Leonardo ha annunciato un ambizioso piano per il lancio di quasi 40 satelliti entro il 2028, con l’obiettivo di fornire ai governi europei un’alternativa a Starlink, il sistema di connessione satellitare di Elon Musk.
Il progetto, che prevede la messa in orbita di 18 satelliti militari e 20 civili multisensore, si inserisce in un contesto di crescente spesa per la difesa in Europa e consentirà all’azienda italiana di consolidare il suo ruolo nel settore spaziale e della sicurezza nazionale.
Un’alternativa europea a Starlink
“La domanda di servizi satellitari end-to-end è in forte aumento in tutto il mondo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, sottolineando l’importanza della costellazione per applicazioni che spaziano dalla climatologia all’agricoltura, dalla sorveglianza delle infrastrutture alla sicurezza e alla difesa.
Il costo complessivo del progetto è di circa 1,35 miliardi di euro, con 900 milioni destinati ai satelliti militari, finanziati in gran parte dal Ministero della Difesa italiano, e 450 milioni per quelli civili, coperti direttamente dall’azienda. Leonardo avrà inoltre “pieno controllo” sulla gestione dei dati generati dalla costellazione.
Il piano risponde anche a una preoccupazione politica sollevata dal governo italiano.
A gennaio, la premier Giorgia Meloni aveva lamentato la mancanza di “alternative pubbliche” a Starlink e avviato colloqui con Musk per un accordo da 1,5 miliardi di dollari, che ha suscitato critiche da parte dell’opposizione.
L’iniziativa di Leonardo potrebbe quindi offrire una soluzione europea e indipendente alle esigenze di connettività satellitare.
Leonardo, una crescita trainata dalla difesa
L’annuncio di Leonardo rientra nell’aggiornamento del suo piano industriale quinquennale e arriva in un momento in cui l’azienda prevede una forte espansione del settore difesa, in particolare nell’elettronica militare e negli elicotteri.
Per il 2025, il gruppo stima ordini per 21,1 miliardi di euro e ricavi per 18,6 miliardi, con un margine operativo lordo di 1,66 miliardi. Le proiezioni per il 2029 indicano una crescita ancora più marcata, con ordini per 26,2 miliardi e ricavi per 24 miliardi.
Nel 2023, Leonardo ha registrato ordini per 20,9 miliardi di euro, ricavi per 17,8 miliardi, un utile operativo rettificato (EBIT) di 1,5 miliardi e un flusso di cassa libero di 830 milioni.
La crescita prevista nei prossimi anni è dunque evidente e potrebbe esserlo ancora di più in quanto non include l’impatto dell’aumento della spesa militare europea. Come sottolineato dall’azienda, molti paesi stanno ancora definendo i nuovi bilanci e i relativi ordini richiederanno tempo per concretizzarsi.
L’aumento della spesa militare in Europa rappresenta allora un’opportunità per Leonardo, anche se gli effetti di questo trend si vedranno nel tempo.
Secondo Cingolani, ogni punto percentuale aggiuntivo nella spesa per la difesa dell’Italia potrebbe generare fino a tre miliardi di euro di nuove opportunità per l’azienda.
Per far fronte alla crescita della domanda, Leonardo lancerà un “programma dedicato” per potenziare la propria capacità produttiva e ha già stretto accordi strategici con colossi del settore come Rheinmetall in Germania e Baykar Technologies in Turchia.
Un altro tassello fondamentale della strategia di sviluppo sarà il Global Combat Air Programme (GCAP), il progetto con Regno Unito e Giappone per la realizzazione di un caccia stealth di sesta generazione entro il 2035.
Verso una nuova leadership spaziale
Oltre a rafforzare il proprio ruolo nel comparto militare, Leonardo punta a diventare un leader europeo nel settore spaziale.
L’azienda ha individuato un partner internazionale per rilanciare la sua divisione Aerostrutture, attualmente in perdita, trasformandola in un player globale capace di espandersi nel settore della difesa.
L’azienda non ha rivelato il nome del partner, citando clausole di riservatezza ma ha promesso ulteriori dettagli entro la fine dell’anno.
Nel frattempo, gli investitori hanno accolto con favore le nuove prospettive di crescita: il consiglio di amministrazione ha annunciato un incremento del dividendo per il 2025 a 0,52 euro per azione, quasi raddoppiato rispetto allo scorso anno.


