L’Unione Europea ha compiuto un passo decisivo verso l’indipendenza tecnologica nello spazio, siglando un accordo per lo sviluppo della costellazione IRIS², un progetto da 10,6 miliardi di euro che punta a rivaleggiare con Starlink di SpaceX.
Entro il 2030, 290 satelliti garantiranno connettività sicura a governi, aziende private e cittadini europei, colmando le zone d’ombra dove la rete è assente e assicurando al continente un’infrastruttura resiliente e all’avanguardia.
IRIS², l’alternativa a Starlink
La nuova costellazione, il cui nome esteso è Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite, rappresenta un’alternativa europea al predominio satellitare di Elon Musk.
A differenza di Starlink, che dal 2018 ha già lanciato circa 7.000 satelliti in orbita bassa per garantire copertura globale e bassa latenza, IRIS² si affiderà a una rete di 264 satelliti in orbita terrestre bassa e 18 in orbita media.
Questa scelta permetterà comunicazioni rapide e sicure con un numero ridotto di satelliti, come ha spiegato l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
A gestire lo sviluppo della costellazione sarà il consorzio SpaceRISE, un’alleanza strategica guidata dagli operatori europei SES, Eutelsat e Hispasat, con il supporto di importanti subappaltatori come Airbus e Deutsche Telekom.
Il contratto di concessione, della durata di 12 anni, coprirà le fasi di sviluppo, lancio e gestione operativa della rete satellitare.
Da Virkkunen a Rosenworcel
Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha sottolineato l’importanza strategica del progetto.
“Questa costellazione all’avanguardia proteggerà le nostre infrastrutture critiche, connetterà le aree più remote e aumenterà l’autonomia strategica dell’Europa”, ha dichiarato.
“Collaborando con il consorzio SpaceRISE, stiamo dimostrando il potere della collaborazione pubblico-privata per promuovere l’innovazione e fornire benefici concreti a tutti gli europei.”
L’iniziativa arriva in un contesto globale in cui la competizione satellitare si sta intensificando.
Già a settembre, Jessica Rosenworcel, presidente della Federal Communications Commission (FCC), aveva sottolineato l’importanza della concorrenza nel settore spaziale. “La nostra economia non trae beneficio dai monopoli… ogni mercato delle comunicazioni che vede competizione è più solido, osserviamo prezzi più bassi e maggiore innovazione, e, onestamente, lo spazio non dovrebbe essere un’eccezione.”
IRIS², dunque, non rappresenta solo un’opportunità tecnologica ma anche politica.
E con questa mossa, l’Europa prova ad affermarsi come protagonista nella corsa allo spazio, garantendo connettività e resilienza infrastrutturale in un mondo sempre più dipendente dai servizi satellitari.


