La guerra dei chip costa oltre 6 miliardi a Nvidia e AMD

by | 17 Apr 2025 | Business, Tech War

Illustrazione: openai
Tempo di lettura: 2 minuti

La nuova offensiva tecnologica degli Stati Uniti contro la Cina ha lasciato il segno sui conti di Nvidia e AMD, due dei principali protagonisti del mercato globale dei semiconduttori.

A pagare il prezzo più alto è Nvidia, che ha annunciato una svalutazione da 5,5 miliardi di dollari dopo che Washington ha imposto lo stop alle esportazioni del chip H20, uno dei suoi modelli più avanzati progettati appositamente per il mercato cinese.

Anche AMD è finita nel mirino delle autorità statunitensi: la sua versione del chip incriminato, il MI308, ha fatto scattare un deprezzamento di 800 milioni.

Il totale delle perdite sfiora dunque i 6,3 miliardi di dollari, mentre i titoli di entrambe le aziende sono crollati di oltre il 5% nel dopo mercato.

Nvidia e il chip della discordia

Il cuore dello scontro è l’H20, chip IA che Nvidia aveva sviluppato apposta per restare appena sotto le soglie imposte dalle precedenti restrizioni USA.

Meno potente in fase di addestramento rispetto ai chip destinati ad altri mercati, ma altamente competitivo nella fase di inferenza – quella in cui i modelli IA generano risposte – l’H20 si era ritagliato un ruolo di primo piano nella strategia dell’azienda per restare presente nel fiorente ecosistema cinese dell’intelligenza artificiale.

Clienti del calibro di Tencent, Alibaba e ByteDance avevano già avviato ordini consistenti, spesso spinti dalla domanda crescente di startup come DeepSeek, interessate a modelli IA a basso costo.

A far scattare l’intervento del Dipartimento del Commercio statunitense è stata la possibilità che l’H20, pur con capacità computazionali inferiori, potesse essere utilizzato nella costruzione di supercomputer grazie alla sua efficienza nelle connessioni ad alta velocità tra chip e memoria.

Dal 2022 gli Stati Uniti vietano l’export di tecnologie che possano essere usate per potenziare infrastrutture di calcolo avanzato in Cina.

Secondo il think tank bipartisan Institute for Progress, aziende come Tencent e DeepSeek avrebbero già aggirato le restrizioni, installando H20 in strutture destinate ad addestrare modelli IA di grandi dimensioni, violando così i limiti esistenti.

Una battaglia destinata a durare

Nvidia ha reso noto di essere stata informata dal governo USA il 9 aprile che il chip H20 sarà soggetto a obbligo di licenza per l’export in Cina, con effetto immediato e senza limiti di durata. Al momento non è chiaro se, e quante, licenze verranno concesse.

AMD, dal canto suo, ha confermato che anche il suo MI308 è incluso nelle nuove regole e ha dichiarato di voler fare domanda per ottenere l’autorizzazione alle esportazioni.

Ma, come sottolineano gli analisti di Jefferies, finora nessuna licenza per l’esportazione di GPU verso la Cina è mai stata concessa dagli Stati Uniti.

Il colpo arriva in un momento strategico: solo ventiquattr’ore prima, Nvidia aveva annunciato un piano da 500 miliardi di dollari per costruire server IA in territorio americano nei prossimi quattro anni, in collaborazione con partner come TSMC.

Una mossa perfettamente allineata con la linea dell’amministrazione Trump, che spinge per il rientro delle produzioni high-tech sul suolo nazionale. Ma la guerra dei chip è tutt’altro che finita e l’attuale amministrazione americana si sta dimostrando quanto mai imprevedibile.

POTREBBE INTERESSARTI

pro padel league venture capital

Il venture capital ora investe sull’economia dell’esperienza

Squadre sportive, casinò e prodotti fisici attirano chi teme che il prossimo modello di IA possa svalutare interi business digitali. Il nuovo bene prezioso è ciò che...
Masayoshi Son SoftBank

SoftBank cerca altri 10 miliardi per ripagare il debito della scommessa OpenAI

A marzo aveva ottenuto un prestito ponte da 40 miliardi di dollari per finanziare OpenAI. Ora Masayoshi Son cerca prestiti e obbligazioni per sostituire quel...
hugging face

Nvidia vuole comprarsi Hugging Face per 13 miliardi

OpenAI e gli altri grandi laboratori cercano di ridurre la dipendenza dalle sue GPU. Nvidia risponde investendo sull’IA aperta e sulla piattaforma che la...
Colette Kress Nvidia

Nvidia fa 96 miliardi in tre mesi e difende i “finanziamenti circolari”

Ricavi +106% e crescita prevista del 70% nel fiscal 2028. Ma aumentano il costo delle memorie, le garanzie finanziarie e la concorrenza dei chip progettati dagli stessi...
silvano sansoni chapsvision

ChapsVision sfida Palantir: l’Europa cerca un’alternativa per intelligence e difesa

La società francese vale una frazione del gigante americano ma ha già conquistato l’intelligence francese e tedesca.

Jensen Huang Poolside

Nvidia mette 6 miliardi su Poolside per costruire l’alternativa ai modelli a pesi aperti

Gli Stati Uniti dominano l’IA proprietaria, ma nei modelli aperti la Cina corre più veloce. Nvidia prova a colmare il divario con tecnologia, chip e...
Jensen Huang Nvidia

Samsung, SK Hynix e Micron presentano il conto. I server Nvidia aumenteranno di oltre il 15%

Persino una Nvidia con margini lordi del 75% non riesce a neutralizzare l’aumento dei costi. E costruire i giganteschi data center per l’IA diventa ancora più...
scott bessent

Gli USA pagano sempre di più per finanziarsi: volano oro e Bitcoin

Debito crescente, deficit elevati e inflazione spingono gli investitori a chiedere rendimenti più alti sui Treasury a lunga scadenza. Il Tesoro USA prova a frenare la...
Marvell

Google allarga la squadra dei chip IA: Marvell entra nel business delle TPU

Marvell affiancherà Broadcom nello sviluppo dell’hardware attorno alle TPU, mentre Google comincia a proporre i propri acceleratori IA anche a clienti esterni.

sam-altman-dario-amodei-openai-anthropic (1)

Anthropic supera OpenAI nei ricavi e continua ad accelerare

OpenAI cresce del 18% e resta in perdita, mentre Anthropic più che raddoppia i ricavi, raggiunge un piccolo utile operativo e prepara la propria IPO.

Share This