TikTok e l’IA minacciano il dominio di Google sull’ADV

da | 8 Ott 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 4 minuti

Per decenni, il mercato della pubblicità nella ricerca è stato sinonimo di Google.

Con una quota di mercato che ha oscillato attorno al 50%, il colosso di Mountain View ha dominato incontrastato un settore che vale quasi 300 miliardi di dollari. Oggi, però, quel predominio sta vacillando, minacciato dall’ascesa di nuovi player alimentati dall’intelligenza artificiale e dalle piattaforme social come TikTok.

Questo cambiamento, ben descritto in un articolo del Wall Street Journal, potrebbe ridisegnare le regole di un settore da lungo tempo statico, aprendo la strada a un nuovo ordine nel mondo della pubblicità digitale. 

La sfida di TikTok: dai video alle ricerche il passo è breve

TikTok, il fenomeno globale dei video brevi, ha sempre rappresentato una sfida per le piattaforme digitali consolidate. La sua crescita esponenziale tra i giovani adulti, che rappresentano una fetta fondamentale del mercato pubblicitario, ha permesso alla piattaforma cinese di diventare rapidamente un contendente di peso.

Recentemente, TikTok ha deciso di attaccare Google proprio sul suo terreno, iniziando a permettere ai brand di indirizzare annunci basati sulle ricerche degli utenti all’interno della piattaforma.

Questa mossa è particolarmente significativa perché rappresenta un cambiamento nell’approccio alla pubblicità. Fino a poco tempo fa, gli inserzionisti potevano posizionare i loro annunci vicino ai risultati di ricerca su TikTok, ma non avevano la possibilità di sfruttare le parole chiave utilizzate dagli utenti.

Ora, grazie a questa innovazione, TikTok offre una funzione che permette di monetizzare le ricerche interne degli utenti, un settore che fino a oggi è stato appannaggio esclusivo di Google.

Secondo una presentazione per gli inserzionisti visionata dal Wall Street Journal, TikTok vanta un volume giornaliero di oltre tre miliardi di ricerche globali, con il 23% degli utenti che cerca qualcosa entro i primi 30 secondi dall’apertura dell’app.

Questo rende TikTok una piattaforma incredibilmente attraente per i brand, anche se la sua quota del mercato pubblicitario digitale negli Stati Uniti è ancora relativamente piccola, stimata al 3,4% per il 2023. 

L’ascesa di Perplexity e dell’IA

 Non è solo TikTok a minacciare il dominio di Google. Anche le startup basate sull’intelligenza artificiale stanno sfidando il gigante della ricerca.

Tra queste, Perplexity, una startup sostenuta da Jeff Bezos, è pronta a introdurre la pubblicità all’interno delle risposte generate dall’IA a partire da questo mese.

Fino ad ora, Perplexity ha generato entrate principalmente grazie a un abbonamento mensile da 20 dollari che offre agli utenti l’accesso a tecnologie AI più avanzate, ma il nuovo piano pubblicitario potrebbe rappresentare un punto di svolta.

L’innovazione di Perplexity risiede nella sua capacità di monetizzare le domande di follow-up degli utenti, creando un’interazione continuativa tra l’utente e il brand. La startup permetterà agli inserzionisti di sponsorizzare domande successive che potrebbero scaturire dalle risposte iniziali fornite dall’IA.

Questo approccio si distingue dai modelli tradizionali, puntando su una conversazione più naturale e proattiva tra consumatori e brand.

Perplexity ha già elaborato 340 milioni di ricerche a settembre ma il confronto con Google resta impietoso: il gigante della Silicon Valley gestisce circa due trilioni di ricerche all’anno.

Dmitry Shevelenko, Chief Business Officer di Perplexity, ha assicurato che il motore di ricerca non modificherà mai le risposte non sponsorizzate su richiesta degli inserzionisti, mantenendo l’integrità del servizio. 

Il rallentamento di Google e l’ascesa di Amazon

Google continua a rappresentare un colosso della ricerca pubblicitaria ma le sue prospettive di crescita si stanno riducendo.

Secondo le stime di eMarketer, la quota di mercato di Google negli Stati Uniti scenderà sotto il 50% per la prima volta in oltre un decennio entro il prossimo anno.

Con una crescita prevista del 7,6% per il 2023, Google si trova ad affrontare un calo rispetto ai suoi rivali, mentre Amazon prevede una crescita del 17,6%.

Il colosso di Jeff Bezos, con la sua piattaforma di e-commerce, ha trasformato la ricerca pubblicitaria in un settore chiave per la sua crescita. Sempre più consumatori iniziano le loro ricerche di prodotti direttamente su Amazon, riducendo la dipendenza da Google.

Nel 2023, Amazon è destinata a controllare il 22,3% del mercato pubblicitario della ricerca negli Stati Uniti, e questa crescita è destinata a proseguire.

L’inattesa vulnerabilità di Google

Il contesto in cui Google si trova oggi è caratterizzato da una crescente concorrenza e da una serie di battaglie legali, di cui abbiamo spesso parlato su queste pagine.

Quest’estate, ad esempio, l’azienda ha perso una causa antitrust negli Stati Uniti, con un giudice federale che ha stabilito che Google ha agito illegalmente per mantenere il monopolio sul mercato dei motori di ricerca. L’azienda ha già annunciato l’intenzione di appellarsi contro la sentenza ma il colpo al suo prestigio è evidente.

Secondo Jeremy Cornfeldt, presidente di Tinuiti, agenzia pubblicitaria digitale, “è un momento di vulnerabilità per Google“.

Questo clima di incertezza rappresenta una finestra di opportunità per le piattaforme emergenti e le startup AI, che stanno approfittando della situazione per introdurre innovazioni che sfidano apertamente il monopolio di Google. 

Sta arrivando una nuova era per la pubblicità digitale?

 Il futuro della pubblicità nella ricerca sembra destinato a cambiare radicalmente. Con TikTok che punta ai giovani adulti, Perplexity che propone un modello interattivo basato sull’intelligenza artificiale, e Amazon che continua a espandersi, Google si trova a dover difendere una posizione di forza sempre più fragile.

Anche se il colosso di Mountain View ha ancora enormi risorse a disposizione per controbattere, il mercato sembra pronto per una scossa che potrebbe ridefinire gli equilibri per i prossimi decenni.

Per la prima volta in quindici anni, gli inserzionisti vedono emergere alternative credibili a Google, un segnale chiaro che la supremazia del gigante tecnologico potrebbe non essere più garantita nel lungo termine.

Il mercato è in fermento, e la lotta per il dominio della ricerca pubblicitaria è appena iniziata.

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