L’IA è usata in Italia anche per monitorare e proteggere le specie protette

da | 10 Apr 2025 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

L’Intelligenza Artificiale non è “solamente” uno degli ambiti tecnologici più avanzati e remunerativi al mondo. È principalmente uno strumento in grado di fare -o semplificare- cose che in passato chiedevano un enorme dispendio di tempo e di risorse: come per esempio monitorare e proteggere le specie protette.

È quello che sta succedendo in Abruzzo dove l’associazione “Salviamo L’Orso”, l’Università degli studi dell’Aquila e Intel hanno collaborato all’interno del progetto WADAS, ovvero il tentativo di usare l’IA per monitorare il territorio, individuare le specie protette e attivare in maniera automatizzata tutta una serie di iniziative per salvaguardare non solo gli animali, ma soprattutto la sicurezza delle persone.

Cosa è WADAS

WADAS, acronimo di “Wildlife Alert Detection and Alert System”, è un progetto open-source il cui obiettivo principale è quello di creare un’applicazione software basata su intelligenza artificiale capace di affrontare problematiche legate alla conservazione della fauna selvatica e alla convivenza con le comunità umane, in particolare nelle aree dove queste due realtà entrano in contatto come per esempio l’area tra Lazio, Abruzzo e Molise dove si concentrano gli ultimi esemplari di orso marsicano.

Il sistema è progettato per migliorare la coesistenza tra uomo e fauna, contribuendo a ridurre incidenti stradali e ferroviari causati dalla presenza di animali selvatici e prevenendo comportamenti dannosi per gli stessi animali, come l’abituarsi a fonti di cibo facilmente accessibili.

WADAS agisce come un sistema di monitoraggio intelligente in grado di rilevare selettivamente alcune specie animali, anche in assenza di infrastrutture hardware complesse, come server o schede grafiche dedicate.

Come funziona

Tra le funzionalità principali, WADAS include la rilevazione automatica di animali tramite l’analisi di immagini e video raccolti da telecamere installate sul territorio. Una volta identificata la presenza di un animale, il software evidenzia visivamente il soggetto con un riquadro e fornisce una stima di accuratezza della rilevazione.

Successivamente, il sistema è in grado di classificare la specie rilevata, offrendo un’ulteriore informazione utile per il monitoraggio.

A quel punto di attiva un sistema di notifica automatica che può informare gli utenti in tempo reale dell’avvenuta rilevazione o classificazione. A differenza dei sistemi di sorveglianza convenzionali, la tecnologia impiegata serve a minimizzare il rischio di falsi positivi e può essere configurata per notificare solo l’individuazione di specie specifiche, come l’orso marsicano.

A quel punto il sistema invia comandi a dispositivi sul campo, come segnali stradali luminosi o mangiatoie motorizzate in grado di “distrarre” l’animale e allontanarlo dai centri urbani.

Questa funzione aiuta a prevenire incidenti stradali o ferroviari, a disincentivare l’avvicinamento degli animali alle aree urbane e a evitare incontri ravvicinati non voluti, garantendo una gestione più sicura e sostenibile della coesistenza.

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