Apple sotto pressione: KeyBanc riduce le aspettative sulla crescita

by | 26 Ott 2024 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

La notizia che ci apprestiamo ci pare importante non tanto per il fatto in sé, quanto per quello che sottende. Ossia che il lancio dell’iPhone 16, come abbiamo più volte scritto, è stato decisamente debole. E sta dando i suoi (indesiderati) risultati per Tim Cook.

KeyBanc Capital Markets ha infatti emesso un giudizio inaspettatamente ribassista su Apple, ridimensionando le prospettive di crescita di un colosso che, negli ultimi anni, è stato sempre visto come una delle forze trainanti del mercato tecnologico.

KeyBanc: “Obiettivi irrealistici”

Secondo l’analista Brandon Nispel, la visione di una ripresa generalizzata per Apple, su tutti i fronti, appare irrealistica e troppo ambiziosa.

Il downgrade da “sector weight” a “underweight” riflette una convinzione precisa. E cioè che le aspettative di una crescita record nel 2025, superiore a quella degli ultimi tre anni, sono “aggressive” e poco probabili, considerando l’attuale situazione economica e la competizione sempre più serrata.

Il posizionamento ribassista di KeyBanc rappresenta un cambio di rotta significativo. E il mercato ha reagito senza scossoni, con le azioni Apple che hanno registrato solo un lieve rialzo a Wall Street dopo la nota di KeyBanc.

La preoccupazione aleggia però tra gli investitori: Apple, pur restando una delle aziende più stabili e solide del Nasdaq 100, sta iniziando a mostrare segni di rallentamento rispetto alle aspettative.

Una crescita difficile da mantenere

Secondo Nispel, il problema principale risiede nelle attese di una crescita simultanea su tutte le linee di prodotto e nelle diverse aree geografiche in cui opera Apple.

“Apple è un’azienda impressionante”, afferma l’analista, “ma crediamo che le aspettative di una nuova accelerazione della crescita siano irrealistiche”.

Analizzando i dati storici, Nispel evidenzia che Apple è riuscita a crescere contemporaneamente in tutti i segmenti solo una volta negli ultimi dieci anni e due volte negli ultimi venti.

Sul fronte geografico, solo in tre occasioni l’azienda ha visto aumentare i profitti in tutte le cinque regioni di vendita in un solo anno.

Questa rarità storica fa apparire come un’illusione la possibilità che Apple riesca a centrare l’obiettivo nel 2025.

Il rischio di cannibalizzazione dell’iPhone SE

Un altro punto critico riguarda il lancio dell’iPhone 16, le cui vendite hanno registrato un aumento del 20% in Cina nelle prime tre settimane, rispetto al modello 2023, secondo i dati di Counterpoint Research.

Si tratta dii un risultato incoraggiante che, però, non basta a rassicurare KeyBanc. Infatti, l’azienda è prossima alla produzione di una nuova versione dell’iPhone SE, uno smartphone dal prezzo più accessibile, destinato a competere nel segmento medio-basso del mercato.

Questo nuovo dispositivo, secondo Nispel, potrebbe avere un effetto “cannibalizzante” sulle vendite dell’iPhone 16, attrattivo per i consumatori attenti al budget che potrebbero optare per il modello SE anziché l’ultimo modello di punta.

Un mercato con aspettative troppo elevate?

Secondo KeyBanc, gli investitori sembrano sovrastimare le possibilità di Apple di raggiungere i propri obiettivi di vendita per i prossimi anni. Il prezzo delle azioni, infatti, è scambiato a un livello storicamente elevato rispetto ai competitor e al mercato complessivo.

La nota di KeyBanc lascia intendere che il titolo potrebbe avere difficoltà a superare ulteriori aspettative e che, per mantenere un andamento positivo, Apple dovrebbe ottenere risultati “significativamente superiori alle aspettative”, una condizione che Nispel giudica improbabile.

Quali scenari per Apple?

Apple si prepara a riportare i risultati del terzo trimestre il 31 ottobre, e il mercato guarda con apprensione i dati, soprattutto per verificare se l’iPhone tornerà a crescere dopo due trimestri consecutivi di calo nelle vendite.

La pressione su Cupertino continua dunque a intensificarsi, e il focus si sposta inevitabilmente sulle strategie future dell’azienda. Saranno sufficienti i nuovi lanci di prodotto, come l’iPhone 16 e la revisione dell’iPhone SE, a sostenere la crescita in un mercato sempre più saturo?

E soprattutto, riuscirà Apple a soddisfare gli investitori che sembrano non accettare rallentamenti per uno dei marchi più iconici al mondo?

Con una valutazione ribassista e un target di prezzo tra i più bassi di Wall Street, fissato a 200 dollari, KeyBanc invita alla cautela, spingendo gli investitori a rivedere le proprie aspettative su un titolo che, per continuare a brillare, potrebbe dover puntare a obiettivi più realistici.

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