Google utilizzava YouTube per addestrare l’IA e i creators erano all’oscuro di tutto

by | 20 Giu 2025 | IA, Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Google ha utilizzato la propria vasta libreria di video YouTube per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, inclusi Gemini e il generatore video e audio Veo 3. Questa rivelazione di CNBC ha sollevato preoccupazioni significative tra creator e aziende riguardo alla proprietà intellettuale e all’uso non autorizzato dei loro contenuti.

L’azienda di Mountain View, infatti, ha attinto da un catalogo di oltre 20 miliardi di video YouTube per alimentare i suoi strumenti di intelligenza artificiale di nuova generazione. Google ha confermato al netfwork statunitense che utilizza un sottoinsieme specifico di video per l’addestramento, ma non ha specificato quanti video vengano effettivamente utilizzati o quali criteri vengano applicati per la selezione.

La portata di questa operazione è impressionante: anche utilizzando solo l’1% del catalogo YouTube, si tratterebbe di circa 2,3 miliardi di minuti di contenuto, una quantità superiore di oltre 40 volte rispetto ai dati di addestramento utilizzati dai modelli AI concorrenti. Questa vastità di dati rappresenta un vantaggio competitivo significativo per Google nel settore dell’intelligenza artificiale generativa.

Creators, però, sono ignari dell’utilizzo dei propri contenuti da parte di Google

Uno degli aspetti più controversi emersi riguarda la mancanza di consapevolezza da parte dei creator. Tantissimi hanno infatti dichiarato di non essere mai stati informati da YouTube che i loro contenuti potessero essere utilizzati per addestrare modelli AI.

Luke Arrigoni, CEO di Loti, ha evidenziato la problematicità di questo approccio: “È plausibile che stiano prelevando dati da molti creator che hanno investito tempo, energia e creatività nei loro video. Questo aiuta il modello Veo 3 a creare una versione sintetica di questi creator. Non è necessariamente giusto nei loro confronti.”

I creator che caricano contenuti sulla piattaforma non hanno modo di escludere i propri video dall’addestramento AI di Google, generando preoccupazione tra i content creator che temono di contribuire involontariamente allo sviluppo di sistemi che potrebbero competere con loro o sostituirli. Come sta succedendo sempre più frequentemente in altre aziende, come Amazon.

Le capacità di Veo 3 e le somiglianze sospette

Il lancio di Veo 3 ha rappresentato un momento significativo nell’AI generativa. Questo strumento, considerato uno dei generatori video più avanzati sul mercato, è capace di creare sequenze video di qualità cinematografica completamente generate artificialmente, comprensive sia della componente visiva che audio.

Dan Neely, CEO di Vermillio, ha utilizzato uno strumento proprietario per valutare la sovrapposizione tra video generati dall’AI e contenuti creati da umani. L’analisi ha rivelato casi preoccupanti di somiglianza, con un esempio che ha mostrato un punteggio di 71 per un video originale di un creator YouTube confrontato con contenuto generato da Veo 3, mentre l’audio da solo ha ottenuto un punteggio superiore a 90.

Questioni legali e misure di protezione

La pratica di Google solleva questioni complesse riguardo alla proprietà intellettuale. Quando gli utenti caricano video su YouTube, accettano termini di servizio che concedono alla piattaforma “una licenza mondiale, non esclusiva, gratuita, sublicenziabile e trasferibile per utilizzare quel contenuto.”

Tuttavia, molti creator non erano consapevoli che questa licenza si estendesse all’addestramento di modelli AI.

Google ha risposto includendo una clausola di indennizzo per i suoi prodotti AI generativi: se un utente affronta una sfida di copyright per contenuti generati dall’AI, Google si assume la responsabilità legale e copre i costi associati.

YouTube ha implementato alcune misure protettive, inclusa una partnership con Creative Artists Agency e strumenti per richiedere la rimozione di video che abusano della somiglianza dei creator. Tuttavia, secondo esperti del settore, questi strumenti non si sono dimostrati completamente affidabili.

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