Nonostante Intel si sforzi di tenere il passo dei concorrenti nella gara per l’intelligenza artificiale, venerdì il suo titolo ha registrato un calo superiore al 12% a seguito di previsioni poco incoraggianti sulle entrate del primo trimestre.
L’IA sta alimentando una crescita esponenziale delle richieste hardware e i produttori di chip per l’IA generativa sono stati tra i principali beneficiari nel nel 2023. Tutti tranne Intel, che secondo gli analisti sembra essere un caso a parte.
Le proiezioni negative di Intel, che resta uno dei principali produttori di chip per PC, hanno tra l’altro avuto un impatto negativo sull’intero settore. L’indice dei semiconduttori ha registrato una flessione del 2,7%, segnando il giorno peggiore in oltre tre settimane. E le quotazioni di altri importanti produttori di chip come Nvidia, Advanced Micro Devices, Qualcomm e Micron Technology, hanno registrato cali compresi tra l’1,3% e il 2,8%.
“Sembrerebbe che l’IA sia presente ovunque tranne che in casa Intel“, ha affermato Hans Mosesmann, analista di Rosenblatt Securities. Salvo aggiungere che l’assenza di una chiara strategia di crescita nell’ambito delle IA “suggerisce un altro, sì, ancora un altro anno di transizione”.
A seguito dei risultati di venerdì, con un prezzo di chiusura di 43,65 dollari ad azione, Intel ha visto il proprio valore di mercato erodersi di circa 24,9 miliardi di dollari. E sì che le sue azioni erano aumentate del 90% nel 2023. Il produttore di chip ha peraltro previsto ricavi per il trimestre in corso che potrebbero non raggiungere le aspettative di mercato per un valore di oltre 2 miliardi di dollari.
“C’è il rischio che Intel resti indietro mentre aziende come Nvidia e Advanced Micro Devices assumono un ruolo sempre più cruciale nel settore dell’IA, che richiede un’alta capacità di elaborazione dei dati,” ha concluso Russ Mould, direttore degli investimenti presso AJ Bell. I prossimi mesi ci diranno se Intel sarà ancora in gara.


