Il binomio Apple e IA sembra destinato a subire uno scossone significativo, rispetto a quanto precedentemente annunciato. A oggi, difatti, l’unica integrazione in tal senso prevista per i dispositivi della casa di Cupertino pareva limitata unicamente a ChatGPT.
Secondo Mark Gurman, giornalista specializzato in tecnologia in forza a Bloomberg, pare che Apple sia in procinto di svelare un ulteriore accordo nel corso dell’autunno, tramite il quale verrà ufficializzato il supporto a Google Gemini.
Se confermata, la notizia non lascerebbe del tutto sorpresi, dato che i rumor relativi all’approdo di Gemini sui chatbot per iOS 18 sono contemporanei a quelli che alludevano al modello linguistico di OpenAI.
Un accenno in tal senso era giunto anche per mezzo dello stesso Graig Federighi, Senior Vice President del Software Engineering di Apple, che aveva alimentato le voci relative a un accordo con Google proprio alla fine del keynote dell’azienda.
Secondo Gurman, gli accordi con terze parti non dovrebbero concludersi qua, dato che il giornalista suggerisce anche un coinvolgimento di Anthropic (startup americana di ricerca sull’intelligenza artificiale co-fondata nel 2021 da Dario Amodei e Daniela Amodei, ex ricercatori di OpenAI), con una partnership che potrebbe essere anche in questo caso ufficializzata nel corso del prossimo autunno.

L’app Gemini su di un telefono
A rimanere fuori dai giochi, sempre secondo Gurman, toccherebbe a Meta, il cui chatbot Llama non è stato ritenuto abbastanza buono da Apple, al punto da non prendere in considerazione una sua eventuale implementazione.
Secondo quanto riferito, Apple vuole rendere l’intelligenza artificiale una fonte di profitti diretti, non solo un insieme di funzionalità utili a spingere la vendita di prodotti hardware. Come parte di ciò, Gurman suggerisce che la società potrebbe eventualmente implementare le funzionalità di Apple Intelligence (un nuovo sistema di intelligenza artificiale proprietario, annunciato il 10 giugno 2024 e previsto in beta in autunno) solo in abbonamento.
Naturalmente si tratta di uno scenario ancora in divenire, dato che l’IA in questione sarà disponibile, almeno per il momento, solo per iPhone 15 Pro e Pro Max e resta da capire se le sue funzionalità saranno tali da spingere il passaggio agli ultimi modelli della compagnia.
In tal senso, gli accordi con i servizi di intelligenza artificiale di terze parti potrebbero fornire all’azienda il tempo necessario a perfezionare il proprio sistema di intelligenza artificiale generativa.


