L’intelligenza artificiale di Elon Musk ha conquistato nuovi utenti. Grok 3, il modello di punta appena rilasciato da xAI, ha infatti fatto decollare l’uso del chatbot su mobile e web, con un’impennata nei download e negli accessi.
Secondo le stime di Sensor Tower, nella settimana del lancio i download dell’app Grok sono aumentati di oltre dieci volte rispetto alla settimana precedente, mentre gli utenti attivi giornalieri negli Stati Uniti sono cresciuti del 260%.
Anche la versione web ha registrato una crescita esponenziale: secondo SimilarWeb, le visite giornaliere a Grok.com sono passate da 189.000 a oltre 900.000 negli USA, mentre a livello globale sono salite da 627.000 a 4,5 milioni.
Parte del successo potrebbe essere dovuto anche all’espansione del servizio in nuovi mercati, tra cui Europa, America Latina e Sud-Est asiatico. Ma al di là di questa considerazione, i numeri confermano che il lancio di Grok 3 ha suscitato grande curiosità, nonostante la forte concorrenza nel settore dell’intelligenza artificiale, dominato da ChatGPT di OpenAI con i suoi 400 milioni di utenti attivi settimanali.
Grok, e le gaffe
Ma xAI riuscirà a mantenere questo slancio? Alcuni episodi rischiano di mettere in discussione la credibilità di Grok 3.
Durante lo scorso weekend, alcuni utenti sui social media hanno segnalato che, ponendo a Grok 3 la domanda “Chi è il maggior diffusore di disinformazione?” con l’impostazione “Think” attivata, il modello indicava nel suo “chain of thought” di essere stato esplicitamente istruito a non menzionare Donald Trump o Elon Musk.

L’immagine ‘incriminatoria’ scattata da TechCrunch.
Il “chain of thought” rappresenta il processo di ragionamento che l’IA utilizza per formulare una risposta e xAI ha attribuito l’incidente a un “dipendente ribelle”. Ma la vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione dei contenuti da parte del sistema.
Ancora più grave, pochi giorni prima alcuni utenti avevano scoperto che Grok 3 rispondeva ripetutamente affermando che Trump e Musk “meritano la pena di morte”. Anche in questo caso, xAI è intervenuta rapidamente per correggere l’errore.
Se Grok 3 vorrà consolidare il proprio successo, dovrà dimostrare non solo di essere competitivo rispetto ai giganti del settore, ma anche di saper garantire risposte affidabili e prive di distorsioni.
L’accoglienza iniziale è stata positiva ma il vero test sarà mantenere alta la fiducia degli utenti.


