Ventidue anni, americano e appassionato di programmazione, Jack Sweeney ha acquisito fama nel 2022 per aver creato dei bot di Twitter in grado di tracciare i jet privati di oligarchi russi e personalità di spicco. Tra queste c’era anche Elon Musk, al quale era dedicato l’account ElonJet.
Il magnate sudafricano non l’ha mai presa bene e dopo averlo accusato di pubblicare “coordinate per assassinii” (effettivamente iniziavò a trovare gente che lo aspettava agli aeroporti), lo ha bandito dalla sua piattaforma. Alla quale Sweeney è tornato con un account che condivide ancora dati sul jet privato di Musk ma con un ritardo di 24 ore.
L’intraprendente sviluppatore americano gestisce account multipli su Threads, Instagram, Facebook, Bluesky e altre piattaforme social dedicate ai dati di volo delle figure pubbliche. E per trarre un guadagno dalle sue capacità ha fondato JetNet, una società che offre servizi di tracciamento di voli a pagamento. Il suo operato è divisivo: da un lato c’è chi lo critica, come Musk, accusandolo di essere uno “stalker”; dall’altro c’è chi lo addita ad esempio di come la tecnologia possa essere usata per monitorare i potenti e promuovere la trasparenza.
Al di là di quale possa essere il vostro orientamento al riguardo, il motivo per cui ci troviamo oggi a scrivere di Sweeney è la lettera che gli hanno fatto recapitare gli avvocati di Taylor Swift, minacciando azioni legali. In essa, secondo quanto riportato dal Washington Post, gli viene intimato il più classico dei “cease and desist”, affermando che i suoi account sui social media causerebbero alla cantante “danni diretti e irreparabili, oltre a stress emotivo e fisico”. A meno che Sweeney non interrompa il “comportamento di stalking e molestie”, sostiene la comunicazione, l’artista “non avrà altra scelta se non perseguire tutte le possibili soluzioni legali”.
“Penso sia importante sottolineare che non ho alcuna intenzione di causare danni. In realtà penso che Swift abbia alcune buone canzoni. Credo nella trasparenza e nelle informazioni pubbliche”, ha scritto Sweeney in una email a The Verge, che ha ripreso la notizia. Gli account, sostiene il ragazzo, condividono informazioni già pubblicamente disponibili tramite la Federal Aviation Administration e i segnali trasmessi dai jet privati. Lui, e questa è la sua tesi difensiva, ne rende solamente più facile l’accesso pubblicandoli sui social media.
Insieme ai dati su modelli di atterraggio e decollo dei jet privati, Sweeney pubblica anche stime sull’utilizzo del carburante e sulle emissioni di gas serra dei voli. Dati diventati per alcuni attivisti ecologici particolarmente importanti dopo che Greta Thunberg intraprese un viaggio di due settimane via mare per partecipare al Vertice sul Clima delle Nazioni Unite a New York nell’agosto del 2019. L’obiettivo era ridurre le sue emissioni di gas serra, lanciare un messaggio forte sull’urgente necessità di affrontare la crisi climatica e ispirare altri a seguire il suo esempio e a fare scelte più sostenibili.
Una relazione del 2022 sulle celebrità con le maggiori impronte di carbonio a causa dei loro voli ha posizionato proprio la Swift in cima alla lista. “Il jet di Taylor viene regolarmente prestato ad altre persone. Attribuire la maggior parte o tutti questi viaggi a lei è palesemente scorretto”, risposero i rappresentanti di Swift all’epoca. Ma Sweeney, nella sua email a The Verge, la pensa diversamente: “Le dichiarazioni del suo team si contraddicono direttamente. E ciò che mi sta accadendo è stranamente simile a quando Musk nel dicembre del 2022 twittò dicendo che avrebbe intrapreso azioni legali contro di me”.


