Google sospende la generazione di immagini di Gemini dopo le polemiche sulla diversità

by | 24 Feb 2024 | IA, Politica

Tempo di lettura: 3 minuti

Google aveva da poco lanciato la funzione di generazione di immagini attraverso la sua piattaforma Gemini, in linea con quanto offerto da concorrenti come OpenAI. Negli ultimi giorni, tuttavia, alcuni post sui social media hanno sollevato dubbi sulla sua capacità di produrre risultati storicamente accurati nel perseguire la diversità razziale e di genere. Come risultato, Google ha sospeso la possibilità di generare immagini di persone tramite Gemini. Ma cos’è successo di preciso?

Per cominciare, è necessaria una premessa: i generatori di immagini vengono addestrati su ampie raccolte di foto e di didascalie. Si tratta di materiali che possono avere diversi anni di vita, prodotti o scritti in periodi nei quali la sensibilità della società era diversa da quella attuale. Il risultato è che addestrando le IA sui materiali presenti su Internet, il rischio è di amplificare gli stereotipi.

Un’indagine del Washington Post dell’anno scorso segnalava infatti che istruzioni come “disegna una persona produttiva” producevano immagini esclusivamente di figure bianche e maschili. Al contrario, chiedere di “una persona ai servizi sociali” produceva invariabilmente immagini di persone di colore.

È quindi probabile che Google abbia cercato di correggere i parametri di Gemini per aumentare la diversità delle immagini generate. Purtroppo però i risultati non sono stati quelli sperati, col risultato che ha iniziato a raffigurare i Padri Fondatori degli Stati Uniti come degli afroamericani, a disegnare immagini del Papa donna e, riferisce Axiom, di coppie omosessuali quando la richiesta era di generare immagini di coppie eterosessuali.

Quanto accaduto ha scatenato una serie di critiche, in particolare da parte della destra americana. Ad aprire le danze, riporta il Washington Post, è stato l’account su X dall’esplicativo nome “End Wokeness”, che ha postato quanto trovate qui sotto.

A ruota è arrivato Elon Musk, che non è andato per il sottile: “Sono contento che Google abbia esagerato con la generazione di immagini da parte dell’intelligenza artificiale, in quanto ha reso evidente a tutti i suoi programmi follemente razzisti e anti-civilizzativi”. Il New York Post, da parte sua, ha invece definito Gemini “assurdamente woke”.

In risposta alle critiche, Google ha ammesso: “Siamo a conoscenza che Gemini sta offrendo rappresentazioni inesatte di alcune immagini storiche. Stiamo lavorando per migliorare immediatamente queste rappresentazioni. La generazione di immagini AI di Gemini produce una vasta gamma di persone, e questo è generalmente positivo perché è utilizzato da persone in tutto il mondo. Tuttavia, in questo caso, non ha centrato l’obiettivo“.  Successivamente, l’azienda ha annunciato la sospensione della generazione di immagini di persone, promettendo un nuova release a breve.

Venerdì, Rabhakar Raghavan, vicepresidente senior di Google, ha provato a fornire una spiegazione più dettagliata indicando due errori. La regolazione per mostrare una gamma di persone “non ha tenuto conto di casi in cui chiaramente non dovrebbe essere mostrata una gamma. E in secondo luogo, col tempo, il modello è diventato molto più cauto di quanto intendessimo e ha rifiutato di rispondere a certe richieste del tutto, interpretando erroneamente alcuni prompt molto innocui come sensibili”. Successivamente ha aggiunto: “Non era questa la nostra intenzione. Non posso promettere che Gemini non genererà occasionalmente risultati imbarazzanti, inesatti o offensivi, ma posso assicurare che continueremo ad agire ogni volta che identificheremo un problema”.

È da notare anche che, come riporta The Verge, un ex dipendente di Google ha dichiarato su X che è “estremamente difficile far riconoscere da Google Gemini l’esistenza di persone bianche”, mostrando una serie di richieste come “genera un’immagine di una donna svedese” o “genera un’immagine di una donna americana”, che hanno mostrato prevalentemente persone di colore generate dall’AI.

Gli strumenti attuali di intelligenza artificiale, insomma, non paiono abbastanza avanzati da comprendere che si potrebbero desiderare risultati diversificati per le richieste generiche ma non per quelle storiche. I big dell’intelligenza artificiale ritengono che i loro modelli diventeranno sempre più abili nel gestire richieste cariche di implicazioni etiche, politiche e sociali. I critici, invece, suggeriscono che l’AI generativa non comprenda realmente nulla e che saranno necessari avanzamenti più che incrementali per risolvere questo problema.

Da quando ChatGPT è stato rilasciato alla fine del 2022, i conservatori hanno accusato le aziende tecnologiche di usare strumenti di AI generativa come chatbot per produrre risultati liberali, allo stesso modo in cui hanno precedentemente accusato le piattaforme di social media. L’esplosione di polemiche su Gemini è l’ultimo esempio di prodotti di IA che finiscono coinvolti nelle guerre culturali su diversità, le moderazione dei contenuti e la rappresentazione.

Il problema però pare molto difficile da risolvere. Come scrive Ina Fried di Axios, non esiste infatti un sistema IA privo di valori e ci sono situazioni che pare impossibile risolvere senza scontentare nessuno. Non si prospetta un futuro facile per le IA generative…

 

POTREBBE INTERESSARTI

Zuckerberg Meta Connect

Meta sconta l’IA del 95% se può addestrarla sui vostri dati

Con Muse Spark, prompt e risposte diventano una moneta di scambio: chi accetta di condividerli con Meta, paga molto meno per usare il modello.

cani guida robot (1)

La Cina prova a sostituire i cani guida con i robot

Oltre 17 milioni di persone hanno disabilità visive, ma nel Paese sono disponibili appena circa 400 cani guida. Xiaoyuan prova a colmare quel vuoto.

Greg Brockman OpenAI

OpenAI dice che l’AGI è arrivata. Ma ne ha cambiato il significato

Per anni l’intelligenza artificiale generale è stata una soglia tecnica ed economica molto concreta. Ora Brockman la definisce qualcosa di “grigio” e persino...
ontario

Trump rinomina il Lago Ontario e Google Maps lo segue. Apple e MapQuest, no

Google applica il nuovo nome deciso dal governo federale americano, mentre in Canada mantiene Lake Ontario. Apple e MapQuest hanno scelto di non adeguarsi.

musk altman openai cursor

OpenAI taglia fuori Cursor dopo l’acquisizione di Elon Musk

I modelli OpenAI valgono solo il 5% del traffico di Cursor, ma il caso mostra quanto chi sviluppa servizi basati sull’IA dipenda dalle guerre tra i fornitori dei...
cina droni novasky

La Cina e il business dei droni anti-drone stampati in 3D

Costano da 1.500 dollari, superano i 300 km/h e alcune aziende ne vendono già migliaia al mese. La filiera che ha reso la Cina dominante nei droni commerciali, si...
meta iran

Meta blocca una rete iraniana di propaganda sui social

Gli account pubblicavano contenuti sulla politica americana e cercavano collaborazioni con giornalisti e figure politiche reali. Nessuno dei tentativi è...
Meta bambini

Meta potrà usare i dati dei bambini (per capire se sono bambini)

I dati potranno servire ad addestrare il sistema di verifica dell’età, ma non a pubblicità e algoritmi. Resta da capire come verranno tenuti separati.

Masayoshi Son SoftBank

SoftBank cerca altri 10 miliardi per ripagare il debito della scommessa OpenAI

A marzo aveva ottenuto un prestito ponte da 40 miliardi di dollari per finanziare OpenAI. Ora Masayoshi Son cerca prestiti e obbligazioni per sostituire quel...
hugging face

Nvidia vuole comprarsi Hugging Face per 13 miliardi

OpenAI e gli altri grandi laboratori cercano di ridurre la dipendenza dalle sue GPU. Nvidia risponde investendo sull’IA aperta e sulla piattaforma che la...
Share This