Intel ha testato apparecchiature legate ad aziende cinesi sanzionate dagli USA

by | 12 Dic 2025 | Tech War

Tempo di lettura: 2 minuti

Intel avrebbe testato nel corso del 2025 strumenti per la produzione di chip forniti da ACM Research, azienda statunitense con una presenza operativa in Cina finita in parte sotto le sanzioni americane.

I test avrebbero riguardato due macchinari utilizzati per la rimozione delle impurità dai wafer di silicio, valutandoli per un possibile impiego nel processo produttivo più avanzato dell’azienda, previsto nel 2027.

Reuters, cui dobbiamo lo scoop che riportiamo in questa news, non ha trovato elementi che indichino violazioni delle normative statunitensi, né risulta che Intel abbia già deciso di integrare questi strumenti nella propria linea produttiva.

Eppure, la notizia è bastata a riaccendere un dibattito che va ben oltre la scelta di un fornitore.

Perché il caso Intel è diverso dagli altri

La vicenda pesa più di quanto potrebbe sembrare perché Intel è oggi parzialmente controllata dal governo degli Stati Uniti, attraverso i massicci programmi di sostegno pubblico avviati negli ultimi anni per ricostruire una filiera domestica dei semiconduttori.

Di conseguenza, l’idea che strumenti legati a un’azienda con unità sanzionate possano entrare anche solo in fase di valutazione nella linea più avanzata di Intel, ha immediatamente sollevato interrogativi di sicurezza nazionale.

I timori evocati dai cosiddetti ‘China hawks’ riguardano il possibile trasferimento di know-how tecnologico sensibile, la sostituzione progressiva di fornitori occidentali considerati affidabili e persino il rischio di interferenze o sabotaggi.

“Gli strumenti cinesi potrebbero essere facilmente manipolati, da remoto o fisicamente, per degradare o persino fermare la produzione di chip negli Stati Uniti”, ha dichiarato Chris McGuire, ex funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca.

Vale la pena ricordare che mesi fa Trump aveva chiesto le dimissioni dell’amministratore delegato Lip-Bu Tan, citando esplicitamente i suoi legami con la Cina. La vicenda si è poi chiusa con l’ingresso del governo statunitense nel capitale di Intel, con una partecipazione pari a circa il 10 per cento.

Resta però poco chiaro se i test sulle apparecchiature oggi riportati siano stati uno degli elementi che hanno innescato l’attacco politico del presidente o se si tratti di fatti successivi, emersi solo ora.

Il prezzo che pesa sulle scelte industriali

Il caso si inserisce in una fase di grande ambiguità della politica americana verso Pechino. Di fronte ai controlli cinesi sull’export di terre rare, il presidente Donald Trump ha infatti attenuato molte delle posizioni più rigide sull’export di chip verso la Cina, arrivando di recente ad autorizzare Nvidia a vendere nel Paese asiatico i suoi chip di intelligenza artificiale H200.

Questo cambio di clima ha reso ancora più nervoso il Congresso, dove deputati e senatori di entrambi i partiti hanno rilanciato una proposta di legge per impedire alle aziende che ricevono sussidi federali di utilizzare apparecchiature cinesi.

Sul fondo resta un elemento chiave: gli strumenti di ACM e delle controparti cinesi costano dal 20 al 30 per cento in meno rispetto a quelli di giganti storici come Applied Materials o Lam Research.

In un settore in cui ogni stabilimento richiede decine di miliardi di dollari, questa differenza di prezzo esercita una tentazione irrinunciabile sulle decisioni industriali.

ACM respinge ogni accusa, sostenendo che le sue operazioni statunitensi siano “separate e isolate” dall’unità di Shanghai, e che i clienti americani siano supportati esclusivamente da personale USA. Intel, dal canto suo, non ha commentato.

Il caso resta però emblematico: mentre Washington tenta di blindare la filiera dei semiconduttori per ragioni strategiche, il mercato continua a ricordarle che, anche nell’industria più geopolitica che esista, il prezzo conta sempre più di ogni altra cosa.

Fonte: Reuters

POTREBBE INTERESSARTI

moonshot kimi k3

Kimi K3 ha azzerato il vantaggio americano nell’IA?

Moonshot AI mostra che il distacco tra i due Paesi può essere recuperato rapidamente e mette sotto pressione prezzi, investimenti e restrizioni sui chip.

unione europea google

Bruxelles obbliga Google ad aprire Android ai rivali di Gemini

Tra privacy invocata da Google e scelta rivendicata da Bruxelles, la partita su Android entra nella fase finale.

nvidia

Nvidia dimezza la lista dei clienti asiatici per bloccare la fuga dei chip verso la Cina

Nvidia ha escluso oltre la metà dei clienti asiatici finora autorizzati all’acquisto dei suoi chip IA, dopo controlli molto più severi contro il contrabbando...
Musk vs Altman OpenAI

Musk e Altman tornano a scontrarsi su X

Musk rispolvera l’accusa di truffa contro Altman dopo la causa di Apple a OpenAI per furto di segreti industriali. Il CEO di OpenAI ribatte tirando in ballo i...
Google Android

Google e OpenAI vendono la loro intelligenza artificiale ai colossi cinesi in blacklist

OpenAI e Google continuano a fornire i propri modelli alle filiali di Alibaba, Baidu e Tencent registrate a Singapore, aggirando la lista nera del Pentagono. La legge...
Open AI ChatGPT

Il governo Usa “sblocca” GPT-5.6, OpenAI lo lancia giovedì

Il governo Usa toglie i vincoli imposti a GPT-5.6 dopo settimane di accesso contingentato. OpenAI lancia il nuovo modello giovedì, con la stessa cautela già riservata...
Robot killer

ONU: i robot killer vanno vietati per legge

Il segretario generale dell’ONU rilancia il divieto per le armi autonome capaci di scegliere e colpire da sole. Ma sul campo i robot da guerra sono già...
anthropic mythos

Anthropic chiude le falle nell’accesso a Claude da parte della Cina

Ant Financial e ByteDance aggiravano il divieto di Anthropic su Claude con conti aziendali a Singapore e rimborsi spese per VPN, ma adesso non possono più.

Claude Anthropic Apple

Anthropic: Fable 5 torna libero e debutta Sonnet 5

Il Dipartimento del Commercio USA revoca il blocco all’export su Fable 5. Nello stesso giorno Anthropic lancia Sonnet 5, il nuovo modello agentico a basso...
Zhipu AI cina

La Cina ha raggiunto Anthropic nella cybersicurezza

Mentre l’amministrazione Trump blocca l’accesso ai modelli di punta per ragioni di sicurezza, Zhipu e 360 Security mostrano capacità paragonabili a quelle...
Share This