rappresentata da investimenti in società private. Il più importante è una partecipazione da diversi miliardi di dollari in Anthropic, la società che sviluppa Claude e uno dei principali concorrenti di OpenAI.

Secondo il Wall Street Journal, il fondo aveva preso in considerazione anche la vendita di una quota di Anthropic valutata circa 3,5 miliardi di dollari a un gruppo di investitori guidato da Greenoaks e Sequoia Capital, salvo poi ritirarsi dall’operazione.

A rendere la situazione più delicata c’è il rapporto personale tra Aschenbrenner e Avital Balwit, capo di gabinetto dell’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei. Balwit non ricopre un incarico marginale: è la principale collaboratrice del fondatore e, secondo recenti ricostruzioni, la sua unica dipendente diretta.

Aschenbrenner e Balwit si sono sposati proprio nel fine settimana in cui il fondo stava affrontando il momento più grave della sua storia, con gli invitati che arrivavano mentre Wall Street preparava la liquidazione delle posizioni. Il testo e le fonti disponibili non presentano prove di conflitti d’interesse, scambi di informazioni riservate o altre irregolarità. Sarebbe quindi scorretto suggerire che l’investimento in Anthropic sia nato da informazioni privilegiate.

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La concentrazione di miliardi di dollari nella società in cui la moglie occupa una posizione così vicina all’amministratore delegato offre però inevitabilmente spazio a una lettura più maliziosa. Il giovane investitore che diceva di conoscere meglio di quasi tutti il futuro dell’IA ha conservato, dopo la liquidazione delle altre scommesse, proprio la partecipazione nell’azienda alla quale è più strettamente legato anche sul piano personale.

Fonte: CNBC

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