C’è l’IA dietro il nuovo record del Black Friday

by | 30 Nov 2025 | Business, IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Black Friday ha mostrato negli Stati Uniti un volto diverso rispetto agli anni passati. La ricerca del prezzo migliore è infatti diventata un’operazione chirurgica, guidata sempre più da strumenti basati sull’intelligenza artificiale.

In una stagione segnata da budget familiari compressi, da un tasso di disoccupazione vicino ai massimi quadriennali e da una fiducia dei consumatori scivolata ai minimi degli ultimi sette mesi, milioni di americani hanno scelto di evitare la confusione dei negozi per affidarsi a chatbot capaci di confrontare prezzi e scovare sconti con una precisione impossibile da replicare a occhio nudo.

Il risultato è una spesa online da 11,8 miliardi di dollari, con un aumento del 9,1% rispetto al 2024, che segna il nuovo record storico per il giorno di shopping più intenso dell’anno.

La crescita dei tool di IA

Il dato che restituisce meglio la trasformazione in atto riguarda il traffico generato dagli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, cresciuto dell’805% rispetto all’anno scorso. È un salto epocale, trainato dal debutto di assistenti come Sparky di Walmart e Rufus di Amazon, assenti nel 2024.

Come ha spiegato Suzy Davidkhanian, analista di eMarketer, “i consumatori stanno usando nuovi strumenti per arrivare più velocemente a ciò di cui hanno bisogno” e i modelli linguistici “rendono il processo di scoperta più rapido e guidato”.

La lista dei prodotti più richiesti, dai set LEGO alle carte Pokémon, dalle console Nintendo Switch e PlayStation 5 agli AirPods e ai mixer KitchenAid, conferma la natura trasversale di una corsa all’acquisto che passa sempre più attraverso la mediazione algoritmica.

Black Friday: i prezzi salgono, gli sconti no

La fotografia di Salesforce aggiunge un tassello importante. La piattaforma ha rilevato 18 miliardi di dollari di spesa online negli Stati Uniti, con una crescita del 3% su base annua, e un fenomeno che spiega bene l’umore degli acquirenti,

I prezzi medi di vendita sono in aumento del 7%, gli ordini in calo dell’1%, così come in calo sono gli articoli acquistati per ogni transazione. Il che significa che gli americani hanno speso di più, ma portato a casa meno prodotti.

Secondo l’analisi di Salesforce, la causa risiede in due fattori. Da un lato l’effetto dei dazi, che spinge i prezzi verso l’alto; dall’altro la maggiore resilienza della fascia ad alto reddito, testimoniata dalla solidità delle vendite nel segmento del lusso.

A questo si aggiunge un altro elemento centrale della stagione: i retailer non sono riusciti a proporre sconti più incisivi, frenati da costi di produzione e di importazione che continuano a crescere.

Verso il Cyber Monday

Se il Black Friday ha segnato il primato annuale, il Cyber Monday promette di fare ancora meglio. Secondo Adobe, raggiungerà 14,2 miliardi di dollari di vendite, con un incremento del 6,3% su base annua.

L’elettronica sarà protagonista, con sconti che dovrebbero toccare il 30% sui prezzi di listino, insieme a offerte rilevanti su abbigliamento e computer.

È un quadro che conferma come la stagione dello shopping 2025 si stia giocando sempre più online, in un equilibrio tra prezzi in salita, riduzione degli sconti e un uso massiccio di strumenti di IA diventati ormai parte integrante del percorso d’acquisto.

Fonte: Reuters

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