La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si sta avvicinando alla fine della sua vita operativa con crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza.
Recentemente, l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha identificato quattro crepe e circa 50 aree “a rischio” in una sezione russa della stazione, un problema che ha spinto la NASA a classificare la questione al livello massimo di pericolosità.
Di conseguenza, entrambe le agenzie stanno lavorando a piani di emergenza per garantire la sicurezza degli astronauti, tra cui un possibile piano di evacuazione in caso di emergenza.
Perdite d’aria e aree critiche: i rischi per la sicurezza
Le perdite d’aria nella sezione russa sono diventate una questione di crescente preoccupazione per la NASA e Roscosmos, che collaborano nella gestione della ISS.
Le crepe sono state individuate in un piccolo modulo che conduce a un porto utilizzato dalle navette cargo russe, e sono state tamponate con una combinazione di sigillante e saldature.
Tuttavia, il rischio non è stato del tutto eliminato. James Free, amministratore associato della NASA, ha confermato che le agenzie spaziali sono in costante contatto, sottolineando la gravità della situazione: “Abbiamo espresso più volte la serietà del problema delle perdite, anche durante la mia visita in Russia all’inizio di quest’anno”.
Il problema principale riguarda la sicurezza dell’equipaggio. In caso di un’improvvisa emergenza, come un ulteriore aumento del tasso di perdita d’aria, gli astronauti potrebbero dover evacuare la stazione rapidamente.
Per ridurre questo rischio, NASA ha raggiunto un accordo con Roscosmos per limitare il tempo in cui il portello che collega il modulo incriminato è aperto, mantenendolo chiuso durante le ore notturne e aperto solo durante le operazioni critiche.
Un piano d’emergenza per gli astronauti statunitensi
A complicare la situazione è il fatto che la stazione spaziale ospita attualmente 11 persone. NASA ha già commissionato un piano d’emergenza a SpaceX per garantire che gli astronauti americani possano evacuare in sicurezza, anche nel caso in cui si trovino nella sezione statunitense della ISS.
In particolare, l’agenzia spaziale si è preoccupata di come l’astronauta Tracy Dyson, che era arrivata alla stazione a bordo di una navetta russa Soyuz, avrebbe potuto evacuare utilizzando una navetta SpaceX Dragon, più facilmente accessibile dalla sezione statunitense.
Il piano di evacuazione include un contratto da 266.000 dollari assegnato a SpaceX per elaborare una strategia d’emergenza che garantisca un ritorno sicuro per gli astronauti statunitensi. Questo intervento è stato reso necessario dal continuo lavoro di rilevamento delle perdite e dalle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza.
ISS, i ricambi sono sempre meno
La ISS, ormai operativa da oltre 25 anni, ha superato di un decennio la sua vita operativa prevista.
Secondo i piani attuali, la stazione dovrebbe essere dismessa entro il 2031 ma i problemi di manutenzione e le crescenti necessità di riparazione rendono il suo futuro sempre più incerto.
Un recente rapporto dell’Ufficio dell’Ispettore Generale della NASA ha individuato ben 588 componenti della stazione che stanno operando oltre la loro vita utile prevista.
L’obsolescenza della stazione rappresenta una sfida significativa. E le perdite d’aria sono solo un esempio delle complicazioni tecniche che potrebbero peggiorare nei prossimi anni.
Reperire parti di ricambio è infatti diventato sempre più difficile, poiché i fornitori specializzati stanno cessando la produzione. Un esempio recente riguarda la mancanza di una pompa per il sistema di trattamento delle urine della stazione, che ha costretto l’equipaggio a utilizzare soluzioni di stoccaggio temporanee fino all’arrivo di una nuova pompa il mese successivo.
Il futuro della presenza umana in orbita bassa
Col pensionamento della ISS all’orizzonte, NASA spera che progetti commerciali possano prendere il suo posto.
Aziende come Axiom Space, Blue Origin, Voyager Space e altre sono attivamente coinvolte nello sviluppo di stazioni spaziali commerciali, che potrebbero sostituire la ISS nei prossimi anni. Tuttavia, non è ancora chiaro se queste nuove strutture saranno pronte in tempo.
Se i sostituti commerciali non saranno pronti entro il 2031, NASA potrebbe essere costretta a estendere ancora una volta la vita operativa della ISS. Una tale estensione richiederebbe però finanziamenti significativi e l’accettazione di un livello di rischio crescente, derivante dall’invecchiamento della struttura e dei suoi componenti.
Le crepe e le perdite d’aria segnalate sono un chiaro segnale che la ISS sta invecchiando e che le sfide tecniche sono destinate ad aumentare.
Resta da vedere se la stazione potrà continuare a operare in sicurezza fino alla sua dismissione e se le nuove stazioni spaziali commerciali riusciranno a prendere il suo posto in tempo.


