Lip-Bu Tan è pronto a prendere in mano Intel e a rilanciarla dopo anni di difficoltà. Il nuovo CEO dell’azienda americana, che tornerà ufficialmente in carica martedì, sta infatti pianificando una radicale riorganizzazione, con un focus sulla produzione di chip e sull’intelligenza artificiale.
Il suo piano prevede il ridimensionamento della burocrazia interna, tagli al personale e una strategia più aggressiva per conquistare nuovi clienti nel settore dei semiconduttori.
L’annuncio delle sue prime mosse, anticipate da Reuters, ha già avuto un effetto positivo sul mercato: dopo la pubblicazione del report, le azioni di Intel sono salite di oltre il 7% all’apertura del Nasdaq.
Intel, un’azienda da ricostruire
Negli ultimi dieci anni il colosso dei semiconduttori ha perso terreno rispetto ai concorrenti. Mentre Nvidia e Arm hanno dominato il settore dei processori AI e degli smartphone, la casa americana è rimasta indietro, incapace di intercettare i nuovi trend tecnologici.
La situazione finanziaria ne ha risentito: nel 2024 l’azienda ha registrato una perdita di 19 miliardi di dollari, la prima dal 1986.
Tan arriva con l’intenzione di cambiare rotta. La sua strategia prevede una revisione dell’approccio alla produzione, puntando su Intel Foundry, la divisione che realizza chip per clienti terzi.
Il problema, finora, è stato nella qualità del servizio: l’azienda di Santa Clara non è riuscita a garantire lo stesso livello di efficienza e affidabilità di TSMC, provocando ritardi e problemi nei test.
Tan è stato tra i primi a evidenziare queste criticità, dopo essere stato incaricato dal consiglio di amministrazione di analizzare i processi produttivi dell’azienda nel 2023.
Le dimissioni e il ritorno
Lo scorso anno, Tan aveva già proposto un piano di riorganizzazione ma il consiglio di amministrazione aveva deciso di non adottarlo. Questo ha portato alle sue dimissioni ad agosto, in aperta divergenza con il board.
Ora che è stato richiamato come CEO, avrà carta bianca per rivedere le scelte strategiche della società.
Uno degli obiettivi immediati sarà la riduzione del personale. Alla fine del 2024, Intel contava circa 109.000 dipendenti, dopo un taglio di circa 15.000 posti di lavoro.
Ma per Tan non è sufficiente: secondo le fonti interne, ritiene che l’azienda sia ancora troppo lenta nel prendere decisioni e che serva una struttura più snella per competere con rivali come Nvidia e TSMC.
La sfida dell’AI e i nuovi clienti
Intel dovrà anche rafforzare la sua posizione nel mercato dei chip per l’intelligenza artificiale.
Il nuovo piano prevede un rinnovato impegno nella produzione di processori per server IA e l’espansione verso nuovi settori, tra cui software e robotica.
Per avere successo, però, Tan dovrà convincere i grandi clienti a scegliere Intel come partner.
Secondo Reuters, Nvidia e Broadcom hanno già avviato test preliminari sui chip prodotti da Intel, mentre anche AMD sta valutando l’affidabilità della sua catena produttiva.
Se Tan riuscirà a ottenere contratti con almeno due grandi aziende, potrà dare una svolta al progetto Intel Foundry e riportare l’azienda a essere un punto di riferimento nel settore.
La strada, però, è lunga. L’azienda punta a un rilascio annuale di nuovi chip AI, sul modello di Nvidia, ma secondo fonti interne non sarà prima del 2027 che il produttore americano riuscirà a sviluppare un’architettura veramente competitiva.
Fino ad allora, il successo dipenderà dalla capacità di Tan di rendere la produzione più efficiente e attrarre clienti disposti a scommettere su Intel.


