Instagram ha annunciato nuove misure per contrastare il crescente fenomeno del “sextortion,” una forma di ricatto online che prende di mira principalmente gli adolescenti.
Meta ha dichiarato che le nuove impostazioni di sicurezza renderanno più difficile per i criminali accedere ai dati dei giovani utenti su Instagram.
Tra le novità annunciate, spicca la possibilità di nascondere le liste dei follower dei teenager ai potenziali ricattatori, oltre a un potenziamento delle risorse educative per aiutare i giovani a riconoscere i segnali di una truffa sessuale.
Il social network ha inoltre introdotto un video informativo che sarà mostrato agli adolescenti negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Australia, con l’obiettivo di sensibilizzare sul fenomeno del “sextortion.”
Contestualmente, la piattaforma attiverà automaticamente una nuova funzione chiamata “protezione dalla nudità” per gli account degli utenti più giovani a livello globale.
Questa opzione sfoca le immagini potenzialmente esplicite e interviene per evitare che i teenager condividano foto compromettenti.
Cos’è il sextortion
Questo crimine sfrutta immagini intime o conversazioni sessuali per estorcere denaro alle vittime, ed è in rapida espansione, secondo quanto riportato dalla stessa Meta.
Il “sextortion,” che coinvolge gruppi organizzati di criminali, spesso opera attraverso account creati ad hoc per adescare giovani utenti.
I truffatori cercano di costruire un rapporto di fiducia, fingendosi coetanei o connazionali, per poi convincere le vittime a inviare foto compromettenti. Una volta ottenute le immagini, minacciano di divulgarle pubblicamente a meno che non venga pagato un riscatto.
Secondo Antigone Davis, responsabile globale della sicurezza di Meta, uno degli aggiornamenti più rilevanti riguarda la disattivazione della funzione che permette di fare screenshot delle conversazioni temporanee, una modalità spesso utilizzata dai truffatori per acquisire materiale sensibile.
“Il sextortion è un crimine finanziario in evoluzione, e stiamo adattando le nostre piattaforme per rispondere a queste minacce,” ha dichiarato Davis in un’intervista. L’FBI ha segnalato un aumento del 20% dei casi che coinvolgono minorenni, con oltre 12.600 vittime identificate tra ottobre 2021 e marzo 2023.
Purtroppo, almeno 20 di questi casi si sono conclusi con il suicidio delle vittime.
L’intensificazione del sextortion è favorita anche dall’automazione, che permette ai criminali di contattare contemporaneamente un gran numero di potenziali vittime.
Le critiche a Meta
Queste modifiche giungono in un contesto di crescenti critiche e pressioni da parte di genitori, legislatori e attivisti per la sicurezza online dei minori. Da tempo, infatti, Meta è accusata di non fare abbastanza per proteggere gli adolescenti dai pericoli della rete.
Alcuni stati americani, come la Florida e l’Ohio, hanno già approvato leggi che limitano l’uso dei social media tra i più giovani, mentre altre autorità stanno chiedendo alle grandi aziende tecnologiche di assumersi una maggiore responsabilità legale per i contenuti presenti sulle loro piattaforme.
Per rispondere alle critiche, Meta ha anche lanciato un programma chiamato “Take It Down,” in collaborazione con il National Center for Missing & Exploited Children, che consente ai giovani di monitorare e rimuovere le loro immagini da alcuni siti web specifici.
Per molti esperti del settore, però, queste iniziative non sono sufficienti. “Meta sa da tempo che il sextortion avviene su larga scala ma questi interventi sembrano arrivare troppo tardi,” ha commentato Annie Seifullah, avvocato che ha seguito oltre 100 casi di sextortion, metà dei quali legati alle app del gruppo Meta.
Nonostante i progressi, le critiche continuano a piovere su Instagram. Gli attivisti sostengono che le nuove impostazioni non affrontano le dinamiche fondamentali che rendono la piattaforma attraente e pericolosa per i giovani: il sistema di like e la continua esposizione a un flusso di contenuti infiniti.
Anche se Meta ha introdotto strumenti per verificare l’età degli utenti e limitare l’interazione tra adolescenti e adulti con comportamenti sospetti, molti temono che gli adolescenti trovino comunque il modo di aggirare le nuove regole.
Con l’evoluzione della minaccia del sextortion, le piattaforme social dovranno allora affrontare una sfida sempre più complessa: proteggere gli utenti più vulnerabili senza compromettere la loro esperienza digitale, in un ambiente che diventa ogni giorno più pericoloso e difficile da controllare.
Fermo restando che non si può realmente proteggere nessuno che non voglia proteggersi per primo…


